| La rivolta dei tranvieri milanesi: NON LASCIAMOLI SOLI
Dichiarazione di Luciano Muhlbauer (segr. naz. SinCobas)
(3 dicembre 2003)
Una vera e propria caccia alle streghe si è scatenata contro gli
autoferrotranvieri di Milano. Scontata e comprensibile la rabbia dei milanesi, lavoratori
anche loro, rimasti a piedi senza preavviso un grigio lunedì di pioggia. Prevedibili la
violenza e l ?arroganza delle minacce scagliate contro i lavoratori dal sindaco Albertini,
nel suo consueto stile thatcheriano, e dai suoi colleghi di partito, dal governatore
Formigoni al sottosegretario Sacconi. Ma il diluvio di condanne proveniente dai partiti
del centrosinistra e da Cgil-Cisl-Uil, a livello territoriale e nazionale, per non parlare
delle denunce delle associazioni dei consumatori, francamente stonano un po ? troppo.
I lavoratori dell ?Atm hanno rotto consapevolmente le regole, puntando sul gesto
clamoroso. Sapevano di rischiare sanzioni, provvedimenti disciplinari. Non sono ultrà da
stadio, ma lavoratori e cittadini come altri, padri di famiglia o giovani che sognano un
futuro. Eppure hanno agito lo stesso, compatti ed uniti, a prescindere dalle appartenenze
e dalle indicazioni sindacali. Invece di condannare e isolare, bisognerebbe cercare di
ascoltare e capire. Sono lavoratori i cui salari hanno perso continuamente potere d
?acquisto in questi anni di ?inflazione programmata ? e vivono in una città tra le più
care in Europa, dove il tasso ufficiale di povertà è superiore alla media nazionale. Il
loro contratto nazionale, siglato nel 2000, prevedeva aumenti salariali a partire dal
2002, ma quei soldi non li hanno visti nemmeno con il binocolo. Avevano scioperato sette
volte rispettando le regole imposte dalla legge 146 per ottenere che l ?azienda dei
trasporti rispettasse il contratto firmato, ma inutilmente. Insomma, senza soldi e pure
presi in giro.
La rivolta dei tranvieri milanesi non parla soltanto della loro esasperazione, ma allude
ad una tendenza più generale. I salari e gli stipendi continuano a perdere valore, i
rinnovi contrattuali sono ormai perennemente in ritardo a quando arrivano non servono a
recuperare il potere d ?acquisto perso, né a migliorare le condizioni di lavoro.
Scioperare diventa sempre più difficile, specie nei servizi, dove impera la famigerata
L.146/90 che considera lo sciopero un ?illegalità latente e che vorrebbe rendere gli
scioperi sempre più indolori e pertanto inefficaci.
Oggi occorre non lasciare soli i tranvieri milanesi. Le loro rivendicazioni sono giuste e
sacrosante e ogni intervento repressivo va contrastato con energia. Il problema non sono i
lavoratori che scioperano, ma il governo e le amministrazioni che privatizzano i servizi,
tagliano i fondi per gli enti locali e infine non rispettano nemmeno i contratti firmati.
Ufficio Stampa Sincobas
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