| Il dato percentuale globale delle elezioni RSU nella scuola che fotografa
i COBAS al 4,5% non rappresenta affatto il reale grado di consenso che docenti e Ata
attribuiscono alla nostra organizzazione. Le regole assurde imposte dai sindacati maggiormente
rappresentativi hanno di fatto consentito di votare per i COBAS solo al 20% della
categoria. Per ottenere la rappresentatività nazionale, non si votava, come sarebbe
ovvio, su liste nazionali, che consentissero a tutti/e di esprimere la propria volontà ma
sulle liste dei candidati alle RSU delle singole scuole. Tantissimi docenti e Ata
simpatizzanti dei COBAS, non intenzionati a candidarsi per fare il delegato RSU nella
propria scuola, non hanno potuto votare per lorganizzazione a cui avrebbero voluto
attribuire la rappresentanza nazionale. Per permettere questo sarebbe bastato affiancare
alla scheda per votare i rappresentanti nella RSU di istituto una scheda per misurare la
rappresentanza nazionale dei vari sindacati, indipendentemente dalla presenza o meno nella
singola scuola di un candidato di questo o quella organizzazione.
Ma, ad aggravare ulteriormente la situazione, è venuto, per i COBAS e per tutte le
organizzazioni non rappresentative, il divieto assoluto di fare assemblee
nelle scuole anche durante la campagna elettorale. I rappresentanti dei sindacati maggiormente
rappresentativi, il MIUR e lARAN hanno imposto con i più svariati strumenti
ai dirigenti scolastici, anche a quelli più disponibili, di non darci le assemblee: e
hanno ottenuto pressoché dappertutto quello che volevano.
Alla luce di tutto questo, va valutato quello che, a nostro avviso, è il risultato
elettorale più significativo per ciò che ci riguarda: e cioè che, pur in condizioni
lampanti di battaglia con mani legate nelle circa 2.100 scuole (sulle 10800
scuole italiane) ove i COBAS, nonostante tutto, hanno potuto presentare liste, abbiamo
raggiunto il 22%, piazzandoci al secondo posto dopo la Cgil. Questi dati
forniscono la misura del vulnus alla democrazia sindacale nella scuola, come
pure in tutte le altre categorie del pubblico impiego ove, per misurare la rappresentanza
nazionale è stato imposto tale inaccettabile meccanismo.
Tutte le organizzazioni politiche e sindacali che tanto si indignano, giustamente, per
le ferite alla democrazia inferte dal governo Berlusconi ritengono accettabile tutto ciò?
Perché non viene permesso ai lavoratori/trici, della scuola e degli altri comparti del
pubblico impiego, di votare su liste nazionali per misurare la rappresentatività
nazionale?
E perché non viene restituito, non solo ai COBAS ma tutti i lavoratori/trici, il
diritto di assemblea in orario di lavoro, che non è diritto delle organizzazioni ma dei
singoli lavoratori/trici (nella scuola per 10 ore annue) i quali dovrebbero poter decidere
liberamente se partecipare o meno alle assemblee proposte da qualsiasi sindacato o gruppo
di lavoratori/trici?
Esecutivo nazionale Cobas s |