dicembre 2003, di HRW. Traduzione a cura di Genoveffa Corbo
Diritti delle donne merce di scambio. Rapporto di Human Right Watch sulla situazione delle
donne in Iraq prima della caduta del Governo di Saddam Hussein. Dicembre 2003. Di HRW.
Traduzione a cura di Genoveffa Corbo
E' un dato storico che le donne e le ragazze irachene abbiano sempre goduto di maggiori
diritti tra tutte le donne del Medio Oriente. La Costituzione Irachena Provvisoria
(redatta nel 1970) garantiva formalmente uguali diritti alle donne e altre leggi
assicuravano specificatamente il diritto al voto, all'istruzione, alla carriera politica e
alla proprietà. Ma dalla Guerra del Golfo del 1991 la posizione delle donne nella
società irachena è peggiorata rapidamente. Le donne e le ragazze sono state colpite
enormemente dalle conseguenze economiche delle sanzioni dell'ONU, e sono venuti meno cibo,
sanità e istruzione. Questo si è aggiunto ai cambiamenti nelle leggi finalizzati alla
restrizione della mobilità delle donne e dell'accesso alla vita pubblica allo scopo di
assicurare impieghi agli uomini e compiacere ai gruppi conservatori, sia quelli religiosi
che tribali.
La situazione delle donne in Iraq prima della Guerra del Golfo del
1991.
Dopo la presa del potere nel 1968, il partito secolare Ba'ath si è impegnato in un
programma per consolidare la sua autorità e per raggiungere una rapida sviluppo
nonostante le ristrettezze economiche.(1) La partecipazione delle donne era parte
integrante per il raggiungimento di entrambi gli obiettivi, e il governo stesso promulgava
leggi specificatamente dirette al miglioramento della situazione delle donne nella sfera
pubblica e in termini più limitati nella sfera privata. (2) La situazione delle donne
irachene.
È quindi stata direttamente legata agli obiettivi generali della politica governativa.
Fino agli anni '90, le donne irachene avevano un ruolo attivo nello sviluppo politico ed
economico del Paese. Prima del colpo di stato nel 1968 esisteva una forte società civile
e anche un certo numero di organizzazioni femminili. (3) Il Partito Ba'ath ha sciolto la
maggior parte di questi gruppi dopo la presa del potere. Poco tempo dopo ha fondato la
Federazione Generale delle Donne Irachene (GFIW). (4) La GFIW crebbe e aveva un ruolo
importante nel miglioramento delle politiche statali, principalmente grazie alla gestione
di più di 250 centri comunitari, in città e fuori, che offrivano formazione lavoro,
istruzione e altri programmi sociali per donne e agendo da canale di comunicazione per la
propaganda di stato. 5 Le donne funzionario all'interno della GFIW avevano un ruolo
importante nell'applicazione della riforma legislativa promuovendo la condizione femminile
nell'ambito della legge e richiedendo cambiamenti al codice dei diritti civili. (6)
D'altra parte, alcune donne Irachene hanno criticato il fatto che come braccio politico
del partito Ba'ath la GFIW aumentava i problemi delle donne in Iraq e "non
rappresentava o rispecchiava la lotta dei milioni di donne irachene oppresse". (7)
La prima messa a punto legislativa sull'uguaglianza femminile è Contenuta nella
Costituzione Provvisoria Irachena, redatta dal partito Ba'ath nel 1970. L'articolo 19
dichiara che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge senza distinzione di
sesso, sangue, lingua, origini sociali o religione. Nel Gennaio 1971, l'Iraq ha anche
ratificato le Convenzioni Internazioni sui Diritti Politici e Civili (ICCPR) e sui Diritti
Economici, Sociali e Culturali (ICESCR) che garantisce a tutti un'uguale protezione di
fronte alla legge internazionale.
Allo scopo di favorire il suo programma di sviluppo economico, il Governo approvò una
legge sull'istruzione obbligatoria affinché tutti frequentassero la scuola fino al
livello delle elementari.(9) Sebbene le donne irachene dei ceti medio-alto frequentassero
l'università sin dagli anni '20, le donne e le ragazze nelle campagne erano
principalmente senza istruzione fino a quei tempi. Nel Dicembre 1979, il governo approvò
un'altra legge per sradicare l'analfabetismo.(10) Tutte le persone analfabete tra i 15 e i
45 anni dovevano frequentare lezioni presso i "centri di cultura" locali, molti
dei quali erano organizzati dalla GFIW. Anche se molti settori conservatrici della
società irachena si rifiutarono di permettere alle donne la frequenza di questi centri
(sotto la minaccia di persecuzione), il divario culturale tra uomini e donne fu ridotto.
(11)
Il governo iracheno aveva anche approvato leggi sul lavoro e sull'occupazione per
garantire alle donne pari opportunità nel settore del pubblico impiego, maternità e
protezione dalle molestie sul posto di lavoro.(12) Queste leggi hanno inciso enormemente
sulla presenza delle donne nella forza lavoro. (13) Il fatto che il governo (come
controparte dei privati) stesse assumendo donne contribuiva alla rottura della
tradizionale riluttanza di permettere alle donne a lavorare fuori casa. (14) L'ufficio
delle statistiche iracheno ha riportato che nel 1976, le donne rappresentavano circa il
38.5 per cento degli impiegati nell'istruzione, il 31 per cento dei medici, il 25 per
cento dei tecnici di laboratorio, il 15 per cento dei ragionieri e il 15 per cento degli
ufficiali civili. (15)
Durante la guerra Iran-Iraq (1980-88), le donne hanno assunto ruoli sempre più importanti
nella forza lavoro in generale e nei pubblici impieghi in particolare, come conseguenza
della mancanza di forza lavoro maschile.
Fino agli anni '90, il numero delle donne che lavoravano fuori casa ha continuato a
crescere.
Mentre molti miglioramenti della condizione della donna riguardavano i settori politici ed
economici, il governo nel 1978 aveva anche fatto piccoli passi in avanti nelle leggi sui
diritti civili. (16) Per esempio, le madri divorziate avevano garantita la custodia dei
figli fino all'età di 10 anni(prima era stabilita in 7 per i bambini e 9 per le bambine)
momento in cui, a discrezione del giudice statale, la custodia poteva essere estesa fino
al compimento del quindicesimo anno. (17) Il bambino poteva poi scegliere con quale
genitore vivere. Furono anche fatti cambiamenti nella misura in cui Una donna poteva
richiedere il divorzio e il regolamento riguardante i matrimoni poligami e le eredità.
(18) Queste riforme riflettevano il tentativo da parte del partito Ba'ath di modernizzare
la società irachena e sostituire la fedeltà verso le famiglie e le società tribali con
la fedeltà al governo e al partito di maggioranza. (19)
Le donne hanno avuto il diritto al voto e alla carriera politica nel 1980. (20) Nel 1986
l'Iraq divenne uno dei primi Paesi a ratificare la Convenzione sull'Eliminazione di Tutte
le Forme di Discriminazione contro le Donne (CEDAW). Mentre questo rappresentava un
positivo passo avanti per le donne irachene, c'erano riserve riguardo gli articoli 2 (f),
2 (g), 9 e 16 che diminuivano le garanzie di uguaglianza al centro della Convenzione.
Cioè, queste riserve cercavano di giustificare l'applicazione continuata delle leggi
nazionali che discriminavano in base al sesso, specialmente quelle in relazione ai diritti
delle donne e delle ragazze all'interno della famiglia, in settori dove predominava
largamente la legge islamica. (21) Quindi come in altri Paesi della regione, molti
miglioramenti nello stato delle donne in Iraq riguardavano solo la sfera pubblica.
La situazione delle donne negli anni dopo la guerra del Golfo.
Negli anni successivi alla Guerra del Golfo del 1991, molti dei passi in avanti che
erano stati fatti per migliorare la condizione femminile nella società irachene furono
revocati a causa della combinazione di fattori legali, economici e politici. (22) Il
fattore politico più importante era la decisione di Saddam Hussein di accettare le
tradizioni islamiche e tribali come uno strumento politico per rafforzare il potere.
Inoltre le sanzioni dell'ONU imposte dopo la guerra hanno avuto conseguenze molto gravi
sulle donne e i bambini (specialmente le bambine). (23) Per esempio, il divario
nell'iscrizione alla scuola (e conseguentemente l'analfabetismo femminile) tra i due sessi
crebbe drammaticamente a causa delle difficoltà finanziarie delle famiglie nel mandare i
propri figli a scuola. Di fronte a risorse limitate, molte famiglie decidevano di tenere
le figlie a casa. (24) Secondo l'Organizzazione dell'Istruzione, delle Scienze e della
Cultura delle Nazioni Unite (UNESCO), come risultato della campagna nazionale di
alfabetismo, nel 1987 approssimativamente il 75 per cento delle donne irachene erano
erudite; comunque entro l'anno 2000, l'Iraq ha raggiunto i livelli più bassi di
alfabetismo adulto nella regione, con una percentuale di donne istruite pari a meno del 25
per cento.(25)
Donne e ragazze hanno anche sopportato crescenti restrizioni della loro libertà di
movimento e protezione sotto la legge.(26) In collusione con i gruppi religiosi
conservatori e i capi tribù, il governo ha emesso numerosi decreti e introdotto una
legislazione che incideva negativamente sulla situazione legale delle donne nel codice del
lavoro, nel sistema giudiziario e nelle leggi del diritto civile. (27) Nel 2001, un
rapporto speciale delle Nazioni Unite sulla violenza nei confronti delle donne ha
riportato che dall'approvazione della riforma nel 1991, si calcolava che circa 4000 tra
donne e ragazze erano state vittime di "omicidi d'onore". (28) In anni recenti,
sia le amministrazioni del Partito Democratico Kurdo (KDP) che dell'Unione Patriottica del
Kurdistan (PUK) nel nord Iraq hanno emesso decreti che sospendevano le leggi che
permettessero una diminuzione della pena nei giudizi sui delitti d'onore, ma non si
conosce il livello a cui questa sospensione sia arrivata. (29)
Inoltre, costretti dall'economia, nel tentativo di assicurare un impiego per gli uomini
nel governo le donne sono state indirizzate nel ruolo più tradizionale, quello domestico.
Nel 1998, il governo ha licenziato a più riprese tutte le donne che lavoravano come
segretarie nelle agenzie governative. (30) Nel Giugno del 2000, è stata anche promossa
una legge che imponeva a tutti i ministeri statali di introdurre restrizioni sulle donne
che lavorassero fuori casa. (31) Anche la libertà delle donne di viaggiare all'estero era
stata resa più difficile legalmente e le scuole superiori erano obbligate dalla legge a
dare istruzione solo agli uomini, sempre in linea con le tradizioni religiose e tribali.
(32) Come risultato della combinazione di queste spinte nell'arco degli ultimi anni del
governo di Saddam Hussein la maggior parte delle donne e delle ragazze irachene sono state
relegate nei tradizionali ruoli domestici.
Per ulteriori informazioni sulla situazione attuale delle donne in Iraq, si veda il
rapporto di Human Rights Watch "Clima di Paura: Violenza Sessuale e Rapimenti delle
Donne e delle Ragazze a Baghdad" (Luglio 2003) disponibile sul sito http://hrw.org/reports/2003/iraq0703.
Ulteriori informazioni e reportage sono disponibili sul sito http://www.hrw.org/campaigns/iraq
1 Suad Joseph, "Elite Strategies for State-Building: Women, Family,
Religion and State in Iraq and Lebanon," in Women, Islam and the State, ed. Deniz
Kandiyoti (Leiden, The Netherlands: E.J. Brill, 1992), p. 178-79.
2 Ibid., pp. 178-79.
3 Queste organizzazioni includevano l'associazione Women's Empowerment Society
(al-Nahda al-Nisaeya - fondata nel 1924) la fondazione Kurdish Women's Foundation (fondata
nel 1928) e l'associazione Iraqi Women's League (fondata nel 1951).
4 Ibid, pp 182-183. Gli obiettivi della GFIW sono stati espressi nella Legge numero 139
della Legge del Consiglio del Comando Rivoluzionario, 9 Dicembre 1972: (1) combattere i
nemici di una società Araba democratica e socialista; (2) assicurare l'eguaglianza dei
diritti delle donne irachene con gli uomini nell'economia e nello stato; (3) contribuire
allo sviluppo sociale ed economico dell'Iraq collaborando con altre organizzazioni
irachene e facendo aumentare la coscienza delle donne; e (4) sostenere le madri e i figli
all'interno della famiglia. Come nel 1997, il 47 per cento di tutte le donne irachene
facevano parte dell'organizzazione. L'Autorità Provvisoria di Coalizione abolì la GFIW,
che necessitava dell'adesione al partito Ba'ath e rappresentava l'unico modo per molte
donne per accedere a posizioni politiche di potere, secondo la politica del dopoguerra del
partito.
Vedi Coalitional Provisional Authority Order No. 1, "De-Baathification of Iraqi
Society," 16 Maggio 2003 [su internet],
http://www.cpa-iraq.org/regulations/CPAORD1.pdf (trovato il 25 Giugno 2003).
5 Assam, "Political Ideology and Women in Iraq,", p.87
6 Joseph, "Elite Strategies for State Building," p 184
7 "Joint Comments by Women for a Free Iraq and Women's Alliance for a Democratic
Iraq," 15 Luglio 2003 [su internet],
http://www.womenforiraq.org/winning_the_peace.doc (retrieved August 6, 2003).
8 L'Iraq ha ratificato sia la ICCPR che la ICESCR il 25 Gennaio 1971.
9 La Legge Obbligatoria dell'Istruzione 118/1976 dichiarava che l'istruzione era
obbligatoria e gratuita per entrambi i sessi dai sei fino ai 10 anni. Le ragazze erano
libere di lasciare la scuola dopo questo periodo previa approvazione dei genitori o
tutori. Vedi il Comitato ONU sull'Eliminazione delle Discriminazioni Contro le Donne
"Secondo e Terzo Rapporto Periodico dei Partiti di Stato: Repubblica dell'Iraq"
, CEDAW/C/IRQ/2-3, 19 Ottobre 1998, pp. 11-12.
10 La legge prevedeva adulti analfabeti compresi tra i 15 e i 45 anni per partecipare
per un periodo di due anni in uno dei molti programmi di recupero stabiliti dal governo.
Joseph, "Elite Strategies for State-Building," p. 181.
11 Non è chiaro fino a che punto la legge fu obbligatoria, anche se la frequenza alle
scuole elementari aumentò notevolmente. Vedi il documento dell'ONU Economic and Social
Commission for Western Asia, "Arab Women in ESCWA Member States,"
E/ESCWA/STAT/1994/17, 1994, p. 88.
12 Gli articoli 80-89 del Codice Unificato del Lavoro (originalmente la legge 151/1970,
sostituita dalla legge 81/1987) stabilivano la "protezione delle donne
lavoratrici". L'articolo 4 stabiliva il diritto di una uguale retribuzione. Secondo
la legge sulla maternità del 1971, le donne avevano diritto allo stipendio per sei mesi
della maternità e potevano prendere altri sei mesi come periodo non retribuito.
13 Joseph, "Elite Strategies for State-Building," p. 186. Secondo un
resoconto della federazione General Federation of Iraqi Women , la partecipazione
femminile nella forza lavoro era aumentata dal 2.5 per cento del totale nel 1957 fino al
12 percento nel 1977. Altri studi riportano un aumento del 12 percento nel 1977 e del 19
per cento nel 1980. Vedi Amal Sharqi, "The Progress of Women in Iraq," in Iraq:
The Contemporary State, ed. Tim Niblock (Londra: Croom Helm and Exeter Centre for Arab
Gulf Studies, 1982).
14 Rassam, "Political Ideology and Women in Iraq," p. 88.
15 Ibid., p. 87.
16 Il Codice dello Stato Personale era stato promulgato per la prima volta nel 1959
sotto il regime di Abdal-Karim Qasim, che prese il potere dopo la caduta della monarchia
Hashemita nel Luglio 1958. Fino ad allora, le leggi della famiglia si basavano sulla
tradizione o sulla legge consueta e non era mai stata codificata. Qasim fu giustiziato nel
1963 e molte delle riforme della legge sulla famiglia che aveva migliorato furono
sostituite dai governanti successivi sotto pressioni religiose. Vedi Joseph, "Elite
Strategies for State-Building," p. 184. Vedi anche Eric Davis, Memories of State:
Politics, History and Collective Identity in Modern Iraq, Marzo 2003 [su internet],
http://fas-polisci.rutgers.edu/~davis (recuperate il 25 Giugno 2003).
17 Ibid.
18 Rassam, "Political Ideology and Women in Iraq," p. 84.
19 Rassam, "Political Ideology and Women in Iraq," p. 91. Suggerisce anche
che questo possa essere stato fatto per intimidire le istituzioni e le autorità
religiose.
20 Anche se è stato concesso il diritto per candidarsi alle elezioni per l'Assemblea
Nazionale, le donne sono ancora poco rappresentate nel governo e nella politica.
21 Il governo iracheno ha sopportato enormi perdite umane e materiali nei suoi otto
anni di guerra con l'Iran. Alla fine della guerra nel 1988, i bassi prezzi del petrolio
vietavano allo stato di mantenere l'immenso stato sociale che aveva creato negli anni '70.
Questi due fattori hanno portato al malcontento popolare e Saddam Hussein affrontò la
possibilità di essere sostituito. L'impatto economico della Guerra del Golfo del 1991
aveva ulteriormente alimentato il malcontento tra la popolazione e il partito Ba'ath fece
marcia indietro su molte delle sue politiche sociali precedenti.
Nel tentativo di incoraggiare lealtà tra i gruppi religiosi e tribali, Saddam Hussein
cominciò ad incorporare retorica religiosa nella sua politica e diede nuovamente potere
agli sceicchi delle tribù armandoli e dandogli terra.. Vedi Sami Zubaida, "The Rise
and Fall of Civil Society in Iraq," 2 Maggio 2003 [su internet],
http://www.opendemocracy.
net/debates/article-2-88-953.jsp (recuperate il 25 Giugno 2003).
23 L'ufficio dell'ONU Office of the Humanitarian Coordinator for Iraq (UNOCHR),
"Occasional Paper: Situation of Women in Iraq," 28 Maggio 2003.
24 Il governo iracheno ha riportato che questo era il caso nel suo rapporto più
recente per CEDAW. Second and Third Periodic Reports of State Parties: Republic of
Iraq," CEDAW/C/IRQ/2-3, 19 Ottobre 1998, p. 12.
25 UNOCHR, "Occasional Paper: Situation of Women in Iraq," p. 1.
26 Ibid.
27 Per esempio, nel Marzo 1990, fu emesso un decreto presidenziale che esimeva gli
uomini che uccidevano o aggredivano le loro parenti donne in difesa dell'onore della
famiglia dalla persecuzione penale e dal giudizio, portando in auge una pratica che stava
diminuendo fortemente. La Commissione dei Diritti Umani dell'ONU, "Report of the
Special Rapporteur on Violence against Women," E/CN.4/2002/83, 31 Gennaio 2002.
Secondo il decreto, un uomo imputato di omicidio o aggressione ad una parente donna poteva
chiedere come difesa che era stato motivato da un reale o percepito scandalo contro
l'onore della famiglia. Nei casi di omicidio, questa difesa poteva portare ad una
riduzione ad un periodo minimo di detenzione da otto anni a sei mesi.
28 Ibid.
29 "Iraqi Kurds Amend Law to Reduce Honor Crimes," AFP, 14 Agosto 2002;
UNOCHR, "Occasional Paper: Situation of Women in Iraq," p. 4.
30 "Saddam Bans Iraqi Women from Work," 15 Giugno 2000 [su internet],
http://www.iraqfoundation.org/news/
2000/fjun/15_womenbanned.html (recuperate il 25 Giugno 2003).
31 Ibid.
32 Alle donne fino a 45 anni fu proibito di lasciare il Paese a meno che non fossero
accompagnate da un parente maschio.