L'Università e la ricerca scientifica subiscono un taglio progressivo di
finanziamenti, che mettono in discussione il diritto allo studio e il progresso
scientifico. I continui tagli ai servizi per gli studenti ed il continuo aumento dei costi
fanno si che la formazione universitaria sia riservata ad una élite sempre più
ristretta. Sono sotto gli occhi di tutti i rincari alla mensa, il continuo aumento delle
tasse universitarie (+15% in un anno), il taglio alle borse di studio. E' inoltre da
rilevare la mancanza di posti letto nelle strutture Edisu, che ci costringe a rivolgersi
ai privati e a spendere una fortuna in affitti.
La didattica passa in secondo piano di fronte all'accentuarsi della presenza dei privati
nell'università, che causa uno spostamento oggettivo dei "cervelli" dove ci
sono più soldi: ricerca privata di scarsa qualità al posto di didattica e ricerca di
base.
Il taglio dei finanziamenti ed il blocco delle assunzioni fanno si che la precarietà sia
diventata normalità, costringendo i giovani lavoratori ad una vita senza certezze e senza
prospettive. La precarietà oltre che essere un danno grave alla qualità della vita
depaupera le professionalità e peggiora, ancora una volta, i servizi e la qualità della
ricerca.
Il disprezzo e la strafottenza di questo governo verso i lavoratori dell'Università ha
colmato la misura con l'incontro con i sindacati ai quali l'ARAN (agenzia che contratta
per conto del governo con i sindacati) ha offerto cifre irrisorie e offensive per la
nostra dignità, questo dopo che il nostro contratto nazionale è scaduto da più di 2
anni (scaduto dal 31 Dicembre 2001). LARAN ha presentato un prospetto economico e
una articolazione del 30% (aprile giugno 2002) e del 50% (da luglio 2002) prendendo
in esame la sola inflazione programmata relativa al 2002 nella percentuale dell1,7%
escludendo il recupero inflativo dello 0,26% e tutto il 2003. Sostanzialmente il governo
interpretando restrittivamente l'accordo del luglio '93 è arrivato perfino a negare
l'indennità di vacanza contrattuale, un debolissimo strumento di tutela dei nostri
salari di fronte al crescere del costo della vita.
Diritti messi in discussione sia all'interno dell'università, ma anche in tutta la
società, dove si attacca il diritto alla libertà di espressione, il diritto di sciopero,
dove il costo della vita aumenta giorno dopo giorno, ma i salari sono bloccati a livello
di fame e dove tagliano i finanziamenti per la ricerca, l'istruzione pubblica, la
sanità... Invece i soldi per le avventure belliche si trovano sempre.
L'avventura imperialista in Iraq, capitanata da Bush e dal grande capitale internazionale
(vedi compagnie petrolifere), che vede Berlusconi schierato come un servo fedele in cambio
di qualche appalto per la ricostruzione, sta costando prezzi inaccettabili in termini di
vite umane.
La democrazia che pretendiamo di esportare con le armi, a partire dalla Jugoslavia
passando dall'Afghanistan sino all'Iraq, nasconde biechi interessi economici e di dominio
geopolitico.
Per un reale diritto allo studio, contro i tagli ai servizi e
all'istruzione pubblica!
Per il contratto nazionale di lavoro, diritti per tutti, contro la precarietà:
lottiamo fuori dalle catene della legge antisciopero 146!
Per il ritiro immediato delle truppe di occupazione dall'IRAQ!
Torino 16 gennaio 2004
collettivo degli studenti e dei lavoratori del politecnico
per contatti: 3290562383
RSU POLITECNICO DI TORINO
RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie)Politecnico di Torino
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
-Tel. 011564-7910- e-mail rsu@polito.it
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