| Rinnovo biennio dei chimici: salario, democrazia e legge 30
E cominciato il confronto sul rinnovo del 2° biennio, delle circa duecentomila lavoratrici e lavoratori delle imprese chimiche italiane. Riteniamo utile fare alcune considerazioni di metodo e di merito su questo appuntamento. <>La politica contrattuale della CGIL, in questi ultimi anni ha messo al centro il rapporto democratico con le lavoratrici i lavoratori, una politica salariale nazionale di difesa del potere dacquisto e di recupero di produttività e la non accettazione della legge 30. La politica rivendicativa della Filcea Cgil, proprio sul rinnovo del secondo biennio, risulta del tutto incomprensibile. E mancata una proposta complessiva da sottoporre alla discussione nelle fabbriche. Sconosciuta fino allapertura del tavolo la quantità economica complessivamente (inflazione più produttività) da recuperare, e ignota è la posizione circa lapplicazione della legge 30. Assolutamente oscuro, risulta inoltre il comunicato della Fulc nazionale, relativa alla trattativa avviata. Tutto ciò ci sembra paradossale. Infatti mentre per la piattaforma del rinnovo contrattuale della Gomma-Plastica vengono discusse, emendate e approvate norme che richiedono aumenti contrattuali del 7% (a fronte di una governativa inflazione che tra pregressa e attesa è ben al di sotto della richiesta), redistribuzione di produttività attraverso le maggiorazioni e proposte che limitano lapplicazione della legge 30. Nelle richieste del contratto dei chimici nulla di tutto ciò emerge. Era, a nostro avviso, più utile, far vivere la trattativa tra le delegate e i delegati rispettandone il percorso democratico. Per coerenza confederale. Crediamo di essere di fronte ad una palese violazione dei principi elementari di democrazia che impatta negativamente anche nel merito della trattativa stessa. Cè una evidente contraddizione tra i tanti attestati relativamente alla vertenza Fiom e il percorso avviato nei chimici della Filcea. E una situazione che va velocemente recuperata, coinvolgendo le lavoratrici e i lavoratori, e le loro rappresentanze aziendali e sindacali, a partire dalle coerenze assunte negli esecutivi unitari: coerenza sul salario e coerenza sulle maggiorazioni. E coerenza con la proposta assunta nella piattaforma della Gomma-Plastica. Non solo dunque ribadire il valore del contratto collettivo nazionale, contrastando in questo modo il vile tentativo di annullarlo come sta avvenendo nel contratto dellartigianato. Ma assumere anche le iniziative necessarie per depotenziare le leggi approvate sul lavoro. Come la legge 30 e i decreti Non è più rimandabile una presa di posizione Filcea su questa materia. E necessario costruire le iniziative per contrastarla energicamente. Ad esempio conquistando uno spazio contrattuale autonomo, e in questo ambito attivare le iniziative necessarie per stabilizzare il lavoro, contro i rischi di un lavoro precario. Ribadire lautonomia funzionale preesistente e i mezzi propri dellappaltatore, contro la previsione di estendere in modi e forme diverse lappalto. Che siamo indisponibili a prendere in considerazione lo staff-leasing (il lavoro interinale permanente e senza garanzie) e il lavoro a chiamata (una riedizione modernizzata del caporalato). Insomma sulla legge 30 è necessario attivare una risposta delle categorie, e quindi anche della Filcea, che faccia vivere lindicazione confederale di una sua inemendibilità. Ma che riattivi anche il ruolo determinante delle RSU nel contrastare le iniziative padronali sul lavoro. Scommettere su una nuova stagione di diritti per tutte e per tutti è possibile. E i prossimi appuntamenti della Filcea saranno sicuramente importanti da questo punto di vista. Dicembre 2003 Firme Antonio Marchitelli (Segreteria Filcea Lombardia) , Davide Franceschin (Segreteria
Filcea Torino) , Dario Filippini (Segretario generale Filca Brescia)
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