Area Programmatica Lavoro Società

 


Ticket: una tragedia per i malati cronici e per chi non ha un reddito adeguato

Dichiarazione di Nicola Nicolosi, Segretario Cgil Lombardia

 

25 novembre ’03

 

Presso l’Assessorato alla Sanità della regione Lombardia è stato sottoscritto un accordo sui ticket tra le parti sociali e la Giunta. La Cgil Lombardia alla firma ha allegato una dichiarazione che nei fatti rileva l’incongruenza tra le concessioni fatte dalla regione e la piattaforma realizzata da Cgil, Cisl e Uil.

Infatti, i ticket non sono né eliminati né resi meno fastidiosi per le persone che soffrono di malattie croniche e che hanno difficoltà economiche. Inoltre, il ticket sul pronto soccorso non è stato eliminato. L’artifizio utilizzato è una offesa per i lavoratori e i pensionati che noi rappresentiamo: esenzione dal ticket per gli over 65 anni invece che di 75 anni.

 

No alla politica dei ticket.

 

L’area programmatica di lavoro società della CGIL Lombardia ribadisce la necessità di eliminare i ticket. Sul merito dell’accordo il nostro parere negativo è motivato dall’assenza di mediazioni coerenti con la piattaforma:

- 1    soppressione del ticket sul pronto soccorso;

- 2    esenzione del ticket farmaceutico in relazione alle condizioni di reddito;

- 3    esenzione del ticket farmaceutico per soggetti con malattie croniche ed invalidanti

 

            Il conseguimento di questi obiettivi non era e non è impossibile. La raccolta di 250.000 firme del dicembre scorso contro le politiche sciagurate della regione in materia di salute, la grande iniziativa sindacale, anche unitaria, avrebbe consigliato non solo un profilo più alto nelle proprie rivendicazioni, ma un coraggio adeguato alle istanze dei cittadini e dei pensionati che sono stati chiamati in piazza a manifestare.

 

Il provvedimento nei fatti incrina “l’universalità” nella fruizione dei beni di merito (la salute) e non condiziona lo sviluppo di una adeguata programmazione dell’offerta sanitaria da parte della regione. I ticket, come altre misure che pesano sui cittadini lombardi, sono l’esito della destrutturazione della sanità pubblica regionale realizzata dalla Giunta Formigoni.

 

Siamo in presenza di una politica che riduce i diritti alla salute e aziona un paternalismo ingiustificato, facendo venire meno il ruolo del pubblico e sostituendola con una prassi buonista del buon “Governatore”.

È un esito che rifiutiamo e rivendichiamo la valorizzazione del servizio sanitario pubblico.

 

Sesto S. Giovanni 26 novembre 2003