| Comunicato
stampa NIdiL-Cgil 9 gennaio 2004 Collaboratori: dopo la circolare del Ministero del lavoro aumenta la precarietà Lontana dal favorire la lotta all'abuso, la prima circolare del 2004 emanata dal Ministero del lavoro, aumenta gli elementi di ambiguità nella distinzione tra lavoro a collaborazione e lavoro subordinato: l'autonomia nello svolgimento della prestazione lavorativa viene indebolita e, contemporaneamente, si rafforzano invece i vincoli dell'orario e del coordinamento funzionale all'organizzazione dell'impresa. Nella stessa circolare si stabilisce che le collaborazioni a progetto non hanno carattere di eccezionalità ma possono rientrare nell'organizzazione ordinaria dell'impresa. Si allargano così le maglie per possibili abusi e, di conseguenza, si irrobustisce la precarietà nel lavoro. E' poi evidente, nella circolare, il permanente attacco alla contrattazione collettiva e l'esaltazione della contrattazione individuale rendendo così ancora più deboli i collaboratori nella pattuizione con il committente che, invece, vede rafforzato il potere di ricatto sul collaboratore. Le già deboli condizioni economiche dei collaboratori (in media 12mila euro annui) sono ulteriormente aggravate dalla circolare che, nella definizione dei compensi, esclude il riferimento ai minimi contrattuali del lavoro dipendente e, facendo riferimento alle tariffe inesistenti del lavoro autonomo, consegna alla discrezionalità del solo committente la definizione dei compensi. Ciò, del resto, è in coerenza con l'attacco sistematico di questo governo al potere di acquisto dei salari. Politica che sta producendo un progressivo impoverimento dei lavoratori e delle famiglie. E mentre continuano a essere negati diritti e tutele sociali ad una parte sempre più numerosa del mondo del lavoro, dulcis in fundo, si rende possibile la risoluzione della collaborazione senza giusta causa ma con un semplice preavviso. Infine, per non smentire la fantasia precarizzatrice di questo governo, la circolare da strumento applicativo diventa, invece, creatrice di un ulteriore tipologia contrattuale: il lavoro coordinato e continuativo occasionale. Pensavamo bastasse a stupire gli italiani la finanza creativa di Tremonti. Ahi noi eravamo ottimisti: è arrivato il lavoro creativo targato Maroni. |