FORUM PER LA DIFESA DELLA SALUTE - MILANO E LOMBARDIA


Costituzione del comitato promotore per la raccolta di firme della legge di iniziativa popolare per estendere l'esenzione dai ticket sulla salute


Giovedì 8 gennaio '04, in via Fabio Filzi, 29 a Milano, rappresentanti di CGIL - Lavoro e Società -, del Partito della Rifondazione Comunista, dei sindacati di base, di associazioni di malati cronici e altre componenti del Forum (elenco in calce a questo comunicato) si sono costituiti in comitato promotore per dare il via alla raccolta di firme per una legge d'iniziativa popolare che estenda in Lombardia l'esenzione dai ticket sulla salute. Un passo nella giusta direzione è stato già raggiunto dall'accordo del 22 Novembre 2003 scorso fra sindacati confederali (CGIL-CSIL-UIL) e Regione Lombardia, che ha previsto l'ampliamento delle fesco di esenzione dal ticket, ma è necessario continuare nell'azione verso la progressiva e completa abolizione dei ticket.

 

Si tratta di riaffermare nella nostra regione il principio che la salute è un diritto delle persone, a partire dalle persone che più necessitano di interventi sanitari. i malati cronici, e di coloro che meno dispongono di adeguate risorse economiche e che già rischiano di non curarsi in modo adeguato per non affrontare l'eccesso di spesa richiesto dai ticket. Sono questi gfi obiettivi detta legge d'iniziativa popolare che il comitato promotore nei prossimi giorni presenterà in regione.

Nella riunione si è anche valutata la necessità di sostenere e supportare anche economicamente le Associazioni di malati cronici nella loro battaglia giuridica per il riconoscimento del diritto all'esenzione dai ticket, sia nuovamente presso il TAR della Lombarda che presso il Consiglio di Stato. Ci si è quindi posti l'obiettivo comune di costituire un fondo di sostegno all'iniziativa giurìdica delle Associazioni che non debbono essere lasciate sole in questa battaglia di grande valore civile. Il Comitato è aperto e nuove adesioni: esse ci permetteranno, nel corso della raccolta delle firme, di organizzare nella regione un grande dibattito sui disastri sociali del modello sanitario lombardo (per informazioni e adesioni: Dario tl. 3470045189). Con i migliori saluti per un lavoro comune

 

Il Forum per la Difesa della Salute.

 



INTRODUZIONE ALLA PROPOSTA DI LEGGE:

NORME SULLE ESENZIONE DAI TICKET SANITARI  ED ESENZIONI DAI TICKET DELLE PRESTAZIONI DI PRONTO SOCCORSO

  La proposta di legge che segue intende togliere ai malati cronici della Regione Lombardia il peso dei ticket sui farmaci, alleggerire successivamente lo stesso peso per gli interventi di pronto soccorso e le indagini diagnostiche per tutti i cittadini oltre favorire alcune categorie di lavoratori e cittadini che effettuano indagini e visite diagnostiche e preventive liberandoli ugualmente dal versamento dei ticket.

   La regione Lombardia ha introdotto i ticket,  quali partecipazione alla spesa,  senza prevedere le dovute esenzioni per i cittadini malati cronici che devono ricorrere ai farmaci salvavita. Queste persone - si ribadisce - non possono fare a meno di questi farmaci, né possono permettersi di consumarne in quantità ridotta rispetto alla prescrizione del medico poiché ne andrebbe della loro vita.

   La ragione per cui la Giunta regionale lombarda ha adottato questa decisione non è accettabile ed è discriminante: una vera e propria tassa sulla salute, meglio sulla malattia, che grava su chi è più malato. Gli errori politici e amministrativi della medesima Giunta vengono di fatto a gravare su coloro che già si trovano, a causa della loro malattia cronica, in situazione di difficoltà. Si tratta per la gran parte di cittadini con reddito medio o medio basso, che non possono usufruire delle esenzioni per reddito, ma sui quali il peso dei ticket grava in maniera seria, riducendone le possibilità di spesa.

  Lo scopo dell’introduzione dei ticket, secondo le giustificazioni della regione, è quello vecchio, di sempre, ovvero di indurre al consumo minore di farmaci, o di evitare che persone con problemi di salute limitate si rivolgano al pronto soccorso.

   Si tratta di motivazioni contestabili, perché di fatto, per quanto riguarda il consumo di farmaci, chi effettivamente ne fa largo uso è proprio il malato cronico, che non può farne a meno. Certamente anche il resto della popolazione utilizza i farmaci ed a volte in modo inappropriato,    perché allora non porsi il problema di chi ne porta le responsabilità?

    La vera ragione delle misure della Giunta regionale è il fare cassa ed è chiaro che la regione, in ordine a questo obiettivo, non può permettersi di esentare l’80% dei consumatori di farmaci, ovvero i malati cronici, quindi  finisce per  procedere senza ascoltare nessuno: dalle associazioni dei malati cronici a quelle dei diritti, ai sindacati, anche se con i sindacati confederali la regione ha sottoscritto di recente un accordo che non ha esentato i malati cronici dalla partecipazione alla spesa.

  Sosteniamo la non accettabilità del provvedimento per ragioni di ordine etico prima di tutto e successivamente anche per ragioni di ordine economico. Sappiamo inoltre che vi sono misure alternative che non si vogliono prendere perché verrebbe ad essere compromessa. l’ideologia dominante della regione di privilegiare il privato e la sua iniziativa in ordine alla libertà i scelta, ben inteso di chi offre piuttosto di chi domanda.

   Il prendersela con i più deboli e i più malati fa a pugni con il punto di vista etico. Lo stato sociale - che si vuole abolire - aveva questo come principio di fondo: ridistribuire il reddito, tramite i servizi sociali, a favore di chi si trovava nelle condizioni di non potere fare fronte da solo, per scarse entrate personali o famigliari o per malattia, handicap, disagio in generale, alle più elementari ed importanti necessità della vita.

  I ticket poi possono essere evitati con grande vantaggio dei cittadini che non si troverebbero di fronte ad un esborso notevole (particolarmente come abbiamo visto per i malati cronici)  e con un ulteriore grande vantaggio in ordine alla appropriatezza delle prestazioni. Certamente è necessario da parte degli organismi politici ed amministrativi oltre che di quelli tecnico-scientifici operare con intelligenza e con capacità.

  L’analisi condotta dalla CGIL - dipartimento politiche del welfare: “la spesa farmaceutica, il rapporto CENSIS - regioni e spesa farmaceutica , vizi e virtù - la normativa vigente ed il nuovo prontuario farmaceutico” dimostra come gli effetti dell’imposizione dei ticket dovute alla legge finanziaria (2002)  del governo Berlusconi  effettuate da diverse regioni non sono state l’elemento determinante per la riduzione della spesa farmaceutica. Altre regioni che non hanno imposti i ticket, infatti, hanno ottenuto i medesimi risultati.

Il confronto fra tre gruppi di regioni  valutando la media delle variazioni 2002-2001 relative sia alla spesa (ticket, delisting, nessuna manovra), “relative sia alla spesa che al numero di ricette riscontrate in ciascuno dei tre gruppi di suddivisione delle regioni non evidenzia differenze talmente significative al loro interno da rendere convincente la tesi del CENSIS che solo l’introduzione di ticket sia in grado di  determinare  un significativo arresto nella crescita della spesa. Le regioni infatti che non attuano nessuna manovra di contenimento mostrano un incremento di + 4,3 a fronte di un + 5.0 di quelle che impiegano il delisting e di + 2,9 che introducono il ticket; una differenza assai poco significativa.”  Se poi si  i dati all’interno delle regioni che non hanno introdotto i ticket , che hanno invece agito sul fronte della appropriatezza prescrittiva, sulla distribuzione diretta dei farmaci da parte della ASL ed infine su un maggiore impiego dei farmaci si ha che: “La Campania presentava una variazione di spesa 200-2001 pari al 27,5% rispetto ad una media nazionale del 32,5, ma a fine luglio 2002 la differenza dei primi sette mesi del 2001-2002 si è ridotta del - 1,1 rispetto ad una media italiana del + 2,7%. Il dato definitivo relativo ai dodici mesi dell’anno mostra poi un andamento ancora più favorevole, essendo pari a -2,6%. La Toscana   similmente presentava una variazione di spesa 2000-2001 pari a 33,5% mentre alla fine di luglio 2002 la differenza dei primi 7 mesi del 2001-2002 si è attestata intorno al + 2% rispetto ad una media del 2,7%. Stesso discorso per un dato definitivo pari a + 8 ed evidenziante dunque un incremento ancora più contenuto” . Inoltre “le regioni del primo gruppo (imposizione del ticket) mostrano un incremento del 10,5%, le regioni con delisting mostrano un 9,7% e quelle del terzo gruppo (nessun aumento) mostrano ancora un risultato migliore del 9,5%, il più basso fra tutte”.

  La volontà politica e l’intelligenza di una regione che decide di non imporre ticket sta nell’adozione di misure alternative, oltre che più efficaci, più importanti sul piano dell’ottenimento di migliori risultati di salute. E’ necessario istituire protocolli e linee guida diagnostico-terapeutiche per le principali patologie - denominate patologie sociali - che costituiscano una indicazione per i medici di base e gli specialisti per curare meglio e per evitare sprechi e prescrizioni inappropriate. Sono altrettanto importanti le indicazioni di impiego dei farmaci generici e non meno la distribuzione diretta da parte delle farmacie delle ASL e degli ospedali soprattutto per i pazienti dimessi e per i malati cronici.

  La proposta di legge che presentiamo se immediatamente agisce a difesa delle tasche dei malati cronici diventa uno stimolo importante per la regione per farle intraprendere un ‘azione di tipo diverso che si ripercuote in senso positivo sull’intera collettività e realizza  strutturalmente una spesa inferiore.

   Anche la misura di imporre il ticket sui pazienti che si recano al pronto soccorso è inaccettabile. Anzitutto ci sono giudizi diversi secondo il pensiero dei medici che stabiliscono se la richiesta degli interessati è più o meno appropriata e poi si dimentica di considerare che andare al pronto soccorso ed essere visitati, quando non si presentano condizioni di estrema gravità, è un calvario in relazione ai tempi di attesa necessari per essere presi in considerazione.

E’ mai stata fatta un’indagine non solo per determinare quale sia la percentuale di coloro che utilizzano il pronto soccorso in modo ingiustificato, ma anche sulle motivazioni sia psicologiche che materiali (mancanza di alternative) che inducono molti pazienti molti a recarsi al pronto soccorso  anche quando potrebbero farne a meno?

 Pure sarebbe opportuno anche se non è la motivazione principale sapere che cosa cambia dopo l’introduzione del ticket: ci sono meno persone al pronto soccorso o paradossalmente il ticket al contrario diventa uno stimolo ad aumentarne il flusso (.. tanto io pago...)?

Altro c’è da fare ed altro è possibile fare: il pdl indica delle modalità alternative al ticket. Si tratta, al solito, di volontà politica.

  Ancora il pdl entra nel merito di situazioni che riguardano alcune categorie di cittadini che sono stati in passato esposti a sostanze tossiche e cancerogene, nella gran parte dei casi senza saperlo, ai quali non si può chiedere, ora, (quando poi lo si fa) di sottoporsi a sorveglianza sanitaria e quindi di pagare il ticket sulle visite o sugli esami che devono fare. In pratica la società li bastona due volte.

  Come pure è inaccettabile sottoporre a ticket le persone che singolarmente decidono, all’interno dei protocolli terapeutici corretti, di sottoporsi a diagnosi precoce che dovrebbero comunque essere organizzate dalle A-USL, e per motivi di bilancio o di incompetenza non lo sono.

    Infine il pdl cerca di mettere in pratica quanto già definito a livello legislativo sui percorsi diagnostici e terapeutici delle malattie cosiddette sociali. Ovvero si stabilisce   che il ticket sulla diagnostica non debba superare quello che è stato deciso a livello nazionale e soprattutto che di fronte ad una serie di esami ed indagini cui ci si deve sottoporre non si paghi la somma dei ticket che da questi risultino, ma semplicemente il ticket massimo stabilito e cioè 36 euro.


NORME SULLE ESENZIONI DAI TICKET SANITARI

ED ESENZIONE DAI TICKET DELLE PRESTAZIONI DI PRONTO SOCCORSO

Articolo 1 (esenzione dei ticket per i malati cronici, malattie rare, e  assistiti con bassi redditi)

1.   In riferimento all’articolo 5 del decreto legislativo 29 aprile 1998 n.  124 e ai decreti applicativi del Ministero della Sanità: DM 28 maggio 1999 n. 329,  DM 21 maggio 2001 n. 296, DM 18 maggio 2001, n.279, della Circolare Ministeriale del 13 dicembre, 2001 n.13 e in applicazione di quanto previsto dall’art. 9 comma 2 della legge  16 novembre 2001 n. 405, i soggetti di cui alle patologie elencate da detti decreti hanno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo per le  prestazioni di assistenza farmaceutica, diagnostica, terapeutica e riabilitativa, i presidi, gli accessori e gli alimenti dietetici utili al trattamento della patologia e delle eventuali complicanze e/o patologie correlate, a loro  prescritte e da loro richieste.

2.   Sono altresì esenti da ogni forma di partecipazione gli assistiti appartenenti ad un nucleo familiare il cui reddito complessivo, accertato mediante i parametri ISEE di cui al decreto legge 109/98 e successive modifiche e integrazioni, è inferiore a 18 mila Euro netti all’anno, indicizzato ogni anno sulla base dell’andamento del costo della vita.

Articolo 2 (esenzione dai ticket per le indagini di diagnosi precoce)

1.   I cittadini che si sottopongono a test di diagnosi precoce scientificamente validati eseguiti all’interno di programmi stabiliti dalle ASL territoriali o da Istituti di Ricerca (IRCSS) o prescritti individualmente dal medico curante, sono esenti da partecipazione al costo delle prestazioni.

Articolo 3 (esenzione dal ticket per lavoratori e cittadini esposti od ex esposti a agenti nocivi tossici e/o cancerogeni)

1.   I cittadini che sono stati esposti per ragioni professionali ad agenti nocivi tossici e/o cancerogeni sottoposti a sorveglianza sanitaria dalla ASL di competenza o a titolo individuale purché si tratti di indagini di diagnosi precoce scientificamente validate, hanno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni.

Articolo 4 (esenzioni dal ticket per le prestazioni di pronto soccorso)

1.   Non è applicabile alcuna partecipazione al costo delle prestazioni erogate e/o prescritte dalle strutture di pronto soccorso.

2.   La ASL territoriale e l’Azienda Ospedaliera verificheranno tramite un’apposita commissione, istituita ai sensi del comma successivo, sulle ragioni di eventuali richieste di pronto soccorso non appropriate ed indicheranno ai direttori generali di riferimento le modalità per  porvi rimedio.

3.   In ogni territorio dove esiste un ospedale con dipartimento di emergenza viene istituita una commissione composta da tre membri designati dall’Azienda Ospedaliera e di tre membri designati dalla ASL territoriale più un membro rappresentante delle associazioni a difesa dei diritti dei  cittadini al fine di dare attuazione a quanto previsto dal comma precedente.

Articolo 5 (esenzione dal ticket per le prestazioni diagnostiche)

1.  Il ticket massimo applicabile alle   prestazioni diagnostiche è di 36 Euro.

2.   Per i percorsi terapeutici definiti dai medici di medicina generale e dagli specialisti che si     riferiscono alle patologie più note e più rilevanti, conformemente al Decreto Legislativo 124/98, il ticket massimo applicabile agli utenti che si sottopongono agli esami prescritti è stabilito in 36 Euro, se la somma dei ticket stabiliti per ciascun esame è ad esso superiore. Il pagamento di tale ticket è comprensivo di eventuali successivi richiami a controllo, se prescritti.


Aderiscono al Comitato Promotore  per una Legge di Iniziativa Popolare:

“NORME SULLE ESENZIONI DAI TICKET SANITARI ED ESENZIONE DAI TICKET DELLE PRESTAZIONI DI PRONTO SOCCORSO”

FORUM PER LA DIFESA DELLA SALUTE MILANO E LOMBARDIA

SENZA LIMITI

ASS. TALASSEMICI

MEDICINA DEMOCRATICA

LILA-CEDIUS

UNIONE SAMARITANA

CENTRO DEI DIRITTI DEL CITTADINO

ASS. ITAL. Contro L’EPILISSIA  (Lombardia)

CGIL LAVORO E SOCIETA’

COBAS

SIN COBAS

RDB-CUB

PARTITO  DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA


SITO WEB Rete Europea per il Diritto alla Salute: www.forumdifesasalute.too.it