La bozza di delibera sullo sciopero generale
(già bocciata da Cgil e dai sindacati di base) all'esame della Commissione di garanzia
per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali prevede che lo
sciopero generale possa essere convocato solo da confederazioni dotate di 'diffusa
rappresentanza' nelle diverse categorie.
Il documento della
commissione, diviso in 6 articoli, prevede che la mobilitazione dovrà prevedere una
comunicazione delle categorie nel rispetto dei servizi pubblici essenziali e dovrà essere
contenuta nei tempi 'entro limiti di ragionevolezza'.
SINDACATI ABILITATI. E'
sciopero generale quando coinvolge tutte le categorie pubbliche e private di una o più
confederazioni sindacali e la Commissione chiede che le confederazioni in questione siano
'dotate tendenzialmente di diffusa rappresentanza per tutte le predette categorie
pubbliche e private'. Lo sciopero generale deve avere ad oggetto 'rivendicazioni non
contrattali'.
NECESSARIA PROCLAMAZIONE
DELLE CATEGORIE. Non basta che sia una confederazione a proclamare lo sciopero: se non
vengono fornite le indicazioni, settore per settore, sulla tutela dei servizi pubblici
esenziali, occorre anche 'una apposita proclamazione da parte delle organizzazioni di
categoria' contenente appunto le predette indicazioni.
I TEMPI DELLO SCIOPERO.
Per essere proclamato deve essere rispettato 'il termine di preavviso' e 'la proclamazione
non deve essere preceduta dal ricorso alle procedure di raffreddamento e conciliazione'.
Per quanto riguarda la durata, 'deve esser contenuta con riferimento alla stessa giornata
entro limiti di ragionevolezza e fermo restando l'obbligo di assicurare le prestazioni
minime indispensabili'.
PIU' STRINGENTI REGOLE SU
RAREFAZIONE. Se non verrà rispettato l'intervallo minimo tra uno sciopero e un altro, la
Commissione potrà intervenire, sempre nel nome del rispetto dei servizi pubblici
esenziali, e chiedere una riformulazione del calendario. |