| CONTRATTO ENTI
LOCALI I CONFEDERALI SI
PREPARANO A SPENDERE UN FALLIMENTARE
RINNOVO CONTRATTUALE COME SE FOSSE UNA GRANDE
VITTORIA! Il 10 settembre si terrà il secondo incontro nazionale tra ARAN e organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto nazionale del comparto Regioni e Autonomie locali. A contratto scaduto da oltre 20 mesi questo lo stato dellarte: ·
i confederali non
hanno saputo far altro che chiedere ai lavoratori di scioperare per ben 2 volte negli
ultimi mesi (a giugno e luglio) per riprendersi quello che era stato già dato
per acquisito sin dal 4 febbraio del 2002, gli ormai famosi 100 euro a testa sbandierati
sui giornali; ·
la sola cosa che
dovevamo avere da contratto (anche senza scioperi) ovvero lindennità di vacanza
contrattuale (quattro soldi lo sappiamo!!) non cè stata data perché
quei buontemponi di strateghi dei sindacati confederali
semplicemente non lhanno chiesta!
Nel frattempo il
governo ha pensato bene di stabilire per legge (finanziaria ma non solo) la
riduzione del personale attraverso veri e propri tagli agli organici o attraverso il
blocco delle assunzioni e di privatizzare quanto più possibile la pubblica
amministrazione (dai servizi alla struttura amministrativa). E mentre linflazione
cosiddetta reale saliva ben oltre quella programmata, i sindacati confederali
e autonomi hanno continuato a rivendicare laccordo del 4 febbraio 2002 che, a conti
fatti, porterebbe ad una perdita di almeno 2 punti percentuali del potere dacquisto
dei nostri stipendi. Un magnifico risultato se teniamo conto che, mentre lor signori
continuano a parlare di inflazione reale al 2,8%, alcuni beni di prima
necessità sono aumentati di una percentuale a 2 cifre (senza la virgola!). Che
contratto è quello che non solo non migliora le nostre condizioni di vita ma addirittura
ci rende più poveri? Quali gli scenari
prossimi? Azzardiamo una previsione: con grande probabilità verrà firmato in fretta e
furia un accordo economico per pochi spiccioli (e un gruzzolo di arretrati che più il
tempo passa più cresce e con esso lillusione di aver recuperato qualcosa ma
pur sempre di illusione si tratta) per
far vedere a lavoratrici e lavoratori che abbiamo portato a casa qualcosa, e
verrà rinviata tutta la parte normativa a code contrattuali che, non
comportando speranze di miglioramenti economici, non desteranno lattenzione dei
più. Così facendo resteranno senza risposta i problemi legati allordinamento
professionale - progressioni verticali,
sovrapposizioni nelle categorie (B e D), blocchi negli scorrimenti orizzontali - lerosione
dei diritti acquisiti, la precarizzazione crescente dei rapporti di lavoro, la
privatizzazione dei servizi ridotti sempre più a merce da acquistare a caro prezzo. In seguito ci si potrebbe dimenticare di partire con la contrattazione per il secondo biennio economico (2004-2005) del contratto, in scadenza a fine anno proprio mentre le pensioni del pubblico impiego saranno prese di mira dal governo come primo passaggio per scardinare ulteriormente tutto il sistema pensionistico italiano. Che
fare? Di fronte ad un governo che considera la voce dei lavoratori un fastidio, delegare agli esperti i rinnovi contrattuali si è
mostrato una via senza uscita. Le nostre condizioni di vita e di lavoro hanno fatto
giganteschi passi indietro. Noi crediamo che non ci si possa più fidare passivamente di
chi ha contrattato finora e che se vogliamo difendere noi stesse e noi stessi, i nostri
diritti e recuperare salario occorre cambiare strategia. Alla delega dobbiamo sostituire la partecipazione diretta, alle richieste a perdere dei confederali una piattaforma con obiettivi degni di un CONTRATTO VERO e unificanti per tutte le categorie del lavoro dipendente. Una piattaforma per cui valga la pena di scioperare insieme: Ø abolizione delle
pagelline; istituzione della quattordicesima mensilità;
Ø garanzie di
progressioni orizzontali e verticali senza valutazione dei dirigenti Ø rilancio e sviluppo
dei servizi pubblici e della pubblica amministrazione Ø recupero automatico
della perdita salariale dovuta allinflazione e aumenti salariali reali con i
contratti Ø stabilizzazione del
personale precario (assunzioni certe dopo 8 mesi come chiede ad esempio la stessa Fiom),
riduzione dellorario di lavoro e nuove assunzioni Ø salute, salubrità
e sicurezza sui luoghi di lavoro Ø salario minimo
intercategoriale e diritto alla liquidazione e ad una pensione dignitosa per tutti S.in.Cobas
Sindacato intercategoriale dei Comitati
di Base
8 settembre 2003 Milano, via Pietro
Calvi 29 - tel 02.7492485 fax 02.7492503 - sincobas@libero.it |