Comitato di lotta autoferrotranvieri Pisa

sciopero nazionale del 26 gennaio contro l’accordo nazionale.

Commissione di garanzia : cosa dice la legge.

La nostra piattaforma

a Milano l’accordo bidone aziendale

l’ipotesi bidone al cpt. La parola ai lavoratori!

 

Il comitato di lotta tranvieri e i cobas hanno indetto uno sciopero nazionale il 26 gennaio.

La commissione di garanzia ha dichiarato illegittimo questo sciopero per il mancato rispetto delle regole di raffreddamento previste dalla 146.

I Cobas hanno inviato un esposto e sono stati convocati a Roma per il giorno 20 gennaio.

Ma cosa dice la legge?

UFFICIO Legge 146/90

Nuove delibere Commissione di Garanzia su procedure di raffreddamento e ……………

A.  Procedure di raffreddamento

1.   …………………………….

2.   La Commissione affronta la questione se tale precettivita' debba essere applicata anche alle azioni successive per la medesima vertenza.

La soluzione prospettata e' la seguente:

l'obbligo del preventivo esperimento delle procedure puo' essere derogato in caso di scioperi successivi aventi lo stesso oggetto quando :

a.    tra le azioni intervenga un breve lasso di tempo (consecutivita' temporale)

b.    non siano intervenuti elementi di modificazione soggettiva o oggettiva (posizione delle parti o termini della vertenza).

Negli altri casi occorre ripetere le procedure di raffreddamento e conciliazione.

Stante la dissociazione motivata di uno dei membri della Commissione, la stessa ha precisato che, nonostante la soluzione prospettata, si riserva di giudicare caso per caso secondo i poteri conferitile dall'art. 13 lett. C) ed h) della L. 146/90 cosi' come modificata dalla L. 83/00; per cui si raccomanda la massima prudenza circa la valutazione delle singole fattispecie

 

Non solo non Sono intervenuti elementi nuovi ma le varie aziende con cgil cisl uil e cisal stanno concludendo accordi integrativi che aumentano i carichi di lavoro in cambio di poche briciole che non compensano la perdita del potere di acquisto e l’ormai intollerabile sfruttamento a cui sono sottoposti gli autoferrotranvieri

QUINDI è LEGITTIMO IL RICORSO DEL COMITATO DI LOTTA TRANVIERI   E IN OGNI CASO LO SCIOPERO NAZIONALE DELLA CATEGORIA PUR RIMANDATO DI QUALCHE GIORNO CONFERMERà LA CRESCENTE SFIDUCIA DELLA CATEGORIA A CGIL CISL UIL E FAISA

 

Le rivendicazioni e le ragioni dello sciopero

ü     Il rigetto dell’accordo-truffa sottoscritto il 20 dicembre da Filt Cgil - Fit Cisl - UilT - Faisa Cisal - Ugl e l'apertura immediata di un tavolo delle rappre- sentanze Cobas, dei sindacati di base e degli autorganizzati con il governo e le controparti datoriali per la restituzione di quanto maturato dalla categoria (3.000 euro di arretrati e 106 euro di aumento mensile dal 1dicembre 2003), senza storni alla previdenza integrativa.

ü     Il mantenimento dell’unicità del contratto nazionale, respingendo qualsiasi trattativa locale tesa a produrre sperequazioni  tra i lavoratori, tra aree forti e aree deboli, tra nord e sud, con il ripristino delle gabbie salariali.

ü     presentare al governo ed alle associazioni datoriali la nostra bozza di piattaforma per il rinnovo del ccnl scaduto il 31/12/2003, con riserva di modifiche ed integrazioni votate nelle assemblee dei lavoratori.

ü     Riprendere incisive forme  di mobilitazione dopo il 9 gennaio, attuando la circolazione dei mezzi nei termini previsti da leggi e rego- lamenti, contro le eventuali azioni disciplinari e sanzioni amministrative nei confronti dei lavoratori che hanno scioperato in deroga alla legge 146/90.

ü     Confrontarsi con  le associazioni degli utenti, che già sono venute a portarci  tutta  la loro  solidarietà, e concordare iniziative unitarie per il rilancio del trasporto pubblico locale.

ü     Le ristrutturazioni aziendali e la privatizzazione dei servizi hanno prodotto un esito disastroso sia sulle condizioni dei dipendenti e la precarizzazione del lavoro, sia sulla precarietà dei mezzi e la vivibilità del servizio ad uso degli utenti.

Molte aziende hanno sperperato i soldi pubblici o li hanno gestiti in modo discutibile non certo per accrescere i servizi all’utenza (si riducono le corse a vantaggio di operazioni di facciata come quelle dei bus notturni finanziati da Atenei che nel frattempo aumentano le già alte tasse Universitarie)

ü     Questa lotta dei tramvieri, quindi,  rappresenta la tutela dei diritti di tutti contro la logica  liberista del mercato che mira a scaricare i costi del trasporto sui cittadini-lavoratori, a esclusivo vantaggio del profitto delle imprese private.

La difesa del diritto di sciopero, colpito non solo da Leggi imposte  per limitare e perfino impedire la lotta, ma anche dall'uso minaccioso, ricattatorio della precettazione, tesa a reprimere la libertà e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici.

 

I sindacati confederali sottoscrivono anche all’ATM di Milano un accordo bidone.

L’accordo sottoscritto al Comune di Milano sancisce la vittoria della politica contrattuale del governo, delle controparti datoriali e del comune di Milano, ma non dei lavoratori.

L’intesa in questione, infatti, prevede la erogazione di 250 euro quale anticipo del premio di produzione  dell’anno 2003 (già maturato dai lavoratori), nonché 300 euro a fronte di una nuova organizzazione del lavoro che comporterà un aumento di produttività e, quindi, maggiore gravosità dei turni di lavoro dei tranvieri.

Si lascia all’azienda e al comune ampia possibilità di esternalizzare servizi e nello stesso tempo aumentano le ore effettive di guida a discapito delle soste

Fermo restando che questo accordo dovrà essere sottoposto al giudizio dei dipendenti dell’ATM, il Coordinamento Nazionale giudica pesantemente negativa l’intesa raggiunta, e ribadisce la necessità di ripristinare un tavolo contrattuale a livello nazionale per ottenere – da parte della categoria – le somme maturate (3.000 euro di arretrati e 106 di aumento mensile).

 

Ipotesi di accordo tra sindacati e Azienda Cpt

Un accordo pessimo da respingere

L’ipotesi di accordo che è stato proposto ai lavoratori (non ancora firmata dalle OOSS, ma senza alcuna consultazione preliminare con i lavoratori dell’Azienda) si presenta in modo ambiguo e poco chiaro e non consente ai lavoratori stessi di comprendere appieno il senso di alcune affermazioni come quella sulla possibilità di “ritrattare il diritto di sciopero”.

L’ipotesi di accordo viene inoltre presentata ai lavoratori senza che ci sia stata una consultazione, e non tiene conto delle esigenze reali dei lavoratori.

Facciamo alcuni esempi concreti che ci fanno giudicare questo contratto negativamente e da respingere.

FERIE - Un esempio è quello delle ferie: la scelta dei giorni e dei periodi di ferie è subordinato sempre e comunque alle istanze dell’Azienda, senza tenere minimamente conto delle esigenze e di turnazioni ragionevoli per i lavoratori. Occorre  regolarizzare l’erogazione dei congedi, per permettere una maggiore elasticità nella concessione dei congedi stessi, che altrimenti risultano organizzati in maniera eccessivamente rigida e inadeguata a soddisfare le necessità del personale.

INDENNITA’ – Le indennità previste in questa ipotesi di accordo sono del tutto insufficienti per le effettive prestazioni erogate dal personale nei turni di servizio, oltretutto vincolate non all’orario di lavoro, ma alla residenza lavorativa in cui si eroga il servizio stesso. Anche i compensi incentivanti sono assolutamente inadeguati alla responsabilità che gli autisti si assumono quotidianamente nel servizio. Sono esclusi inoltre tutti i lavoratori precari, interinali o con contratto di formazione dai Premi di Risultato. Dai Premi sono esclusi perfino i lavoratori incorsi in infortunio, o malattie professionali non riconosciute, ma estremamente diffuse all’interno della categoria e per le quali chiediamo il riconoscimento negli accordi aziendali, anche ai fini dell’accesso ai Premi stessi.

È dunque necessario mantenere la richiesta salariale dei 106 Euro mensili e dei 3mila Euro di recupero nel Contratto Nazionale, per superare tutte le divisioni introdotte dalle aziende, come anche nel caso di questa ipotesi con la CPT.

CODICE DISCIPLINARE – Per quello che riguarda i ritardi, l’ipotesi è penalizzante, perché si passa da sette ritardi a quattro prima che scatti la sospensione. I richiami verbali, che presenti nei codici disciplinari sempre più diffusi, sono un elemento coercitivo introdotto anche nella ipotesi di accordo con la CPT.

RESIDENZE LAVORATIVE – Vengono ridefinite le residenze lavorative, che comportano un ampliamento della residenza di Pisa; questo comporta che i disagi dei lavoratori che devono raggiungere il deposito di Ospedaletto vengono moltiplicati, con difficoltà sempre maggiori per il trasferimento da un capolinea all’altro. Non è prevista invece la coincidenza tra il capolinea di inizio e di fine del servizio stesso, e viceversa.

ORARIO E TURNAZIONI – Già l’attuale turnazione della CPT presenta un incremento notevole dei turni spezzati, che creando un arco di impiego più lungo, costringe i lavoratori a turni estenuanti con pause non riconosciute, ma in cui i lavoratori stessi sono comunque in attesa di riprendere il servizio. Questo comporta un aumento della flessibilità senza alcun riconoscimento, e provoca anche peggioramenti della salute per le condizioni di stress psicofisico a cui sono sottoposti. È lecito ormai parlare di malattie professionali congenite, senza che queste siano neppure riconosciute. L’ipotesi di accordo è addirittura peggiorativa, perché introduce un incremento ulteriore del 20% di turni spezzati in più.

Pertanto, oltre alla richiesta di ridurre la percentuale attuale dei turni spezzati, chiediamo che le pause siano comunque  riconosciute come guida, anche quelle superiori ai venti minuti.

STRAORDINARIO OBBLIGATORIO – Aumentano i casi in cui al lavoratore vengono imputati tempi di lavoro straordinari, estendendo l’arco di impiego oltre il turno giornaliero.

TURNI CON LE CODE – Turni volontari che introducono una forma di straordinario illimitato e legalizzato e impediscono nuove assunzioni di personale. Oltretutto, le domeniche di riposo promesse non sono garantite con certezza.

ULTERIORI MANSIONI – Le mansioni richieste agli autisti aumentano a dismisura. Infatti l’autista in mezz’ora deve effettuare la pulizia interna, il passaggio nel tunnel di lavaggio e prestazioni di rifornimento.

AUMENTO DELL’ARCO DI IMPIEGO – Il nastro lavorativo aumenta a dismisura fino a tredici ore, comprendenti le pause che non vengono però conteggiate.

 

Un esempio emblematico delle contraddizioni presenti in questa ipotesi di accordo è quello del punto sui «Servizi per particolari ricorrenze»: qui si prevede che il servizio sia soppresso nei giorni delle festività principali, ma vincolata all’approvazione degli Enti concedenti, che potrebbero anche non autorizzare la sospensione del servizio.

Un’altra questione macroscopica è quella per cui il Premio di Risultato viene erogato agli autisti che non siano incorsi in… sinistri passivi!!! Così, gli autisti della CPT diventano responsabili anche per le incapacità di guida di tutta la popolazione!

Nell’ipotesi inoltre non viene minimamente menzionato qualsiasi riferimento ai processi di esternalizzazione riguardanti gli impianti fissi, che invece sono a grave rischio di privatizzazione da parte della CPT. Crediamo che i lavoratori debbano essere messi al corrente dei piani dell’azienda, per poter esprimere la propria opinione contro la svendita del patrimonio pubblico.

CHIEDIAMO INVECE UN ACCORDO DIVERSO:

1 - sospensione dell’uso di lavoratori interinali, con assunzione dei lavoratori in affitto attualmente in forza all’azienda (come è avvenuto a Firenze), e una riduzione ai minimi termini delle figure precarie all’interno della CPT con una loro assunzione stabile, non vincolata a giudizi di merito privi di alcun fondamento;

2 – ridefinizione della turnazione, con una diminuzione significativa dei turni spezzati;

3 – le mansioni specifiche di pulizia, lavaggio e rifornimento siano attribuite a personale specializzato, e non agli autisti a fine turno.

4 – chiediamo invece che i tempi di lavoro effettivo siano ridotti a 36 ore settimanali, dalle attuali 39;

5 – introduzione della patente di servizio per garantire al lavoratori l’esercizio stesso, senza confondere il piano privato con quello professionale;

6 - aumento delle ore di assemblea retribuita e possibilità di convocare assemblee su questioni di carattere nazionale;

7 -  vestiario e divisa a carico dell’azienda;

8 – Perchè gli accordi vengano stilati con la partecipazione dei lavoratori attraverso assemblee preliminari, sulle ipotesi di accordo e per la ratifica definitiva dell’accordo stesso e non imposti con l’inganno e la disinformazione.