Cara CGIL,
Sono una lavoratrice operaia, da sempre
iscritta al sindacato, a questo sindacato, e da più di 8 anni impegnata come delegata
RSU.
Lavoro, come saldatrice, in una fabbrica
dellhinterland milanese, con una forza lavoro di 240 dipendenti, 80% operai, in cui
la FIOM ha 80 iscritti ed espresso 4 delegati su 7 (2 FIM, 1 UILM) . Tutti i giorni provo
sulla mia pelle lunità sindacale, per ogni problema, per ogni vertenza piccola o
grande.
Scrivo perché voglio che la CGIL sappia
tutto ciò che succede ogni giorno, in fabbrica, a partire da una realtà come la mia, da
unesperienza come la mia.
Da quando miscrissi mi insegnarono,
tra le prime cose, lunità sindacale. Questo concetto lo ritrovo nei documenti, nei
comunicati, nelle dichiarazioni, nei proclami ancora forte oggi.
Un altro concetto mi insegnarono Era la
tutela ed il miglioramento della condizione lavorativa di tutti. Questo è ancora per me
oggi il valore primo, quello che ha
determinato la mia adesione ieri ed il mio impegno oggi:
Oggi credo e vedo che questi due valori, a
partire dal proprio quotidiano, dal proprio posto di lavoro, rischiano, o peggio, sono
solo due proclami.
Penso a quando lazienda eroga bonus,
superminimi, passaggi di livello, premia i suoi fedelissimi, che non scioperano nè per il
contratto, nè per le pensioni o lart. 18. Noi nel frattempo ci battiamo per il
riconoscimento di aumenti salariali che recuperino almeno quella che viene definita inflazione
reale, tra mille difficoltà e la prima è quella che chiamano unità sindacale.
CISL e UIL sono i primi ostacoli da affrontare in ogni trattativa, i primi da convincere,
i primi che giocano al ribasso nel nome della produttività, della competizione, del
mercato. Ma sono anche i primi a cedere in trattativa, i primi a non essere mai convinti
delle battaglie approvate dagli stessi lavoratori, i primi a rinunciare alle prime
difficoltà.
Unità sindacale? Ma a che prezzo e
sacrificando cosa? Quanti sforzi tocca spendere se non sprecare
per la ricerca di questa unità, mentre il padrone marcia imperterrito calpestando
diritti, anche quelli che ci spettano per legge?
Io ho sempre creduto, e credo tuttora,
che essere delegato significhi assumersi delle responsabilità, farsi carico dei problemi,
sia generali ma anche quelli anche quelli quotidiani dei lavoratori. anche quelli meno
evidenti. Ho sempre pensato, e continuo a pensarlo, che il delegato deve essere preparato,
pronto, attento, ma anche riflessivo, disponibile, che sappia ascoltare, ma anche
consigliare, suggerire e soprattutto agire.
Come si fa ad essere delegati della CGIL
ed essere unitari, di fronte alla firma separata come quelle per il Patto per lItalia,
per i contratti a tempo determinato, per il Ccnl metalmeccanici. Come si fa ad essere
credibili se da un lato difendiamo lart. 18 e la sua estensione, se diciamo di
voler contrastare la precarietà, ma poi nei contratti ci si dichiara disponibili verso la
lefe 30(es. CCNL Cemento, Chimici, fino all'accordo confederale sul contratto di
inserimento)? Come si fa a trovare lunità sulla riforma delle pensioni scioperare
assieme se cè poi chi è pronto a trattare comunque forme peggiorative?
Come si fa a parlare ancora oggi di
concertazione, quando gli accordi nazionali, non recuperano nemmeno l'accordo del luglio
93?
Siamo poi noi delegati in fabbrica a
batterci per recuperare il potere dacquisto perso dai CCNL inventandoci
premi di risultato. Ho visto intese siglate, anche dal nostro sindacato, in cui tra glindici
cerano i giorni presenza/anno, quando la CGIL ufficialmente è sempre stata contro
tale ipotesi
Troppa incoerenza, e noi che siamo in
prima linea tra i lavoratori, non riusciamo più a spiegare le giravolte. Che fine hanno
fatto le 5 milioni di firme raccolte nella campagna dei 2 si e 2 no?
I lavoratori ci chiedono conto di quella
campagna, della linea, ma soprattutto della coerenza. Ma quale linea, quale coerenza, se
non si è ne carne ne pesce? Se si ondeggia e si persegue lunità sindacale con chi
svende i diritti dei lavoratori nel nome della modernità, firmando il patto per lItalia
e facendo CCNL al ribasso!
CISL e UIL le loro scelte chiare le hanno
fatte e da tempo! Sono per la compartecipazione dimpresa, sono per comprendere la
logica del mercato, la modernità, sono per gli stock option!
Non vogliamo gli enti bilaterali, ma poi
zona per zona, azienda per azienda li accettiamo, vi partecipiamo.
Vogliamo essere come CISL e UIL, un
sindacato dei servizi? Un sindacato degli iscritti? Quando loro firmano gli accordi e li
fanno approvare ai loro aderenti, in FIOM leviamo gli scudi, ma in FILT facciamo
esattamente la stessa cosa
Diciamolo chiaramente da che parte si sta,
diciamolo chiaramente a che modello sindacale si pensa, diciamolo chiaramente che ruolo
devono avere i delegati!
Ho voluto scrivere questo perché voglio
che il mio sindacato sappia cosa si prova ad essere delegati oggi, in una fabbrica
qualsiasi, in catena di montaggio. Non aspetto il congresso per dire cosa sento e cosa
penso.
Ada Micelli - Direttivo CGIL Milano
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