Contratto nazionale enti locali: Chi lo ha visto?

L’intesa è stata siglata il 16 Ottobre scorso per un contratto ormai in scadenza (31\12\2003), l’aumento è stato pari al 5,66%, ma se la crescita della inflazione su base annua si aggira attorno al 3% possiamo dire, senza alcuna smentita, che il rinnovo contrattuale è al di sotto anche della stessa inflazione programmata.

Se i\le 590.000 lavoratori\trici del comparto regioni ed enti locali hanno accettato supinamente questo contratto, in altre categorie per esempio autoferrotranvieri e metalmeccanici, la lotta e gli scioperi stanno portando alla luce una verità scomoda: salari sempre più bassi e aumenti inferiori alla stessa inflazione programmata che ricordiamo è di gran lunga inferiore all’aumento reale del costo della vita.

L’aumento medio mensile poi si aggira attorno a 77 euro (dati Aran) da suddividere in due trances, la prima al 1\1\2002 e la seconda al 1\1\2003. Questi soldi non sono stati ancora erogati ai\lle dipendenti, l’ipotesi contrattuale inviata alla Corte dei Conti e ivi giacente come i nostri stessi arretrati dei quali niente si sa.

Mentre il contratto, per la parte economica,  è già scaduto e niente sappiamo sulle trattative relative al biennio 2004\5, rimangono insolute importanti questioni rimandate alle code contrattuali come le progressioni orizzontali e verticali.

La stessa erogazione della produttività non sarà più “a pioggia”, come dice l’ipotesi contrattuale, ma i criteri nuovi, oggetto per altro di trattativa sindacale aziendale, rimangono del tutto oscuri.

Quello che vediamo è il contratto appena siglato con aumenti che non permettono un recupero reale della inflazione, arretrati non ancora erogati (già con molti mesi di ritardo), cifre alleggerite dalle solite trattenute, nessuna indennità di vacanza contrattuale, nessuna una tantum.

Gli Enti non potranno poi autonomamente decidere aumenti delle risorse economiche per gli accordi decentrati, dal fondo del salario accessorio prenderanno sempre più soldi per le Posizioni Organizzative, per promuovere le Alte Professionalità e ruoli specifici impostici dalle Segreterie generali e dalle riorganizzazioni di ente.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti\e: Meno soldi in busta paga, nessuna garanzia per la assunzione di   migliaia precari, co.co.co che attendono da anni l’inquadramento nelle dotazione organiche. Insufficienti poi saranno le risorse per la contrattazione decentrata, parte consistente della quale destinata a Posizioni Organizzative.

Il nostro salario è al di sotto della inflazione, lo stesso potere di contrattazione, nazionale e decentrato, è ridotto ai minimi termini, le Amministrazioni decidono i fondi dei salari accessori in base ai loro interessi. E’ tempo di svegliarci, Cgil Cisl Uil e autonomi non tutelano i nostri interessi.Vogliamo salario, diritti e dignità

Cobas Pubblico Impiego- Pisa Confederazione Cobas

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Cicinpropisa12\1\2004