Scioperi spontanei anche nella grande distribuzione: oggi, 3 Gennaio alla SMA di PIO XI , grande partecipazione allo sciopero, indetto dal sindacato di base della CUB,  FLAICA Uniti, per protestare contro l’organizzazione del lavoro e le mancate elezioni delle RSU, scadute da più di 3 anni.

 

Oltre alle condizioni di lavoro precarie, i mancati passaggi  da part-time a full-time, il reintegro del personale trasferito, le lavoratrici ed i lavoratori hanno voluto evidenziare l’assoluta carenza di democrazia sindacale, presente nel settore della grande distribuzione e la necessità di ristabilire gli strumenti base della rappresentanza, indispensabili per ogni loro tutela.

Carenza di democrazia resa purtroppo possibile, oltre che dalla estrema precarietà del lavoro, anche dal comportamento di CGIL-CISL-UIl su tale materia. Le tre organizzazioni, nel tentativo di preservare i propri spazi, si adoperano per bloccare ogni rinnovo delle RSU  e per porre sbarramenti ad ogni altra organizzazione sindacale che voglia ottenere il consenso di lavoratrici e lavoratori. A tale scopo, hanno provveduto a disdettare l’accordo interconfederale del 1993, che pur presentando il gravissimo limite di democrazia, del 33% degli eletti riservato ai firmatari dei contratti nazionali, permetteva la partecipazione di altre liste alle elezioni. Inoltre, nella piattaforma di rinnovo, ferma, comunque da un anno, hanno aggiunto ulteriori vincoli antidemocratici, mirati esclusivamente ad impedire la partecipazione del sindacalismo di base, o di qualsiasi altra lista, ed a preservare il loro stato di unici interlocutori delle aziende.

 

Solo alcuni esempi,: alla SMA di PIO XI, dove le RSU sono scadute da più di 3 anni, non è possibile procedere al rinnovo per il rifiuto di CGIL-CISL-UIL; alla SMA di Tor Bella Monaca il rinnovo, richiesto dalla nostra organizzazione, non è stata possibile, malgrado il  tribunale avesse dato ragione alle nostre insistenze a presentare le liste, a causa della sopraggiunta disdetta dell’accordo; alla METRO di Laurentina , malgrado all’elezioni dell’aprile del 2003 abbiano partecipato più del 76% dei dipendenti, scegliendo la lista di base della CUB, i tre sindacati sono intervenuti presso il datore di lavoro, affinché non tenesse in nessun conto l’elezioni, sempre in considerazione della disdetta dell’accordo interconfederale del 1993; alla METRO AURELIAAAAAAAaaa, dove CGIL-CISL-UIL, questa estate, avevano indetto l’elezioni, le stesse sono state annullate, non appena i tre sindacati hanno constatato la presenza della lista della CUB del sindacalismo di base.

Ci sono molti altri esempi, sparsi sul territorio nazionale, ma ci fermiamo qui, per mancanza di spazio.

Ci preme sottolineare e segnalare alla sensibilità di ogni soggetto sociale e politico, che la democrazia nei posti di lavoro è, o dovrebbe essere, un diritto inalienabile, che va difeso in tutte le categorie, dai metalmeccanici, al trasporto pubblico e così via. Siamo convinti, altrettanto, che questa scelta di CGIL-CISL-UIL sia suicida, perché, oltretutto, praticata in un settore nel quale l’attività antisindacale è gia ben messa in atto dai datori di lavoro e dove lo sfruttamento e la precarietà è largamente praticata, rendendo più deboli lavoratrici e lavoratori: quando si partecipa a restringere gli spazi di democrazia, si finisce per essere vittime delle proprie stesse azioni.