27+3+10 ore=Tempo Pieno? ... Per favore, non prendeteci in giro!
SIAMO STANCHI di essere trattati da ignoranti, mentre le nostre domande sulla Riforma della Scuola restano senza risposte e vengono ridotte a prese di posizione di una massa di allarmisti incompetenti.

SIAMO INDIGNATI, perché  assistiamo a continue FORZATURE INTERPRETATIVE della Legge, messe in atto appositamente per zittire la protesta. 

SIAMO OFFESI, perché  la propaganda divulgativa utilizzata dal Ministero dell'Istruzione per informare le famiglie italiane denota una scarsa stima della nostra intelligenza. 

SIAMO SENZA VOCE, perché  i mezzi d'informazione ben di rado dedicano alle autentiche ragioni di chi è contro questa Riforma della Scuola, lo spazio che meriterebbero. 

SIAMO CITTADINI che ragionano con la loro testa, perché  i veri contenuti della protesta non stanno sotto nessuna bandiera, semplicemente

ESISTONO al di sopra delle parti, al di là di schieramenti politici o sindacali. 

SIAMO SOLO GENITORI attenti ad un tema fondamentale nella vita e nel futuro DEI NOSTRI FIGLI: LA LORO EDUCAZIONE!!!

ANCHE CHI HA VOTATO PER QUESTO GOVERNO, NON DEVE DARE PER SCONTATO CHE LA RIFORMA MORATTI MERITI LA SUA FIDUCIA! IMPEGNAMOCI INSIEME PER CERCARE DI CAPIRE COME STANNO LE COSE!!! BASTANO 10 MINUTI PER LEGGERE QUESTO DOCUMENTO, RIFLETTIAMO ALMENO SU ALCUNI DEI PUNTI CRITICI DI QUESTA RIFORMA DELLA SCUOLA.

In questa analisi ci guiderà l'opuscolo "Qui, Quo, Qua viaggio alla scoperta della nuova scuola", che il Ministero dell'Istruzione ha finanziato e "regalato" (ma quanto sarà costato?) a milioni e milioni di famiglie italiane in allegato a varie riviste. Tra vignette a fumetti disneyane, in modo FIABESCO e SUPERFICIALE (si potrebbe dire addirittura demenziale, ma non vogliamo essere oltraggiosi) il Ministero dell'Istruzione ci presenta la Riforma della Scuola. 

LE ISCRIZIONI ANTICIPATE: <<(...) Il prossimo anno (2004/05) i genitori hanno la possibilità di iscrivere i bambini che compiono 6 anni entro il 30 aprile. Ma non finisce qui! I bambini e le bambine possono andare a scuola anche con i fratellini e le sorelline che non hanno ancora spento le tre candeline sulla torta. E' proprio una bella sorpresa! >> .<<La scuola dell'infanzia diventerà ancora più accogliente e attenta ai bisogni dei piccoli e avrà adulti preparati per questo compito>> (pagg.6 e 7).  Dunque si lascia a NOI GENITORI la libertà di decidere (ma ne abbiamo le competenze?) se anticipare l'iscrizione dei nostri figli alla scuola elementare ed alla scuola materna.  Ma è giusto che in una classe di prima elementare, che può arrivare (e di fatto purtroppo ci arriva spesso) a 25-28 iscritti, si trovino a DOVER LAVORARE INSIEME bambini che avranno non più "solo" 12 mesi di differenza di età, ma addirittura 16 mesi (se anticipano) e fino a 18 mesi (se posticipano, perché  anche questa facoltà ci affida la nuova legge)???  Il Ministero non motiva adeguatamente le ragioni pedagogiche dell'anticipo e non dice cosa significherà questo divario di età per il bambino, per gli insegnanti, per la scuola pubblica.  MA OGNI GENITORE CON UN MINIMO DI COSCIENZA DEVE DOMANDARSELO: 

1. Non si rispettano le FASI DELLO SVILUPPO PSICOFISICO DEL BAMBINO, che "GUADAGNA" un anno di lavoro, e "PERDE" un anno di gioco, di costruzione della propria maturità e personalità, che non potrà mai più recuperare. Facilmente avrà difficoltà di apprendimento e di relazione, prevedibilmente sarà un bambino stressato dal quotidiano impegno nel rispettare le regole imposte dalla scuola (ad esempio stare ragionevolmente in silenzio, seduto al posto, ad ascoltare l'insegnante è molto impegnativo e richiede maturità). 

2. Come si conciliano, dunque, anche 18 mesi di differenza d'età con "una scuola proprio su misura", con la "personalizzazione dell'offerta" reclamizzate dai documenti ministeriali?  Ad un così spiccato DIVARIO DI ETA' corrispondono CAPACITA', GRADI DI AUTONOMIA, MODI E TEMPI DI APPRENDIMENTO MOLTO DIVERSI. Tornando alle favolette, come farà il nostro fantomatico TUTOR <<(...) ad ascoltare, aiutare, orientare, a preparare i piani di studio adatti ad ogni bambino e bambina (personalizzati)>> ? (pag.8). 

3. Un bambino di 30 mesi potrà, già dal 2004-2005, andare alla scuola dell'infanzia insieme ai bambini di 3, di 4 e di 5 anni. Una famiglia potrebbe essere comprensibilmente tentata di risparmiare la retta dell'ultimo anno del Nido d'Infanzia mandando il bambino in anticipo alla materna. Ma la qualità del servizio ha dei costi, dipende dal personale, da attrezzature idonee (pensate solo a fasciatoi e pannoloni). E' evidente che, senza un concreto adeguamento, anziché  rendere "più accogliente" la scuola dell'Infanzia, la si renderebbe PIU' SCADENTE. NON CI RISULTA CHE AI "BUONI PROPOSITI" DEL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE CORRISPONDANO ADEGUATI FINANZIAMENTI ALLA SCUOLA PUBBLICA!!! 

IL PORTFOLIO: <<Il Portfolio delle competenze segue e "racconta" lo studente(...) la raccolta significativa di ciò che un soggetto sa fare: una sorta di catalogo dei propri prodotti>> (pagg. 18,19). Scusate, forse saremo dei pignoli, dei puristi, ma ci pare che l'uso di questa terminologia smaccatamente AZIENDALE in ambito scolastico ed educativo sia davvero infelice e fuori luogo, nonché  preoccupante. 

I LABORATORI: <<Imparare fa rima con fare>>. << Per apprendere bene non bastano le orecchie, perché , come dice il proverbio, vale più la pratica della grammatica>>. <<Si possono organizzare diversi tipi di laboratori: Attività informatiche, Attività linguistiche, Attività espressive, Attività di progettazione, Attività motorie e fisiche, Attività di recupero e
sviluppo degli apprendimenti>> (pag.10 e 11).  Bello. Siamo tutti d'accordo. In effetti è proprio vero, per apprendere bene non bastano le orecchie: ci vogliono il personale docente, gli spazi, le attrezzature ed i materiali idonei...Potremo seriamente chiamare "laboratorio" una qualunque di queste attività svolte da un insegnante (o da un "esperto esterno" con contratto di prestazione d'opera, come stabilisce la legge) in classi da 25/28 bambini? Spesso con un solo computer per classe, con materiale informativo obsoleto, con palestre non attrezzate...

Ancora una volta ribadiamo: NON CI RISULTA CHE AI "BUONI PROPOSITI" DEL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE CORRISPONDANO ADEGUATI FINANZIAMENTI ALLA SCUOLA PUBBLICA!!!

Vogliamo dire che un vero regalo per tutti, bambini, insegnanti e genitori, sarebbe, ad esempio, la riduzione del tetto massimo degli iscritti? Al contrario, anziché  diminuirlo da 25 alunni per classe potrebbe essere innalzato a 28.  Ma variare il rapporto numerico tra insegnanti ed alunni comporterebbe la necessità di nuove assunzioni, la costituzione di un numero maggiore di classi, di nuove scuole, perché  molto spesso le strutture educative attualmente esistenti in molti quartieri (nidi, materne, elementari e medie) si sono dimostrate insufficienti rispetto all'aumento della popolazione residente.  Sarebbe troppo bello, troppo costoso... ci dispiace ma i soldi per la Scuola Pubblica non ci sono.
PERCHE', SE SI FATICA A TROVARE FINANZIAMENTI PER LA SCUOLA PUBBLICA, SI E' DECISO DI BUTTARE FONDI IN MILIONI DI OPUSCOLI MISTIFICATORI E IN MILIONI DI AGENDE OMAGGIO PER GLI INSEGNANTI???

PERCHE' I FINANZIAMENTI ALLA SCUOLA PUBBLICA NON CI SONO, VENGONO TAGLIATI, MENTRE SI TROVANO PER LA SCUOLA PRIVATA?!? MA...E IL TEMPO PIENO E PROLUNGATO???:, è inutile cercarne le tracce, non c'è, non si trova nè tra le pagine patinate dell'opuscolo disneyano, né tantomeno nel Decreto, dove l'espressione "Tempo pieno e prolungato" compare solo nell'emendamento dell'art. 14 bis, unicamente per dire che viene confermato per l'anno scolastico 2004-2005. E dopo???  Dopo, sarà garantita la copertura di 40 ore settimanali, con l' "assistenza educativa" degli insegnanti durante la refezione scolastica. Questo potrebbe apparire come un miglioramento rispetto a prima, ma è importante capire che  le attuali 40 ore del Tempo Pieno sono un'altra cosa, perché  hanno una struttura pedagogica unitaria, un continuum educativo, che si trasformerà in 3 tempi diversi gestiti da docenti diversi: 

1) Il tempo obbligatorio delle discipline principali (27 ore settimanali); 

2) il tempo facoltativo delle attività educative e di laboratorio che potranno essere gestite anche da esperti esterni sulla base di contratti di prestazione d'opera (3 ore settimanali);

3) a richiesta, il tempo della refezione scolastica (10 ore settimanali).  Non a caso neanche il decreto chiama la somma di questi tre tempi (27+3+10=40 ore) Tempo Pieno, poiché  non ne ha più i contenuti, il modo di pensare e fare scuola che lo ha fin qui caratterizzato. 

Inoltre rimane aperto il problema del docente prevalente (il TUTOR), poiché la prevalenza oraria e di responsabilità di un docente sull'altro abolisce di fatto il modello educativo e pedagogico dei due insegnanti per classe che gestiscono insieme la programmazione secondo un Progetto unitario, con 4 ore di compresenza alla settimana. Ed è proprio durante le 4 ore di compresenza, che la nostra classe di 25/28 bambini può almeno dividersi in due gruppi, ciascuno seguito da un insegnante, per svolgere attività altrimenti improponibili a gruppi così vasti di allievi. 

Il VERO TEMPO PIENO non è un parcheggio, non risponde soltanto ad un bisogno sociale di CUSTODIA  (i bambini a scuola per 8 ore mentre i genitori lavorano), ma risponde ad una SCELTA EDUCATIVA dei genitori che vogliono per i loro figli un insegnamento "disteso", non dogmatico ed unicamente trasmissivo.  La Riforma MORATTI invece prevede lo snaturamento del Tempo Pieno, riducendolo ad un DOPOSCUOLA.

27 + 3 + 10 = TEMPO PIENO?!? Ma per favore, almeno non prendeteci in giro!!!

Valeria De Vincenzi, mamma di tre bambini
portavoce GENITORI SCUOLA A TEMPO PIENO
"ALBERTAZZI" di BOLOGNA