Il rinnovo del baratto del commercio

 

Il 19 dicembre i lavoratori della grande distribuzione sono stati chiamati ad una prima mobilitazione a sostegno del rinnovo del contratto del commercio scaduto ormai da oltre un anno.

Sono stai posti a sostegno della rivendicazione stessa, numerosi punti su cui convergevano,( stranamente, viste le divisioni laceranti che le separano, tutte e tre le sigle sindacali cosiddette ‘’ufficiali’’), ossia l’introduzione della nuova legge 30 (Legge Biagi e conseguente decreto applicativo n° 276 del 10/09/03) che ridefinisce in pratica tutte le figure del mercato del lavoro e ponendo l’accento sull’inadeguatezza della proposta della Confcommercio di un aumento di 70 euro in tre anni………..

 

Questo è quello che viene sbandierato a sostegno della lotta ma………

I LAVORATORI SANNO PER COSA HANNO VERAMENTE SCIOPERATO ?

 

 E visto che si tratta di rivendicazioni comuni è giusto approfondire un po’ …allora andando con ordine, uno dei punti principali della piattaforma di rinnovo contrattuale proposta da cgil-cisl-uil è la riscrittura dell’accordo interconfederale sulle rappresentanze sindacali del 27/07/94 che già in prima analisi venne criticato addirittura dalla stampa di sinistra  (vedi  Paolo Ferrero su ‘’Il Manifesto’’ che commenta così  ’Rinnovo Contratto   Commercio:un insulto alla democrazia!’’)

 

In sostanza viene aggiunto al testo originale delle rappresentanze un cocktail di nuove norme che impediscono di fatto ai Sindacati Autonomi di Base di partecipare alle elezioni del rinnovo  R.S.U.

 

Un po’ come se Berlusconi decidesse di procedere a libere elezioni democratiche a patto che si votasse solo un partito a scelta tra Lega, Alleanza Nazionale e Forza Italia….

 

Ma quello che ci sconcerta è che tale argomento, che limita  fortemente le Rappresentanze  Sindacali Unitarie nei luoghi di lavoro, venga definito dalla Confcommercio  come ‘’materia di scambio’’…….

 

Ora ci pare di capire  che a  fronte di queste premesse  l’interesse principale delle tre sigle                      ’di palazzo’’ sia quello di proporre ‘’un baratto’ invece che un contratto vero e proprio.

 

Ossia cedere diritti dei lavoratori si istituti fondamentali come introduzione  Legge Biagi, tipologie di contratto flessibile, lavoro di domenica obbligatorio, aumento economico inadeguato al caro vita dell’inflazione, purchè ai Sindacati comodi ospiti del Palazzo del Governo venga garantito di essere i soli interlocutori delle aziende e dei lavoratori.

 

Noi chiediamo a quella coscienza che anima chi fa sindacato ‘’vero’’  di solidarizzare con noi come hanno già fatto gli Autoferrotranvieri e il personale di terra  Alitalia  e di contestare  i Sindacati  Confederali che si   prestano a simili balzelli usando la buona fede  dei lavoratori solo per mantenersi  quello status   e quei privilegi  sottraendosi al voto democratico dei lavoratori e firmando contratti   che vanno al contrario rispetto agli interessi dei lavoratori.

 

La Segreteria Provinciale di Roma   FLAICA-C.U.B.