| LAssemblea del personale docente e tecnico amministrativo, dei
dottorandi, dei borsisti, degli assegnisti di ricerca e degli studenti del Politecnico di
Torino riunitasi il 4 marzo 2004, presa visione del disegno di legge delega sul Riordino
dello Stato Giuridico e del Reclutamento dei Professori Universitari, esprime forte
preoccupazione riguardo ai contenuti, alle modalità e alle possibili implicazioni che
potrebbero derivare dalla sua attuazione anche in relazione a quello che sembra essere un
più generale ridimensionamento delle risorse al sistema dellistruzione pubblica.
LAssemblea ritiene che lUniversità richieda un radicale riordino che ne
definisca un preciso ruolo e le permetta di ritornare un vero centro di riferimento
culturale per la società italiana, ma reputa che il disegno di legge delega Moratti operi
in direzione opposta. Una riforma dello stato giuridico e del reclutamento dei professori
universitari non può essere svolta a prescindere da tali questioni.
Nella proposta di legge delega non si evince se ed a quale architettura del sistema
universitario si faccia riferimento, lasciando addirittura non delineato il quadro dei
diritti e dei doveri dei professori relativamente alle attività di insegnamento e di
ricerca.
In particolare:
- Un precariato diffuso e prolungato
scoraggia lingresso di giovani studiosi e non porta ad un miglioramento della
qualità della didattica e della ricerca, portando allo stravolgimento della stabilità e
della libertà dellUniversità
- Labolizione del ruolo dei
ricercatori disconosce lattività da essi svolta attualmente all'interno
dell'Università e il contributo apportato allo sviluppo e alla continuità della ricerca
scientifica e della didattica.
- Labolizione delle posizioni a
tempo definito non può che provocare un aggravio delle già ridotte risorse finanziarie a
disposizione degli Atenei, incentivando lattività extrauniversitaria a scapito dellattività
istituzionale.
- Contestualmente allo stato giuridico dei
docenti, deve essere affrontato il tema di un adeguato finanziamento pubblico alle
strutture universitarie, in assenza del quale si attua solamente il disimpegno dello Stato
dalla ricerca e dalla formazione universitaria
- Nella struttura universitaria ipotizzata
non assume un ruolo centrale la ricerca, ponendo i presupposti per un decadimento
culturale
- Laffidamento di compiti didattici
a figure occasionali priva gli studenti di riferimenti certi e continuativi
LAssemblea chiede:
- che il tema venga riaffrontato con uno strumento
legislativo diverso dal disegno di legge delega, che sia adeguato a garantire ampio
dibattito. Questa condizione è imprescindibile a causa dellimportanza che questa
riforma assume per lUniversità e per lintera società;
- che gli organi di governo dellAteneo e il Rettore
esprimano una posizione ufficiale che rispecchi quanto riassunto in questo documento, e se
ne facciano portavoce presso tutte le possibili sedi istituzionali.
Approvato allunanimità dallAssemblea.
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