APPELLO PER COSTRUIRE UNA  PIATTAFORMA

PER IL RINNOVO DEI CONTRATTI NAZIONALI DEL PUBBLICO IMPIEGO

(comparti Enti Locali e Sanitą)

 

Le adesioni vanno fatte pervenire al fax 02.7492503 e mail sindb@tiscalinet.it

 

Il rinnovo dei contratti del pubblico impiego - scaduti quasi due anni fa - si inserisce in un contesto di attacco ai servizi che penalizza non solo le lavoratrici e i lavoratori dei settori interessati, ma priva tutti e tutte del diritto a un’esistenza dignitosa, per trasformarlo in “opportunitą” all’accesso di beni di mercato a pagamento, per chi ancora potrą permetterseli. Lottare in comparti chiave della pubblica amministrazione e dei servizi, quindi, significa lottare per determinare quelle che saranno le condizioni di vita e dell’insieme della societą e soprattutto dei suoi strati pił deboli.

 

A partire dagli accordi del 1993 sul costo del lavoro, i nostri salari hanno subito una perdita sempre maggiore di potere d’acquisto di volta in volta sancita dalla contrattazione che, insieme, ha introdotto anche restrizioni dei diritti, criteri discrezionali di distribuzione di quote di salario (con l’ovvia costruzione di cordate e clientele basate sulla ricattabilitą), flessibilitą, precarietą, privatizzazioni ed esternalizzazioni.

 

A livello di relazioni sindacali, la concertazione si č rivelata un modello fallimentare dal punto di vista delle lavoratrici e dei lavoratori, sia per la “filosofia” della ricerca del consenso con la controparte, dell’automoderazione salariale, della disarticolazione del livello contrattuale nazionale e di tutto quanto l’ha caratterizzata, sia per aver sottratto loro ogni potere decisionale su una serie di argomenti connessi strettamente alle loro condizioni di lavoro e di vita.

 

Oggi, dopo che il “Patto per l’Italia” firmato l’anno scorso ha decretato di fatto il superamento della stessa concertazione e l’avvio di un affondo senza precedenti nell’attacco a tutti i diritti sociali e politici di lavoratrici e lavoratori, con la legge 30/2003, i nuovi attacchi alle pensioni e la recente provocazione della commissione di garanzia contro il diritto di sciopero, diventa indispensabile e urgente rilanciare il conflitto e ricostruire dal basso, a partire dai luoghi di lavoro, contenuti da affermare nel corso di questa tornata contrattuale, non fermandosi alla chiusura “economica” del primo biennio, ad oggi non ancora rinnovato e gią in scadenza, ma continuando anche durante il corso delle trattative sulle parti normative e sul secondo biennio economico.

 

Proponiamo un confronto ampio per realizzare un percorso che porti ad una prima giornata di lotta nazionale, a partire dai temi posti nella manifestazione del 4 ottobre, rilanciando il conflitto su una piattaforma da definire unitariamente, iniziando da un confronto su alcuni punti che possono qualificarla, come i seguenti:

 

Ų       Per un salario “europeo” e per il recupero totale del potere d’acquisto perduto (con almeno 250 euro mensili di aumento), ripristino degli scatti di anzianitą e di meccanismi di rivalutazione automatica dei salari (scala mobile). Creazione di una 14^ mensilitą e abolizione delle “pagelline”.

 

Ų       No alle privatizzazioni, no alle esternalizzazioni dei servizi pubblici e di chi ci lavora; contro il precariato, regolarizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari.

 

Ų       Riduzione dell’orario di lavoro a paritą di salario e contestuale “depotenziamento” del part-time, con mantenimento dell’orario in vigore e adeguamento del salario; blocco degli straordinari, anche laddove sono obbligatori per contratto.

 

Ų       A lavoro uguale salario uguale, no ai salari d’ingresso, salvaguardia dei profili professionali dalla flessibilitą selvaggia. Sblocco delle carriere.

 

Ų       Uscire dal basso dalla concertazione: recuperare il diritto alla contrattazione su tutti gli aspetti della vita lavorativa, trasferire tutti i diritti sindacali ai delegati e alle delegate elette sui posti di lavoro; ripristinare la decisionalitą irrevocabile di lavoratrici e lavoratori sugli accordi sindacali e i diritti individuali alla conservazione del posto di lavoro, alla salubritą, alla dignitą. Difesa del diritto di sciopero.

 

Ų       Difesa del TFR e della pensione pubblica.

 

 

23 Settembre 2003