| FORUM PER LA DIFESA DELLA SALUTE -
MILANO E LOMBARDIA Costituzione del comitato promotore per la raccolta di firme della legge di iniziativa popolare per estendere l'esenzione dai ticket sulla salute
Si tratta di riaffermare nella nostra regione il principio che la salute è un diritto delle persone, a partire dalle persone che più necessitano di interventi sanitari. i malati cronici, e di coloro che meno dispongono di adeguate risorse economiche e che già rischiano di non curarsi in modo adeguato per non affrontare l'eccesso di spesa richiesto dai ticket. Sono questi gfi obiettivi detta legge d'iniziativa popolare che il comitato promotore nei prossimi giorni presenterà in regione. Nella riunione si è anche valutata la necessità di sostenere e supportare anche economicamente le Associazioni di malati cronici nella loro battaglia giuridica per il riconoscimento del diritto all'esenzione dai ticket, sia nuovamente presso il TAR della Lombarda che presso il Consiglio di Stato. Ci si è quindi posti l'obiettivo comune di costituire un fondo di sostegno all'iniziativa giurìdica delle Associazioni che non debbono essere lasciate sole in questa battaglia di grande valore civile. Il Comitato è aperto e nuove adesioni: esse ci permetteranno, nel corso della raccolta delle firme, di organizzare nella regione un grande dibattito sui disastri sociali del modello sanitario lombardo (per informazioni e adesioni: Dario tl. 3470045189). Con i migliori saluti per un lavoro comune
Il Forum per la Difesa della Salute.
NORME SULLE ESENZIONE DAI TICKET SANITARI ED ESENZIONI DAI TICKET DELLE PRESTAZIONI DI PRONTO SOCCORSO La proposta di legge che segue intende
togliere ai malati cronici della Regione Lombardia il peso dei ticket sui farmaci,
alleggerire successivamente lo stesso peso per gli interventi di pronto soccorso e le
indagini diagnostiche per tutti i cittadini oltre favorire alcune categorie di lavoratori
e cittadini che effettuano indagini e visite diagnostiche e preventive liberandoli
ugualmente dal versamento dei ticket. La regione Lombardia ha introdotto i
ticket, quali partecipazione alla spesa, senza
prevedere le dovute esenzioni per i cittadini malati cronici che devono ricorrere ai
farmaci salvavita. Queste persone - si ribadisce - non possono fare a meno di questi
farmaci, né possono permettersi di consumarne in quantità ridotta rispetto alla
prescrizione del medico poiché ne andrebbe della loro vita. La ragione per cui la Giunta regionale
lombarda ha adottato questa decisione non è accettabile ed è discriminante: una vera e
propria tassa sulla salute, meglio sulla malattia, che grava su chi è più malato. Gli
errori politici e amministrativi della medesima Giunta vengono di fatto a gravare su
coloro che già si trovano, a causa della loro malattia cronica, in situazione di
difficoltà. Si tratta per la gran parte di cittadini con reddito medio o medio basso, che
non possono usufruire delle esenzioni per reddito, ma sui quali il peso dei ticket grava
in maniera seria, riducendone le possibilità di spesa. Lo scopo dellintroduzione dei ticket,
secondo le giustificazioni della regione, è quello vecchio, di sempre, ovvero di indurre
al consumo minore di farmaci, o di evitare che persone con problemi di salute limitate si
rivolgano al pronto soccorso. Si tratta di motivazioni contestabili,
perché di fatto, per quanto riguarda il consumo di farmaci, chi effettivamente ne fa
largo uso è proprio il malato cronico, che non può farne a meno. Certamente anche il
resto della popolazione utilizza i farmaci ed a volte in modo inappropriato,
perché allora non porsi il problema di chi ne porta le
responsabilità? La vera ragione delle misure della
Giunta regionale è il fare cassa ed è chiaro che la regione, in ordine a questo
obiettivo, non può permettersi di esentare l80% dei consumatori di farmaci, ovvero
i malati cronici, quindi finisce per procedere senza
ascoltare nessuno: dalle associazioni dei malati cronici a quelle dei diritti, ai
sindacati, anche se con i sindacati confederali la regione ha sottoscritto di recente un
accordo che non ha esentato i malati cronici dalla partecipazione alla spesa. Sosteniamo la non accettabilità del
provvedimento per ragioni di ordine etico prima di tutto e successivamente anche per
ragioni di ordine economico. Sappiamo inoltre che vi sono misure alternative che non si
vogliono prendere perché verrebbe ad essere compromessa. lideologia dominante della
regione di privilegiare il privato e la sua iniziativa in ordine alla libertà i scelta,
ben inteso di chi offre piuttosto di chi domanda. I ticket poi possono essere evitati con grande
vantaggio dei cittadini che non si troverebbero di fronte ad un esborso notevole
(particolarmente come abbiamo visto per i malati cronici) e con un
ulteriore grande vantaggio in ordine alla appropriatezza delle prestazioni. Certamente è
necessario da parte degli organismi politici ed amministrativi oltre che di quelli
tecnico-scientifici operare con intelligenza e con capacità. Lanalisi condotta dalla CGIL -
dipartimento politiche del welfare: la spesa farmaceutica, il rapporto CENSIS -
regioni e spesa farmaceutica , vizi e virtù - la normativa vigente ed il nuovo prontuario
farmaceutico dimostra come gli effetti dellimposizione dei ticket dovute
alla legge finanziaria (2002) del governo Berlusconi effettuate
da diverse regioni non sono state lelemento determinante per la riduzione della
spesa farmaceutica. Altre regioni che non hanno imposti i ticket, infatti, hanno ottenuto
i medesimi risultati. Il confronto fra tre gruppi di regioni valutando
la media delle variazioni 2002-2001 relative sia alla spesa (ticket, delisting, nessuna
manovra), relative sia alla spesa che al numero di ricette riscontrate in
ciascuno dei tre gruppi di suddivisione delle regioni non evidenzia differenze talmente
significative al loro interno da rendere convincente la tesi del CENSIS che solo lintroduzione
di ticket sia in grado di determinare un
significativo arresto nella crescita della spesa. Le regioni infatti che non attuano
nessuna manovra di contenimento mostrano un incremento di + 4,3 a fronte di un + 5.0 di
quelle che impiegano il delisting e di + 2,9 che introducono il ticket; una differenza
assai poco significativa. Se poi si i dati
allinterno delle regioni che non hanno introdotto i ticket , che hanno invece agito
sul fronte della appropriatezza prescrittiva, sulla distribuzione diretta dei farmaci da
parte della ASL ed infine su un maggiore impiego dei farmaci si ha che: La
Campania presentava una variazione di spesa 200-2001 pari al 27,5% rispetto ad una media
nazionale del 32,5, ma a fine luglio 2002 la differenza dei primi sette mesi del 2001-2002
si è ridotta del - 1,1 rispetto ad una media italiana del + 2,7%. Il dato definitivo
relativo ai dodici mesi dellanno mostra poi un andamento ancora più favorevole,
essendo pari a -2,6%. La Toscana similmente presentava una
variazione di spesa 2000-2001 pari a 33,5% mentre alla fine di luglio 2002 la differenza
dei primi 7 mesi del 2001-2002 si è attestata intorno al + 2% rispetto ad una media del
2,7%. Stesso discorso per un dato definitivo pari a + 8 ed evidenziante dunque un
incremento ancora più contenuto . Inoltre le regioni del primo gruppo
(imposizione del ticket) mostrano un incremento del 10,5%, le regioni con delisting
mostrano un 9,7% e quelle del terzo gruppo (nessun aumento) mostrano ancora un risultato
migliore del 9,5%, il più basso fra tutte. La volontà politica e lintelligenza di
una regione che decide di non imporre ticket sta nelladozione di misure alternative,
oltre che più efficaci, più importanti sul piano dellottenimento di migliori
risultati di salute. E necessario istituire protocolli e linee guida
diagnostico-terapeutiche per le principali patologie - denominate patologie sociali - che
costituiscano una indicazione per i medici di base e gli specialisti per curare meglio e
per evitare sprechi e prescrizioni inappropriate. Sono altrettanto importanti le
indicazioni di impiego dei farmaci generici e non meno la distribuzione diretta da parte
delle farmacie delle ASL e degli ospedali soprattutto per i pazienti dimessi e per i
malati cronici. La proposta di legge che presentiamo se
immediatamente agisce a difesa delle tasche dei malati cronici diventa uno stimolo
importante per la regione per farle intraprendere un azione di tipo diverso che si
ripercuote in senso positivo sullintera collettività e realizza strutturalmente
una spesa inferiore. Anche la misura di imporre il ticket sui
pazienti che si recano al pronto soccorso è inaccettabile. Anzitutto ci sono giudizi
diversi secondo il pensiero dei medici che stabiliscono se la richiesta degli interessati
è più o meno appropriata e poi si dimentica di considerare che andare al pronto soccorso
ed essere visitati, quando non si presentano condizioni di estrema gravità, è un
calvario in relazione ai tempi di attesa necessari per essere presi in considerazione. E mai stata fatta unindagine non solo per determinare
quale sia la percentuale di coloro che utilizzano il pronto soccorso in modo
ingiustificato, ma anche sulle motivazioni sia psicologiche che materiali (mancanza di
alternative) che inducono molti pazienti molti a recarsi al pronto soccorso anche
quando potrebbero farne a meno? Pure sarebbe opportuno anche se non è la
motivazione principale sapere che cosa cambia dopo lintroduzione del ticket: ci sono
meno persone al pronto soccorso o paradossalmente il ticket al contrario diventa uno
stimolo ad aumentarne il flusso (.. tanto io pago...)? Altro cè da fare ed altro è possibile fare: il pdl indica
delle modalità alternative al ticket. Si tratta, al solito, di volontà politica. Ancora il pdl entra nel merito di situazioni
che riguardano alcune categorie di cittadini che sono stati in passato esposti a sostanze
tossiche e cancerogene, nella gran parte dei casi senza saperlo, ai quali non si può
chiedere, ora, (quando poi lo si fa) di sottoporsi a sorveglianza sanitaria e quindi di
pagare il ticket sulle visite o sugli esami che devono fare. In pratica la società li
bastona due volte. Come pure è inaccettabile sottoporre a ticket
le persone che singolarmente decidono, allinterno dei protocolli terapeutici
corretti, di sottoporsi a diagnosi precoce che dovrebbero comunque essere organizzate
dalle A-USL, e per motivi di bilancio o di incompetenza non lo sono. Infine il pdl cerca di mettere in
pratica quanto già definito a livello legislativo sui percorsi diagnostici e terapeutici
delle malattie cosiddette sociali. Ovvero si stabilisce che il
ticket sulla diagnostica non debba superare quello che è stato deciso a livello nazionale
e soprattutto che di fronte ad una serie di esami ed indagini cui ci si deve sottoporre
non si paghi la somma dei ticket che da questi risultino, ma semplicemente il ticket
massimo stabilito e cioè 36 euro.
NORME SULLE ESENZIONI
DAI TICKET SANITARI ED ESENZIONE DAI
TICKET DELLE PRESTAZIONI DI PRONTO SOCCORSO Articolo 1 (esenzione dei ticket per i malati cronici, malattie rare, e assistiti con bassi redditi) 1. In
riferimento allarticolo 5 del decreto legislativo 29 aprile 1998 n. 124
e ai decreti applicativi del Ministero della Sanità: DM 28 maggio 1999 n. 329, DM 21 maggio 2001 n. 296, DM 18 maggio 2001, n.279, della
Circolare Ministeriale del 13 dicembre, 2001 n.13 e in applicazione di quanto previsto
dallart. 9 comma 2 della legge 16 novembre 2001 n. 405, i
soggetti di cui alle patologie elencate da detti decreti hanno diritto allesenzione
dalla partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza
farmaceutica, diagnostica, terapeutica e riabilitativa, i presidi, gli accessori e gli
alimenti dietetici utili al trattamento della patologia e delle eventuali complicanze e/o
patologie correlate, a loro prescritte e da loro richieste. 2. Sono
altresì esenti da ogni forma di partecipazione gli assistiti appartenenti ad un nucleo
familiare il cui reddito complessivo, accertato mediante i parametri ISEE di cui al
decreto legge 109/98 e successive modifiche e integrazioni, è inferiore a 18 mila Euro
netti allanno, indicizzato ogni anno sulla base dellandamento del costo della
vita. Articolo 2 (esenzione dai ticket per le indagini di
diagnosi precoce) 1. I
cittadini che si sottopongono a test di diagnosi precoce scientificamente validati
eseguiti allinterno di programmi stabiliti dalle ASL territoriali o da Istituti di
Ricerca (IRCSS) o prescritti individualmente dal medico curante, sono esenti da
partecipazione al costo delle prestazioni. Articolo 3 (esenzione dal ticket per lavoratori e
cittadini esposti od ex esposti a agenti nocivi tossici e/o cancerogeni) 1. I
cittadini che sono stati esposti per ragioni professionali ad agenti nocivi tossici e/o
cancerogeni sottoposti a sorveglianza sanitaria dalla ASL di competenza o a titolo
individuale purché si tratti di indagini di diagnosi precoce scientificamente validate,
hanno diritto allesenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni. Articolo 4 (esenzioni dal ticket per le prestazioni di pronto
soccorso) 1. Non è applicabile alcuna partecipazione al costo delle prestazioni erogate e/o prescritte dalle strutture di pronto soccorso. 2. La ASL territoriale e lAzienda Ospedaliera verificheranno tramite unapposita commissione, istituita ai sensi del comma successivo, sulle ragioni di eventuali richieste di pronto soccorso non appropriate ed indicheranno ai direttori generali di riferimento le modalità per porvi rimedio. 3. In
ogni territorio dove esiste un ospedale con dipartimento di emergenza viene istituita una
commissione composta da tre membri designati dallAzienda Ospedaliera e di tre membri
designati dalla ASL territoriale più un membro rappresentante delle associazioni a difesa
dei diritti dei cittadini al fine di dare attuazione a quanto previsto
dal comma precedente. Articolo 5 (esenzione dal ticket per le prestazioni diagnostiche) 1. Il ticket massimo applicabile alle
prestazioni diagnostiche è di 36 Euro. 2. Per
i percorsi terapeutici definiti dai medici di medicina generale e dagli specialisti che si
riferiscono alle patologie più note e più rilevanti,
conformemente al Decreto Legislativo 124/98, il ticket massimo applicabile agli utenti che
si sottopongono agli esami prescritti è stabilito in 36 Euro, se la somma dei ticket
stabiliti per ciascun esame è ad esso superiore. Il pagamento di tale ticket è
comprensivo di eventuali successivi richiami a controllo, se prescritti. Aderiscono al Comitato Promotore per
una Legge di Iniziativa Popolare:
NORME SULLE ESENZIONI DAI TICKET SANITARI ED ESENZIONE DAI TICKET DELLE PRESTAZIONI DI PRONTO SOCCORSO FORUM PER LA DIFESA DELLA SALUTE MILANO E LOMBARDIA SENZA LIMITI ASS. TALASSEMICI MEDICINA DEMOCRATICA LILA-CEDIUS UNIONE SAMARITANA CENTRO DEI DIRITTI DEL CITTADINO ASS. ITAL. Contro LEPILISSIA (Lombardia) CGIL LAVORO E SOCIETA COBAS SIN COBAS RDB-CUB PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA SITO WEB Rete Europea per il Diritto alla Salute: www.forumdifesasalute.too.it |