| SIAMO STANCHI di essere trattati da ignoranti, mentre le nostre domande sulla Riforma
della Scuola restano senza risposte e vengono ridotte a prese di posizione di una massa di
allarmisti incompetenti. SIAMO INDIGNATI, perché
assistiamo a continue FORZATURE INTERPRETATIVE della Legge, messe in atto
appositamente per zittire la protesta.
SIAMO OFFESI, perché la propaganda divulgativa
utilizzata dal Ministero dell'Istruzione per informare le famiglie italiane denota una
scarsa stima della nostra intelligenza.
SIAMO SENZA VOCE, perché i mezzi d'informazione ben
di rado dedicano alle autentiche ragioni di chi è contro questa Riforma della Scuola, lo
spazio che meriterebbero.
SIAMO CITTADINI che ragionano con la loro testa, perché
i veri contenuti della protesta non stanno sotto nessuna bandiera, semplicemente
ESISTONO al di sopra delle parti, al di là di schieramenti
politici o sindacali.
SIAMO SOLO GENITORI attenti ad un tema fondamentale nella
vita e nel futuro DEI NOSTRI FIGLI: LA LORO EDUCAZIONE!!!
ANCHE CHI HA VOTATO PER QUESTO GOVERNO, NON DEVE DARE PER
SCONTATO CHE LA RIFORMA MORATTI MERITI LA SUA FIDUCIA! IMPEGNAMOCI INSIEME PER CERCARE DI
CAPIRE COME STANNO LE COSE!!! BASTANO 10 MINUTI PER LEGGERE QUESTO DOCUMENTO, RIFLETTIAMO
ALMENO SU ALCUNI DEI PUNTI CRITICI DI QUESTA RIFORMA DELLA SCUOLA.
In questa analisi ci guiderà l'opuscolo "Qui, Quo,
Qua viaggio alla scoperta della nuova scuola", che il Ministero dell'Istruzione ha
finanziato e "regalato" (ma quanto sarà costato?) a milioni e milioni di
famiglie italiane in allegato a varie riviste. Tra vignette a fumetti disneyane, in modo
FIABESCO e SUPERFICIALE (si potrebbe dire addirittura demenziale, ma non vogliamo essere
oltraggiosi) il Ministero dell'Istruzione ci presenta la Riforma della Scuola.
LE ISCRIZIONI ANTICIPATE: <<(...) Il prossimo anno
(2004/05) i genitori hanno la possibilità di iscrivere i bambini che compiono 6 anni
entro il 30 aprile. Ma non finisce qui! I bambini e le bambine possono andare a scuola
anche con i fratellini e le sorelline che non hanno ancora spento le tre candeline sulla
torta. E' proprio una bella sorpresa! >> .<<La scuola dell'infanzia diventerà
ancora più accogliente e attenta ai bisogni dei piccoli e avrà adulti preparati per
questo compito>> (pagg.6 e 7). Dunque si lascia a NOI GENITORI la libertà di
decidere (ma ne abbiamo le competenze?) se anticipare l'iscrizione dei nostri figli alla
scuola elementare ed alla scuola materna. Ma è giusto che in una classe di prima
elementare, che può arrivare (e di fatto purtroppo ci arriva spesso) a 25-28 iscritti, si
trovino a DOVER LAVORARE INSIEME bambini che avranno non più "solo" 12 mesi di
differenza di età, ma addirittura 16 mesi (se anticipano) e fino a 18 mesi (se
posticipano, perché anche questa facoltà ci affida la nuova legge)??? Il
Ministero non motiva adeguatamente le ragioni pedagogiche dell'anticipo e non dice cosa
significherà questo divario di età per il bambino, per gli insegnanti, per la scuola
pubblica. MA OGNI GENITORE CON UN MINIMO DI COSCIENZA DEVE DOMANDARSELO:
1. Non si rispettano le FASI DELLO SVILUPPO
PSICOFISICO DEL BAMBINO, che "GUADAGNA" un anno di lavoro, e "PERDE"
un anno di gioco, di costruzione della propria maturità e personalità, che non potrà
mai più recuperare. Facilmente avrà difficoltà di apprendimento e di relazione,
prevedibilmente sarà un bambino stressato dal quotidiano impegno nel rispettare le regole
imposte dalla scuola (ad esempio stare ragionevolmente in silenzio, seduto al posto, ad
ascoltare l'insegnante è molto impegnativo e richiede maturità).
2. Come si conciliano, dunque, anche 18 mesi di
differenza d'età con "una scuola proprio su misura", con la
"personalizzazione dell'offerta" reclamizzate dai documenti ministeriali?
Ad un così spiccato DIVARIO DI ETA' corrispondono CAPACITA', GRADI DI AUTONOMIA, MODI E
TEMPI DI APPRENDIMENTO MOLTO DIVERSI. Tornando alle favolette, come farà il nostro
fantomatico TUTOR <<(...) ad ascoltare, aiutare, orientare, a preparare i piani di
studio adatti ad ogni bambino e bambina (personalizzati)>> ? (pag.8).
3. Un bambino di 30 mesi potrà, già dal 2004-2005,
andare alla scuola dell'infanzia insieme ai bambini di 3, di 4 e di 5 anni. Una famiglia
potrebbe essere comprensibilmente tentata di risparmiare la retta dell'ultimo anno del
Nido d'Infanzia mandando il bambino in anticipo alla materna. Ma la qualità del servizio
ha dei costi, dipende dal personale, da attrezzature idonee (pensate solo a fasciatoi e
pannoloni). E' evidente che, senza un concreto adeguamento, anziché rendere
"più accogliente" la scuola dell'Infanzia, la si renderebbe PIU' SCADENTE. NON
CI RISULTA CHE AI "BUONI PROPOSITI" DEL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE CORRISPONDANO
ADEGUATI FINANZIAMENTI ALLA SCUOLA PUBBLICA!!!
IL PORTFOLIO: <<Il Portfolio delle competenze segue e
"racconta" lo studente(...) la raccolta significativa di ciò che un soggetto sa
fare: una sorta di catalogo dei propri prodotti>> (pagg. 18,19). Scusate, forse
saremo dei pignoli, dei puristi, ma ci pare che l'uso di questa terminologia smaccatamente
AZIENDALE in ambito scolastico ed educativo sia davvero infelice e fuori luogo, nonché
preoccupante.
I LABORATORI: <<Imparare fa rima con fare>>. << Per apprendere bene
non bastano le orecchie, perché , come dice il proverbio, vale più la pratica della
grammatica>>. <<Si possono organizzare diversi tipi di laboratori: Attività
informatiche, Attività linguistiche, Attività espressive, Attività di progettazione,
Attività motorie e fisiche, Attività di recupero e
sviluppo degli apprendimenti>> (pag.10 e 11). Bello. Siamo tutti d'accordo. In
effetti è proprio vero, per apprendere bene non bastano le orecchie: ci vogliono il
personale docente, gli spazi, le attrezzature ed i materiali idonei...Potremo seriamente
chiamare "laboratorio" una qualunque di queste attività svolte da un insegnante
(o da un "esperto esterno" con contratto di prestazione d'opera, come stabilisce
la legge) in classi da 25/28 bambini? Spesso con un solo computer per classe, con
materiale informativo obsoleto, con palestre non attrezzate...
Ancora una volta ribadiamo: NON CI RISULTA CHE AI
"BUONI PROPOSITI" DEL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE CORRISPONDANO ADEGUATI
FINANZIAMENTI ALLA SCUOLA PUBBLICA!!!
Vogliamo dire che un vero regalo per tutti, bambini,
insegnanti e genitori, sarebbe, ad esempio, la riduzione del tetto massimo degli iscritti?
Al contrario, anziché diminuirlo da 25 alunni per classe potrebbe essere innalzato
a 28. Ma variare il rapporto numerico tra insegnanti ed alunni comporterebbe la
necessità di nuove assunzioni, la costituzione di un numero maggiore di classi, di nuove
scuole, perché molto spesso le strutture educative attualmente esistenti in molti
quartieri (nidi, materne, elementari e medie) si sono dimostrate insufficienti rispetto
all'aumento della popolazione residente. Sarebbe troppo bello, troppo costoso... ci
dispiace ma i soldi per la Scuola Pubblica non ci sono.
PERCHE', SE SI FATICA A TROVARE FINANZIAMENTI PER LA SCUOLA PUBBLICA, SI E' DECISO DI
BUTTARE FONDI IN MILIONI DI OPUSCOLI MISTIFICATORI E IN MILIONI DI AGENDE OMAGGIO PER GLI
INSEGNANTI???
PERCHE' I FINANZIAMENTI ALLA SCUOLA PUBBLICA NON CI SONO,
VENGONO TAGLIATI, MENTRE SI TROVANO PER LA SCUOLA PRIVATA?!? MA...E IL TEMPO PIENO E
PROLUNGATO???:, è inutile cercarne le tracce, non c'è, non si trova nè tra le pagine
patinate dell'opuscolo disneyano, né tantomeno nel Decreto, dove l'espressione
"Tempo pieno e prolungato" compare solo nell'emendamento dell'art. 14 bis,
unicamente per dire che viene confermato per l'anno scolastico 2004-2005. E dopo???
Dopo, sarà garantita la copertura di 40 ore settimanali, con l' "assistenza
educativa" degli insegnanti durante la refezione scolastica. Questo potrebbe apparire
come un miglioramento rispetto a prima, ma è importante capire che le attuali 40
ore del Tempo Pieno sono un'altra cosa, perché hanno una struttura pedagogica
unitaria, un continuum educativo, che si trasformerà in 3 tempi diversi gestiti da
docenti diversi:
1) Il tempo obbligatorio delle discipline principali
(27 ore settimanali);
2) il tempo facoltativo delle attività educative e di
laboratorio che potranno essere gestite anche da esperti esterni sulla base di contratti
di prestazione d'opera (3 ore settimanali);
3) a richiesta, il tempo della refezione scolastica
(10 ore settimanali). Non a caso neanche il decreto chiama la somma di questi tre
tempi (27+3+10=40 ore) Tempo Pieno, poiché non ne ha più i contenuti, il modo di
pensare e fare scuola che lo ha fin qui caratterizzato.
Inoltre rimane aperto il problema del docente prevalente
(il TUTOR), poiché la prevalenza oraria e di responsabilità di un docente sull'altro
abolisce di fatto il modello educativo e pedagogico dei due insegnanti per classe che
gestiscono insieme la programmazione secondo un Progetto unitario, con 4 ore di
compresenza alla settimana. Ed è proprio durante le 4 ore di compresenza, che la nostra
classe di 25/28 bambini può almeno dividersi in due gruppi, ciascuno seguito da un
insegnante, per svolgere attività altrimenti improponibili a gruppi così vasti di
allievi.
Il VERO TEMPO PIENO non è un parcheggio, non risponde
soltanto ad un bisogno sociale di CUSTODIA (i bambini a scuola per 8 ore mentre i
genitori lavorano), ma risponde ad una SCELTA EDUCATIVA dei genitori che vogliono per i
loro figli un insegnamento "disteso", non dogmatico ed unicamente
trasmissivo. La Riforma MORATTI invece prevede lo snaturamento del Tempo Pieno,
riducendolo ad un DOPOSCUOLA.
27 + 3 + 10 = TEMPO PIENO?!? Ma per favore, almeno non prendeteci in giro!!!
Valeria De Vincenzi, mamma di tre bambini
portavoce GENITORI SCUOLA A TEMPO PIENO
"ALBERTAZZI" di BOLOGNA
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