| ATM: volantino dei lavoratori in sciopero ad oltranza
(3 dicembre 2003)
A Milano spontaneamente i lavoratori hanno deciso di non far uscire nessun
mezzo. Sia la metropolitana che tutti i mezzi di superficie sono stati bloccati. Quasi
nessun mezzo è circolato per Milano e provincia con una determinazione che non si vedeva
da almeno 20 anni. Anche in tutte le altre città l'adesione è stata massiccia. Alla Atc
di Bologna l'adesione è stata del 98%, alla Anm di Napoli del 99%, a Roma del 94%, a
Venezia del 97%, a Pordenone e Gorizia oltre il 90%, nelle città della Calabria del 95%,
in Sicilia punte del 100% a Messina, Catania e Palermo.
E SUI GIORNALI OGGI FIOCCANO LE POLEMICHE E LE ACCUSE DI INCIVILTÀ
Chi è incivile ? Per i 120.000 lavoratori del settore, umiliati da un contratto applicato
in tutte le parti che prevedevano un peggioramento delle loro condizioni tranne quelle che
prevedevano un adeguamento del salario, l'inciviltà la vivono ogni giorno. È incivile
lavorare con turni (e doppi-turni) massacranti. È incivile lavorare per 18 mesi come
interinale e poi per altri 2 come contratti di formazione, per avere una formazione di un
lavoro che già si sa fare. È incivile non avere una prospettiva certa del proprio
futuro. È incivile il ricorso strutturale degli straordinari per far funzionare tutta la
baracca. È incivile vivere con 800 euro al mese e pagarne 500-600 di affitto. Provino il
Sindaco, Formigoni o il Ministro Lunardi a lavorare nelle nostre condizioni ed a vivere
col nostro magro stipendio. Da due anni ormai i lavoratori del trasporto pubblico
aspettano un aumento in busta paga di 106euro lorde, mentre da più di un decennio salari
e pensioni perdono potere di acquisto.
Esasperati da ritmi di lavoro massacranti, da condizioni che peggiorano di giorno in
giorno, da salari che non bastano neppure ad arrivare a fine mese, a Milano i lavoratori
sono andati oltre i termini previsti per lo sciopero del 1° dicembre. Hanno deciso di non
prendere servizio per l'intera giornata e non rispettare neppure i servizi minimi imposti
dalla legge. Ogni qual volta i lavoratori del trasporto pubblico scioperano, sindaci, capi
di governo, giornalisti filogovernativi e burocrati di ogni risma, sono subito pronti a
parlare di sindacati incoscienti, di minoranze che aderiscono agli scioperi per difendere
dei privilegi, di violazione del diritto alla mobilità dei cittadini, calpestati da
esigue "teste calde". È ipocrisia pura che chi ha diminuito le risorse al
settore, chi ha portato avanti la privatizzazione selvaggia, chi ha peggiorato le
condizioni del servizio e del lavoro, oggi si alza a difesa degli utenti del trasporto
locale ! Con la scusa di garantire gli utenti, vogliono tenersi le mani libere per
dequalificare il servizio del trasporto locale, ma non solo, anche le Ferrovie, il
trasporto aereo e quello marittimo, l'energia, le telecomunicazioni, ecc. Ogni servizio e
tutti i lavoratori sono danneggiati da queste strategie.
La lotta dei lavoratori dell'Atm è una lotta che riguarda tutti. Perché la stragrande
maggioranza degli utenti altro non sono che lavoratori che vivono sul proprio posto di
lavoro, ufficio o fabbrica che sia, gli stessi attacchi ai diritti e ai salari. Inoltre
non dobbiamo dimenticarci che tagli, precarizzazioni e privatizzazioni all'Atm significano
minor sicurezza, peggioramenti del servizio e aumento delle tariffe per tutti. Se rabbia
ci deve essere non deve essere verso i lavoratori ma verso i veri responsabili, azienda,
Governo e comune, capaci solo di aumentare le tariffe e peggiorare le condizioni di
lavoro. Per portare avanti l'attacco ai diritti, si è tentato di disarmare i lavoratori
dei servizi della loro arma principale : lo sciopero. Infatti per proclamare uno sciopero
si è costretti a seguire un lungo iter per tentare una "conciliazione"
attraverso l'intervento di Prefetto o Ministero, deve inoltre passare un intervallo minimo
di giorni tra uno sciopero ed il successivo e sono in più fissati alcuni periodi
dell'anno in cui, in ogni caso, non è possibile esercitare tale diritto. In più, sono
aumentati i poteri discrezionali della Commissione di garanzia, c'è la possibilità di
differimento dello sciopero, è ammessa la precettazione del personale per garantire un
servizio minimo, sono aumentate le multe e le sanzioni disciplinari per sindacati e
lavoratori. Questo ed altro ancora è racchiuso nelle leggi 146/90 e 83/2000. Queste leggi
sono un inganno e vanno abolite !
Nel trasporto aereo alcuni sindacati proclamano finti scioperi, che poi vengono
costantemente revocati, con lo scopo di impedire le iniziative di altri sindacati. Anche
solo bloccare un mezzo di trasporto è considerato reato. Ai lavoratori delle pulizie
appaltati nelle FS che hanno bloccato i binari del treno sono stati inoltrati (dopo sei
mesi) 128 avvisi di garanzia per aver ostacolato un servizio pubblico. Lo stesso potrebbe
accadere si lavoratori della Fiat che hanno bloccato il tragitto ferroviario a Milano o
quello marittimo a Messina. Si tratta di un monito politico a tutti e il diritto di
sciopero è sotto attacco. Ma questa volta, nonostante tutte le leggi e tutti i divieti,
nonostante la campagna martellante della stampa che ha gridato allo scandalo, i lavoratori
del trasporto locale, compatti, hanno detto basta ! Non è una scelta facile, ma è
l'unica strada per far sentire la propria voce.
Dopo anni di scioperi in cui non si è ottenuto altro che un arretramento delle condizioni
di lavoro e di salario, dobbiamo lottare fino alla vittoria. E per far questo la lotta
deve entrare in una nuova fase. Lo sciopero ad oltranza avvenuto a Milano il primo
dicembre è solo il preludio di quanto si può sviluppare quando il malcontento dei
lavoratori giunge ad un limite massimo. Deve essere chiaro ai signori dei grandi palazzi
che i lavoratori saranno disposti a scendere ancora in lotta, in maniera più incisiva,
per riconquistare i diritti che gli spettano ! La lotta a Milano deve servire da esempio
per tutti i lavoratori che sono coinvolti in questo rinnovo contrattuale. Non solo dunque
in una città, ma una lotta generalizzata su tutto il territorio nazionale che faccia
sentire i suoi muscoli non solo a Prefetti e Regioni, ma all'intero Governo e
Confindustria. Non ci si può accontentare di scioperi puramente dimostrativi, come quelli
che le nostre organizzazioni confederali ci hanno propinato in questi ultimi due anni. È
evidente che le attuali rappresentanze sindacali non rispondono al reale malcontento dei
lavoratori. Cercano ancora di barcamenarsi tra le parti contendenti, non capendo che non
esistono i presupposti per accontentare direzione aziendale e lavoratori. In tutti i
luoghi di lavoro del trasporto pubblico locale bisogna spingere affinché vengano indette
assemblee dei lavoratori dove si discuta e si elegga democraticamente un comitato dei
lavoratori che si assuma la responsabilità di gestire la lotta e di trattare direttamente
con le controparti. Solo in questo modo potremo garantire una vera rappresentanza dei
lavoratori ed evitare che ancora una volta la concertazione a nostro scapito abbia il
sopravvento.
Da Scanzano all'ATM di Milano una cosa si rende evidente agli occhi di sempre più
lavoratori : le vere conquiste riusciremo ad ottenerle solo attraverso l'organizzazione
dal basso che veda il coinvolgimento in prima persona dei lavoratori più combattivi
superando le incertezze e i limiti delle attuali direzioni sindacali.
Se vuoi contattarci telefonaci : 02/66.22.56.22
La nostra voce
Lavoratori e delegati per un sindacato democratico e combattivo
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