Sincobas
sede nazionale: via
Pietro Calvi 29 - 20137 Milano / tel.
02.7492485 - fax 02.7492503 / sincobascuola@libero.it ATA ex enti locali:
il naso della CGIL scuola è sempre più lungo Fa un certo effetto
vedere come alcuni sindacati della scuola, incuranti delle proprie responsabilità
nellannosa vicenda degli ATA ex enti locali, possano, senza pudore, raccontare bugie
sui loro siti internet facendo leva sulla disinformazione che essi stessi hanno alimentato
per coprire le proprie malefatte. Tra tutti, su
questa vicenda, si distingue in particolare
la CGIL che, commentando lennesima sentenza che restituisce il diritto al
riconoscimento integrale dellanzianità maturata negli enti di provenienza, ha la sfrontatezza di scrivere Avevamo
ragione noi!!. Siamo costretti,
nostro malgrado, a tornare sulla questione per la semplice ragione che i 76.000 ATA
trasferiti dal 1.1.2000 dagli enti locali allo Stato sono ancora in attesa di vedere
risolta la vicenda che ha regolamentato quel passaggio. Senza
ricostruire nel dettaglio tutti i passaggi, vogliamo fissare alcuni elementi essenziali
che smascherano lipocrisia di chi (Confederali e SNALS) vuole giocare
contemporaneamente a fare il ladro e il poliziotto. 1 gennaio 2000: 76.000 ATA in
servizio presso gli enti locali vengono trasferiti in modo coatto allo Stato in
applicazione della legge 124 del 1999. Allart. 8 detta legge prevede
che al personale interessato dal trasferimento venga garantito il riconoscimento
giuridico ed economico dellanzianità maturata nellente di provenienza. 20 luglio 2000: CGIL-CISL-UIL e
SNALS firmano un accordo sindacale che stravolge il dettato legislativo e,
grazie ad un creativo meccanismo (la cosiddetta temporizzazione),
riconosce agli ATA in questione una minore anziantità rispetto a quella effettiva.
Una decurtazione che, nel caso di lavoratori con una consistente anzianità, va anche
oltre i 10 anni. Fine luglio 2000 : Il Sincobas
denuncia la truffa sottesa allaccordo che confederali e SNALS
spendono come un grande risultato e che comunicano ai lavoratori
accompagnadolo con esclamazioni del tipo: FINALMENTE! ERA ORA! Erano gli anni dei
Governi di centro-sinistra, per la precisione
del II° governo Amato con Tullio De Mauro allIstruzione. Anni in cui, in
ossequio alla politica del contenimento della spesa pubblica, Confederali e
SNALS decidono di sacrificare il diritto dei 76.000 ATA a vedersi riconosciuta
integralmente la propria anzianità. Un bel risparmio
per le casse dello Stato, una perdita salariale secca per gli ATA che da una parte perdono
la produttività collettiva che avevano da contratto negli enti locali di appartenenza
(anche più di 3 milioni di lire allanno) oltre a numerose indennità non
presenti nel contratto della scuola (turno, rischio, mensa, ecc.) e
dallaltra vengono inseriti negli scaglioni di anzianità più bassi di quelli
corrispondenti allanzianità effettiva in difformità da quanto previsto dalla
legge.
Non paghi di questa
incredibile truffa, si rifiutano di far votare laccordo alle lavoratrici e ai
lavoratori. Una pratica già
diffusa in molti comparti ed oggi diventata ormai la regola. La recente vicenda degli
autoferrotranvieri in questo senso è da manuale. Nei mesi seguenti
il Sincobas invita i lavoratori interessati a non arrendersi e comincià così la
lunga marcia che porta alla contestazione
dellaccordo truffa nelle aule dei tribunali. 5 marzo 2002: 270 ATA di
Milano e provincia, difesi dagli avvocati del Sincobas, vincono la prima causa
collettiva a livello nazionale. Il Tribunale di Milano riconosce nei fatti
lillegittimità dellaccordo sindacale del 20 luglio 2000 sulla base del quale
le varie scuole avevano elaborato i decreti individuali di inquadramento nel nuovo
comparto sacrificando parte dellanzianità dovuta PER LEGGE. La sentenza di
Milano riapre la speranza dei 76 mila ATA: sia di quelli in
attesa di sentenza che di quelli che non avevano fatto ricorso perché timorosi di
perdere. Il moltiplicarsi
delle cause e la pressione degli
stessi iscritti ai sindacati firmatari della truffa inducono in particolare la CGIL, ma
gli altri seguiranno a ruota, a cambiare le carte in tavola. Un ulteriore elemento, non irrilevante, permette di
cogliere meglio il senso di tutta questa sorprendente vicenda. Ha a che
vedere con lapproccio politico-ideologico che caratterizza i sindacati confederali e
autonomi a seconda del colore dei governi in carica. Nel 2001 infatti il
governo amico in particolare della CGIL, ma non solo, era stato sostituito
dal governo di centro-destra di Berlusconi. Quello che si era
concesso al Governo Amato non necessariamente doveva a quel punto essere concesso anche al
nuovo governo che si stava rivelando un po meno amico. Con una
originale inversione di rotta, anche la CGIL comincia così a presentare
alcune cause (cosiddette pilota)
senza mai ammettere le proprie responsabilità dirette nella vicenda. La bandiera degli
ATA ex enti locali viene così raccolta da terra ma ancora una volta, per salvare capra
e cavoli, si continuano ad ingannare i lavoratori per non ammetere una scomoda
verità. I sindacati firmatari della truffa presentano cause per conto dei
truffati ma non tolgono la loro firma dallaccordo che quella truffa
ha originato. La faccia tosta di
questi signori è tale che giungono ad
affermare, come detto sopra: Avevamo ragione noi!!!. E questo proprio commentando
una recente sentenza che disapplicando laccordo sindacale del 20 luglio
ripristinava il diritto al riconoscimento dellanzianità effettiva nei confronti
degli ATA ricorrenti. E notizia di
questi giorni: il 3 febbraio è stato respinto
lAppello del Ministero dellIstruzione contro la sentenza del Tribunale di
Milano-Sezione Lavoro del 5 marzo 2002 e confermato il diritto dei 270 Ata ricorrenti al riconoscimento integrale
dellanzianità maturata nel loro ente di provenienza con pagamento degli
arretrati a decorrere dall1.1.2000. La
conferma in appello della sentenza è un segnale positivo per proseguire
nellaffermazione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici troppo spesso
calpestati dai vecchi come dal nuovo governo. Il Sincobas, nel ribadire la
propria autonomia da partiti e da governi di qualsiasi colore, intende proseguire
nel sostegno degli ATA che, forti di questa ultima decisione, intendessero
avviare solo ora la causa. Al tempo stesso
ritiene che un coordinamento dei 76.000 lavoratori interessati alla vicenda e la costruzione di iniziative
sindacali autogestite dal basso che ripropongano in termini sindacali il problema
potrebbe essere un valido supporto, se non proprio unalternativa, al ricorso alle
aule dei Tribunali. Uno sciopero vero, costruito scuola per scuola, potrebbe riportare
alla ribalta la questione. I confederali e lo SNALS non lo proporanno mai. Tocca ai
lavoratori interessati decidere se vogliono diventare i veri protagonisti
delliniziativa sindacale o se si accontentano di sperare che chi li ha
fregati trovi per loro la soluzione. Sincobas-Comparto Scuola |