Dopo circa tre anni di discussioni, confronti,
trattative e accordi-ponte si è raggiunta lipotesi dintesa tra Cgil Cisl Uil
nazionali e le associazioni artigiane per un accordo interconfederale del comparto
artigiano. Lintesa rappresenta la conclusione delliter di verifica e di
aggiornamento avviato con laccordo del maggio 2002, dopo che nellanno
precedente Confartigianato, unilateralmente, aveva dato la disdetta del modello
contrattuale e le altre organizzazioni artigiane in maniera, più o meno silente, si erano
accodate. Nelle prossime settimane questa ipotesi verrà posta in discussione, per lapprovazione
definitiva, in tutte le strutture e in tutti i territori.
Questa intesa permette la conclusione di tutti i contratti scaduti da
ormai tre anni per oltre un milione di lavoratori, realizzando un aumento delle
retribuzioni per il periodo 2002-04 pari al 7,3%, sulla base del quale verranno calcolati
anche gli arretrati. Per lanno in corso il tasso dinflazione preso a
riferimento è pari al 2,3 % non certo quello previsto dal governo nel Dpef. È prevista
inoltre lunificazione delle scadenze contrattuali e lavvio della
contrattazione decentrata regionale, come già prevista dal modello del 92,
con il compito di ridistribuire la produttività di settore, in modo tale che non ci siano
vuoti o salti nei vari livelli di contrattazione, né tanto meno perdite di quote
salariali.
Nel già citato accordo del maggio 2002 era previsto il rinnovo della
sola parte economica del contratto nazionale e una verifica del modello contrattuale: la
prima parte fu concretizzata, con sofferenza e fatica, la seconda invece no, perché le
posizioni delle controparti erano troppo distanti e troppo articolate e divergenti quelle
tra i sindacati confederali.
Con lintesa di oggi si individuano delle linee guida per la
riforma del modello contrattuale, la quale andrà in vigore soltanto dopo aver definito linsieme
di tutte le parti che compongono la nuova struttura contrattuale, in modo tale che non sia
possibile applicare singole parti seppur già convenute. Per cui, nel corso del
2004, o si realizzerà lintesa complessiva sul nuovo modello, oppure non ci sarà
nessuna intesa. Nel frattempo, e in attesa del nuovo modello, è prevista la continuità
della vigenza delle normative previste dagli attuali contratti nazionali, in modo tale che
non ci siano vuoti o carenze normative di nessun genere. Le linee guida individuate
prevedono la riconferma dei due livelli di contrattazione e la loro esigibilità, per far
sì che la contrattazione decentrata non sia circoscritta alle solite cinque-sei regioni
del Centro-Nord, come è avvenuto negli ultimi anni. Nella piena riconferma del ruolo e
dei compiti del contratto nazionale, introduce unimportante novità, e cioè che la
tutela del potere dacquisto del salario avverrà attraverso ladeguamento delle
retribuzioni nazionali allinflazione stabilita attraverso la concertazione
triangolare, in sede di politica dei redditi: in assenza di tale pratica
concertativa si farà riferimento a un tasso concordato fra le parti sulla base degli
indicatori disponibili.
Uninnovazione importante
È un innovazione importante: non prenderla in considerazione o considerarla un
dettaglio, oltre a un insulto alla propria intelligenza, sarebbe unimperdonabile
sottovalutazione delle condizioni di vita di oltre un milione di lavoratrici e lavoratori
di questo comparto, strutturalmente deboli e poco tutelati, visto che la media statistica
indica tre dipendenti per ogni impresa.
La contrattazione decentrata avrà il compito di ridistríbuire la
produttività del lavoro sulla base di parametri congiuntamente concordati tra le parti a
livello regionale, nonché di integrare la tutela del potere dacquisto delle
retribuzioni, in caso di scostamento tra linflazione presa a riferimento e linflazione
reale, nel momento in cui vengono realizzati gli accordi regionali. Questo adeguamento,
per chi lo farà, non è altro che un anticipo, che verrà riassorbito dal riallineamento
dei minimi nazionali che sarà garantito dalle parti nazionali nellarco della
vigenza contrattuale, in rapporto alla durata degli stessi contratti nazionali. Le
procedure, i tempi e le modalità del riallineamento saranno stabiliti, in sede
nazionale, entro la fine del 2004. Questa è la garanzia delle parti, in sede nazionale,
per evitare differenziazioni dei minimi contrattuali fra i vari territori, ma anche la
risposta a chi attraverso lo spostamento di centralità e baricentri
si proponeva lobiettivo del federalismo contrattuale: cioè lo smantellamento dei
contratti nazionali e la realizzazione di decine e decine di minimi salariali di
riferimento.
Perché, anche se con questa intesa labbiamo stoppata, nelle
nostre controparti, è ancora forte e non sopita lidea che la competizione si faccia
solo attraverso i costi e su scala territoriale. Tanto è vero che cè chi, pur non
avendo partecipato alle trattative, sul giornale della Confindustria auspica questo,
facendosi supportare da esponenti del governo, forse sospinto dalla frustrazione di non
aver portato a casa quanto promesso, per oltre tre anni, agli imprenditori che
rappresenta. In compagnia, però, di altri che, allinterno del sindacato,
accreditano quegli auspici come lautentica e sincera interpretazione dellintesa
stessa, e altri ancora che, pur approvandola perché unitari a oltranza, ne mettono in
evidenza limiti e contraddizioni per evitare di esprimere il loro vero pensiero sul
modello contrattuale. Sarebbe sicuramente più proficuo se ognuno parlasse ed esprimesse
le proprie critiche, anche le più dure, dopo aver letto le intese e fatto i dovuti
approfondimenti. Altrimenti il confronto, manicheo e fasullo, è tra chi fa, si assume le
responsabilità, si rimette al giudizio e alle regole della democrazia e chi dà i voti
senza mai sottoporsi a verifica.
Quelle proposte del 2001
È bene invece ricordare che, oltre alla disdetta del modello contrattuale del 92,
le associazioni artigiane nel luglio 2001 ci avevano presentato una proposta di riforma
del modello contrattuale che prevedeva ununica articolazione contrattuale composta
da due parti, entrambe con contenuti normativi, e retributivi. Nella prima parte si
stabiliva il salario di riferimento, pari allex contingenza da rivalutare ogni anno
nella misura pari allinflazione fissata dal Dpef, senza nessun riallineamento e una
generica normativa-cornice, che poteva essere modificata liberamente, anche in peggio
(così era scritto: in pejus), dalla contrattazione di secondo livello. Tutti gli altri
aspetti, comprese le modalità di espletamento della contrattazione medesima, venivano
contrattate e disciplinate a livello decentrato. Questo era la loro inaccettabile proposta
di federalismo contrattuale: basterebbe confrontare questa proposta con lipotesi dintesa
raggiunta per trovare molte risposte.
Nellintesa raggiunta ci sono tre altri capitoli molto
importanti. Il primo riguarda Artifond, cioè lavvio operativo del fondo per la
pensione complementare, che dal 1998, per precise responsabilità delle organizzazioni
artigiane, non è mai decollato, privando questi lavoratori di uno strumento decisivo per
il loro futuro, senza contare che, avendolo assunto negli oneri contrattuali, questi
lavoratori sono quattro anni che pagano senza aver avuto nessuna contropartita. Abbiamo
abbassato i limiti e i parametri dellaccordo del 1998 per poter realizzare, dove
sussistano le condizioni, i fondi regionali salvaguardando loperatività effettiva
del fondo nazionale, evitando che ci fosse il fondo nazionale dei poveri e quelli
privilegiati delle ricche regioni del Nord. Questo è il senso della nostra nota al
verbale allegato, che non abbiamo firmato. Il secondo riguarda gli ammortizzatori sociali.
Come tutti sanno questo comparto ne è escluso e con laccordo del 1988, attraverso
quote a carico delle imprese, furono costituiti gli enti bilaterali per gestire il
sostegno al reddito. Oggi si tratta di definire un sistema che garantisca ed estenda il
diritto al sostegno al reddito in modo omogeneo e uniforme su tutto il territorio
nazionale. Quindi il terzo punto riguarda proprio gli enti bilaterali e come si fanno le
verifiche previste dallaccordo dell88 e mai attuate, per realizzare un sistema
degli enti bilaterali capace di rispondere alle esigenze e ai compiti previsti dagli
accordi istitutivi, ferme restando le nostre convinzioni sul funzionamento della
bilateralità e della sua estraneità in termini di gestione del mercato dei lavoro.
Il 10 dicembre dello scorso anno eravamo sullorlo di una
frattura unitaria e in presenza di un accordo separato, previsto e annunciato sulla stampa
per il giorno 18 dello stesso mese. Laver sventato questa eventualità dovrebbe far
contenti tutti. La costruzione di una proposta unitaria con cui siamo andati al confronto,
la trattativa e lipotesi dintesa sono costati impegno e fatica a tutti e
speriamo anche qualche soddisfazione.
Mediazioni, non dettagli
Quello che non è permesso a nessuno è di affermare cose non rispondenti al vero. Ci
dispiace per coloro che sulla stampa ci riferiamo soprattutto a Confartigianato
si sono prodigati nellaffermare che finalmente erano riusciti a convincere
anche la Cgil. Come ci dispiace per quanto si sostiene su Conquiste del Lavoro: tra il 10
dicembre e il 3 di marzo non sono stati modificati dei semplici dettagli; è successo
invece che Cgil Cisl e Uil hanno modificato il testo del 10 dicembre e trovato
le formulazioni e le mediazioni che consentono a più di un milione di lavoratori di avere
il rinnovo del contratto e gli aumenti salariali fermi da tre anni, di far partire
operativamente il fondo per la pensione complementare, di avviare la contrattazione
decentrata, di avviare attraverso le linee guida un percorso di riforma del modello
contrattuale che, riaffermando i due livelli di contrattazione e il ruolo e i compiti del
contratto nazionale, rafforza ed estende la contrattazione decentrata. Questo è un
risultato unitario patrimonio di tutti, se poi le associazioni artigiane, in particolare
la Confartigianato, vogliono continuare nelle affermazioni apparse sulla stampa, lo
facciano, non possiamo impedirlo. Non ci preoccupa, vuol dire che saremo ancora più
precisi e puntigliosi nel confronto che, come prevede lintesa, continuerà fino alla
fine dellanno. |