Comunicato Stampa

 

SCIOPERI TRANVIERI:

IL PRESIDENTE DELLA CAMERA (E TANTI ALTRI…) CHIEDE PUNIZIONI PER I TRANVIERI,

                 I CONFEDERALI IRRIDONO I TRANVIERI.

RIAPRIRE LA TRATTATIVA NAZIONALE

NO ALLE GABBIE SALARIALI  

 

Il presidente della Camera Casini parlando degli scioperi dei trasporti dice che tutto ciò “dà un’immagine di disordine e precarietà del nostro Paese” e invoca punizioni esemplari dei “selvaggi”. Il sindaco di Milano li vuole licenziare e si potrebbe continuare con il coro degli interventi di questi ultimi giorni.

“Ce n’è abbastanza da far irritare anche il tranviere più mite e paziente” - ci dice Juri Brocchieri, autoferrotranviere del Sincobas, che aggiunge - “Casini farebbe meglio ad intervenire sul suo Governo affinché vengano stanziate le risorse necessarie se si vuole chiudere la vertenza, invece di inveire contro i lavoratori che a fronte di un contratto a perdere hanno fatto la sola cosa che potevano fare per farsi sentire: scioperare”.

Si, gli autoferrotranvieri, come anche gli aeroportuali, scioperano anche in presenza di una legge che vuole ‘neutralizzare’ l’efficacia degli scioperi. Sono i lavoratori a decidere come andare avanti. Il SinCobas e i sindacati di base, comunque, staranno con loro. I lavoratori sono stati costretti a questi scioperi totali, che qualcuno chiama “selvaggi” “illegali” o “intollerabili”, senza mai considerare che ci troviamo in un sistema di regole iniquo e unilaterale che pesa soltanto sui lavoratori e sulle loro iniziative. Si invocano punizioni esemplari contro i tranvieri che per difendere la dignità del proprio lavoro hanno perso quasi l’equivalente di una tredicesima e ancora non hanno trovato risposte adeguate alle loro richieste.

 

Quanto all’immagine di precarietà del paese che deriverebbe dagli scioperi, sempre Brocchieri fa notare che “la precarietà, non quella di cui parla Casini, ma è quella che conoscono bene i lavoratori, tutti e non solo quelli dei trasporti: è quella dei contratti a termine, del lavoro in affitto, a chiamata, è la precarietà della vita per i tanti che ormai non riescono ad arrivare a fine mese, la nostra lotta ha portato alla ribalta questa situazione in cui molti si sono identificati”.

 

Ma una battuta va riservata anche ai sindacati firmatari del contratto bidone del 20 dicembre, che accusano gli autoferrotranvieri “di essere ridicoli e capaci solo di fare sciopero …”. Peccato non dicano quale altro modo “fantasioso” conoscano per far sì che tutti gli oltre 116 mila tranvieri d’Italia ottengano i famosi 106 euro di aumento mensile e i relativi arretrati! Il continuo riferimento ai negoziati locali (sui quali rilancia oggi anche Rutelli) - di cui i confederali sentono il bisogno proprio nelle città dove i lavoratori hanno scioperato in massa il 9 gennaio (nonostante il loro invito ad “andare a lavorare”) - che valore può avere se non quello di aprire la strada alla reintroduzione delle “gabbie salariali” come sta nelle intenzioni del governo?”.

 

La politica delle porte chiuse, delle minacce di sanzioni, manganelli e manette, non serve a trovare soluzioni alla situazione. L’unica soluzione è aprire le porte al dialogo, cioè riaprire il tavolo negoziale sul piano nazionale. Per ottenere questo risultato occorre solidarietà con i tranvieri. Occorre estendere la mobilitazione della categoria in tutte le città. Occorre che anche le altre categorie di lavoratori si mobilitino.

Paolo Sabatini

Coordinatore nazionale SinCobas

 

Milano, 19 gennaio 2004

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