| Sul sito della Filcea Cgil (area Lavoro e Società - cambiare
rotta) è stato inserito un documento ( vedi il documento ) presentato come
approvato allultima riunione nazionale dellarea LavoroSocietà
cambiare rotta della Filcea-Cgil tenutasi lo scorso 9 maggio a Firenze. In realtà il documento messo in rete non è un documento
dellarea lavoro e Società - cambiare
rotta della Filcea-Cgil perchè nessun documento è stato sottoposto al voto dei delegati
alla fine di quella riunione. Quello che è stato messo in rete come documento conclusivo è in
realtà il brutto documento preparatorio di quella riunione così come lo
aveva steso il coordinatore nazionale dellarea. Una traccia che è stata
sottoposta a diverse critiche nel corso della riunione. Il documento non è quindi il documento uscito dalla riunione
dellarea programmatica. E bene ritornare sul fatto di come il
documento preparatorio steso per la riunione dellarea programmatica tenutasi il 9
magio a Firenze, sia stato considerato da molti con non poca preoccupazione. Su nessuna delle questioni aperte (democrazia,
salario, gestione degli orari e delle prestazioni, classificazioni ecc) si affrontano
proposte vertenziali ed operative concrete dando per scontata una presunta positività
dellattuale gestione dellarea. Su tutto regna il senso di
oggettività della situazione, ma una oggettività che si manifesta però
sotto forma di piatto realismo, considerando il quale si dovrebbe accettare
lesistente semplicemente controllando che le coerenze formali non vengano troppo
compromesse. Oggettività (realismo) dellanalisi, per motivare, coprire e
giustificare il basso profilo delliniziativa dellarea. Su tutto, anche quando (molto genericamente) si
parla di merito, sovrasta il metodo. Ma anche il metodo viene presentato sotto veste
moraleggiante. Bisognerebbe ... Si dovrebbe ... ecc., sostenendo infine lidea che
non vi debbano essere contrasti i quali, se ci sono, vengono meccanicamente ed
implicitamente ridotti a divergenza tra il realismo dellattuale gestione ed il
velleitarismo di chi vuole sempre avere qualcosa da dire. Una polemica non nuova, che si sostanzia da tempo
in un tentativo di ridurre le critiche alla gestione dellarea ad un
complotto ordito da alcuni solo per dare dispiacere al coordinatore nazionale. A ben guardare, limpianto del documento
sembra far trapelare più una intenzione liquidatoria della necessità di unarea
programmatica in categoria che non a evidenziarne compiti ed obiettivi. Non a caso, a leggere attentamente il documento, questo si riduce
unicamente ad una giustificazione dellassenza di iniziativa dellarea in questi
due anni ed al tentativo di validare, giustificare, la gestione e latteggiamento
tattico del coordinatore.
In realtà sappiamo che le cose non stanno così.
E vero semmai che la Filcea ha posto la difesa
dellunità con la CISL come sua preoccupazione principale. Ci troviamo in realtà di
fronte ad un patto CGIL-CISL-UIL della categoria che stanno cercando di passare la
nottata in attesa che le contraddizioni confederali si aggiustino. Ciò ha potuto reggere attraverso due operazioni:
Così, ad esempio (nel ccnl chimico
farmaceutico), si è cercato di minimizzare tutto il pacchetto di deroghe inserite contrattualmente (una sorta di gabbia
normativa e salariale per le aziende ed i territori in crisi) e di presentare il salario
come superiore allinflazione programmata. Dato questo assolutamente non
condivisibile se consideriamo laquisizione salariale dal lato del montante. Senza
contare lopportunismo con cui tutta una serie di altre parti normative
(clasificazioni, flessibilità, prestazione) siano state estrapolate dalla negozziazione
contrattuale e rimandate allosservatorio nazionale (un vero e proprio tavolo bilaterale da cui è escluso ogni controllo
diretto dei lavoratori) contribuendo così non poco a quello svuotamento dei Ccnl a cui la
Cgil sta opponendosi. Senza che mai il coordinamento nazionale dellarea sia stato
coinvolto in una vera discussione (in occasione dei rinnovi contrattuali non ci si è mai
riuniti per fare il punto) tutta la linea che larea ha condotto sino ad ora si è
ridotta ad una gestione individuale da parte del coordinatore nazionale che (come il
documento per Firenze dimostra) sembra preoccuparsi solo di salvare le forme, e di
costruire un quadro positivo (tutto metodologico e moraleggiante) sul merito della sua
gestione. Un quadro che in realtà non convince. Lopportunismo di come nel documento viene
presentata la situazione della categoria e dellarea programmatica si manifesta poi
senza pudore nel rifarsi al ruolo conferderale dellarea dando per scontate le
coerenze della categoria in questo senso. Si tace, ad esempio, sullassenza in
categoria di una battaglia anche sullart.18 prima che la Cgil confederale si
esprimesse. Su alcuni appunti specifici sul documento
presentato dal Coordinatopre nazionale dell'area alla riunione dell'area tenutasi a
Firenze: L'Assemblea nazionale
di LavoroSocietà Filcea-Cgil, preparata da riunioni regionali e provinciali dell'area, ha
discusso e approvato le considerazioni e proposte di seguito, sinteticamente, riportate. Non ci sono state riunioni regionali.
Dove ci sono sate riunioni si è trattato in realtà di incontri ristretti o legati a
problematiche locali. E comunque, sullorganizzzazione di queste riunioni
e del loro merito (proposta di programma) non è stato coinvolto nessuno del coordinamento
nazionale. Si vuole dare limpressione che i compagni siano stati coinvolti e
partecipi della direzione dellarea ma non vi è stato in realtà alcun
coinvolgimento reale dei compagni nella preparazione dellassemblea nazionale di
Firenze Inoltre il documento di Firenze è
stato si distribuito ma la relazione allassemblea ha affrontato le tematiche in modo
assolutamente diverso. Comunque, come si diceva prima il documento è stato sottoposto a
non poche critiche e mai approvato. Quella che ora circola (in realtà indentica alla
traccia iniziale) non riporta nulla della discussione avvenuta e non è mai satato
sottoposto ad approvazione. Il rendiconto di quanto fatto insieme riguardo ai
suddetti obiettivi è ampiamente positivo. Nel documento ritorna
spesso questa autovalutazione del coordinatore sulla positività della sua gestione
dellarea. Con la sua autocelebrazione tenta infatti di rendere risibili le critiche
alla sua gestione che non sono mai considerate questioni di merito ma ridotte a
velleitarsmo da lasciare sfogare. Si pratica la tattica del muro di gomma A)Abbiamo dato il nostro
contributo alla ricollocazione della Filcea nel rapporto con la propria storia
e identità, con la Fulc, con la confederazione, con le altre categorie. Con la FULC certamente, ma è mancato
assolutamente ogni sensibilità rispetto alla Cgil ed altre categorie (Fiom in
particolare). Il contributo dellarea nella sua contrattazione non ha assolutamente
considerato la contraddizione aperta dalla Fiom sullimpianto del 23 luglio nè i
limiti evidenti della precedente contrattazione di categoria. Ci si è invece mossi
allinterno di quellimpianto contribuendo non poco, con la firma degli accordi
di categoria a quello per cui in molti lavorano. Lisolamento della Fiom. B)Nel merito, nei CCNL
firmati è stato perseguito e realizzato quanto indicato dal congresso Cgil (ovviamente si
può e si deve sempre cercare di fare di meglio) Sembra si voglia sostenere che la
piattaforma Fiom non persegui quanto indicato dal congresso Cgil.
Quellovviamente sottintende inoltre lindisponibilità ad una
verifica critica di una stagione contrattuale Filcea che con non ha certo brillato per
coerenze con la linea Cgil. Basti pensare al Ccnl chimico con lintroduzione delle
deroghe, con il suo svuotamento di parti normative significative rimandate ai tavoli
bilaterali, con lassunzione dellaccordo sul tempo determinato (non firmato
dalla Cgil) e con una erogazione salariale nella migliore delle ipotesi (se consideriamo
il montante) assolutamente interna ai vincoli del 23 luglio. C)Nel metodo, nelle vertenze
appena concluse degli ultimi CCNL della nostra categoria, e in sintonia con un
orientamento generale che emerge sempre più insistentemente (vedi ferrovieri), è stato
dimostrato che si può perseguire contemporaneamente sia l'unità Fulc che una coerente
linea Filcea-Cgil; inoltre che è possibile consolidare pratiche di democrazia e
partecipazione più avanzate. Parole grosse ma assolutamente vuote.
Rifarsi al Ccnl Ferrivieri è ovviamente dimostrativo del fatto che si fa riferimento alle
esperienze peggiori sul piano contrattuale (normativo e salariale) e della gestione
democratica della vertenza. Sulla democrazia ci si ferma alle forme, dimenticando che
nella sostanza siamo fermi ad un regolamento Fulc che non prevede alcuna forma di
consultazione vincolante, privilegiando di contro un patto tra le segreterie. Larea
programmatica della categoria non si è neppure impegnata per chiedere il referendum sugli
accordi. D)Abbiamo ulteriormente
caratterizzato LS Filcea sulle pratiche e iniziato a costruire un gruppo dirigente
dell'area più partecipato e coeso. Tutti i risultati ottenuti sono il frutto di questo
poco appariscente ma molto fecondo lavoro collettivo. Una conclusione inventata di sana
pianta. La situazione dellarea non è mai stata così negativa come ora. Non esiste
coesione nè partecipazione. Basta vedere lesperienza degli ultimi Ccnl
caratterizzati da una gestione personale del coordinatore nazionale che sia in fase di
stesura delle piattaforme che nella gestione e conclusione delle vertenze non ha mai
sottoposto a verifica dellarea la sua direzione. Le poche volte in cui si è
riusciti a discutere non si sono risparmiate le critiche sul merito della gestione delle
vertenze ed i compagni dellarea hanno spesso votato in modo diverso alle posizioni
espresse dal loro coordinatore nazionale. Cè da sottolineare come si calca la mano
sul poco appariscente, per sottintendere che non servono attivi o riunioni
ufficiali, ma basta una rete di rapporti (essenzialmente personali), ovviamente gestiti
direttamente dal coordinatore nazionale. IL
PROGRAMMA 2003 / 2004
Sul piano confederale, diamo per acquisito e
condiviso quanto espresso da LavoroSocietà Cgil nazionale. Ci limitiamo a sottolineare
una questione di analisi che attraversa le aree congressuali e che è alla
base delle differenze tra le posizioni delle minoranze politiciste e l'interpretazione
risultatata ampiamente maggioritaria nel Congresso Cgil, che ha accomunato Cofferati e
LavoroSocietà, pur con le differenze che giustificano il permanere di aree programmatiche
congressuali distinte. Se l'analisi è di questo tipo è ovvio che la Cgil
deve sviluppare un movimento
generale per tutelare i diritti e le condizioni di lavoro, trovandosi a coprire
oggettivamente, a causa delle carenze dei partiti della sinistra, anche un certo ruolo
politico improprio per un sindacato. Gran parte della Cgil ha avuto la capacità di
cogliere (o quanto meno di intuire) che si era di fronte a un cambiamento di fase che
richiedeva l'adozione di appropriate misure straordinarie, e ha tradotto questa
consapevolezza nelle straordinarie mobilitazioni che ha promosso a partire dal 2002.
LavoroSocietà, che ha dato un contributo importante alla definizione di questa linea, ha
oggi come compito principale quello di mantenere la rotta nella
prospettiva di consolidare lo spostamento a sinistra dell'asse strategico della Cgil. Tutta una sviolinata a sostegno dellipotesi del movimento politico Lavoro e Libertà che non centra nulla con Lavoro e Società che mai ha tirato ufficialmente conclusioni di questo tipo. Ovviamente al nostro coordinatore nazionale interessa assumere ciò come riferimento e cercare di renderlo senso comune nellarea in categoria. Il castello casca infine se si fa riferimento alla sua gestione del congresso di categoria. Non va infatti dimenticato che la maggioranza della Filcea, in aperta critica alla linea Cofferati, aveva trovato nel nostro coordinatore nazionale chi lavorava per concludere il congresso Filcea in modo unitario, bloccato in questo dalla forte pressione dei delegati al congresso. In merito alla questione del referendum sull'art. 18 rinviamo a quanto
deciso da LavoroSocietà confederale nazionale. Tipico del modo di agire
dellattuale coordinatore. Si rimanda sempre alle coerenze generali per poi essere
indisponibile a fare battaglie in categoria sulla stessa materia. Sullart. 18 la sua
preoccupazione principale è stata che la questione non mettesse in fibrilazione i suoi
delicati rapoporti con la maggioranza Filcea, Il secondo piano su cui è necessario concentrare
la nostra attenzione e quello contrattuale di categoria. Il nostro obiettivo, in
sintesi, è quello di consolidare, con pratiche coerenti, le condivise decisioni
assunte al congresso nazionale. Nessuno sforzo quindi. Il rifarsi alle
pratiche coerenti, ecc del congresso nazionale, serve esclusivamente per giustificare una
linea di non pressione sulle pratiche rivendicative. Non può certo dire che la
piattaforma Fiom non si rifaccia anchessa con le coerenze congressuali della Cgil. GLI ASSETTI CONTRATTUALI Sul modello contrattuale, visti le difficoltà
nella vertenza per il rinnovo del CCNL metalmeccanici, i rapporti con Cisl e Uil,
l'attacco agli assetti da parte del Governo e della Confindustria, ecc. sarebbe
autolesionistico essere noi, oggi, i promotori di una preventiva revisione dell'accordo
del 23/7/93. Conviene piuttosto forzare sui vincoli, realizzando i rinnovi dei CCNL
come indicato dal Congresso Cgil: difendere i due livelli di contrattazione, rafforzare il
CCNL difendendo il potere d'acquisto e acquisendo quote di produttività di settore,
contrastare il precariato, consentire ai lavoratori la validazione degli accordi Pistolotto dovuto, in cui però
traspare con tutta evidenza la proposta di atteggiamenti realistici (quindi volutamente
sottotono) per cui meglio far finta che laccordo di luglio non sia stato ancora
disdettato. Così non si risponde allatteggiamenrto Federmeccanica arrivando a
considerare che la piattafoprma Fiom non sarebbe la prima risposta alla disdetta
dellaccordo del 23 luglio da parte dei padroni ma una piattaforma semplicemente
forzata, quindi estremistotta. Inutile poi ricordare che non si è comunque vista alcuna
forzatura sui vincoli nelle vertenze dei chimici. IL MERITO I rinnovi dei CCNL vetro,
piastrelle e lampade sono i primi rinnovi da 10 anni a questa parte che hanno
esplicitamente sfondato il vincolo dell'inflazione programmata (+1,5%) e acquisito una
quota di produttività di settore (maggiorazioni, ecc. per un costo stimabile tra 1,5 e
2%). Novità interessanti si rilevano anche nel pubblico impiego (CCNL consorzi e enti di
industrializzazione, ecc.) e nel recentissimo rinnovo del CCNL attività ferroviarie. Sui Ccnl vetro e
piastrelle si può dimostrare il contrario e comunque non risulta nulla di esplicito nellaccordo
contrattuale. Gli unici che dichiarano per iscritto lesplicità della scelta di
superare i vincoli dellinflazione programmata sono i meccanici con la loro
piattaforma. Il Congresso Cgil ci dice che
il recupero delle quote di produttività di settore va attuato nelle forme decise dalle
categorie; in Filcea si è deciso di farlo sulla prestazione (es.: riduzione d'orario
e maggiorazioni per turnisti, tematiche che favoriscono la conoscenza / controllo dell'OdL
e danno vantaggi alle fasce più sindacalizzate, meglio del salario uguale per tutti). Con ciò si dichiara
lorganicità del coordinatore nazionale alla linea della maggioranza Filcea. Sui temi del mercato del
lavoro e dell'organizzazione del lavoro, nei rinnovi realizzati si è riusciti
a respingere le contropiattaforme delle associazioni imprenditoriali, realizzando anche
qualche piccolo risultato positivo. Si tratta ora di aprire una
discussione in Filcea per definire una linea più puntuale in materia, che innanzi tutto
cerchi di non fare male, ma inizi anche a fare bene. Se è vero anche solo in
parte quanto accennato sopra sul carattere eversivo dei provvedimenti del
Governo, è evidente che sarebbe assurdo proporsi di ribaltare un attacco di tale portata
semplicemente nei rinnovi dei CCNL.
Stupefacente chiarezza nelle indicazioni rivendicative. La stessa che ha portato il nostro coordinatore nazionale a sostenerte l'inutilità di emendamenti sulla piattaforma della Plastica in materia di lavoro precario e atipico considerati troppo rigidi e irrealizzabili nelle parti che richiedevano di ridurre le disponibilità ad un confronto sindacale solo per necessità eccezionali e temporanee. Vi è inoltre un bel dire nell'affermare di essere riusciti a respingere le contropiattaforme padronali, visto che in tutti i contratti firmati la questione è stata semplicemente rimandata a tavoli bilaterali da convocarsi successivamente alla firma del contratto.
L'intervento legislativo sui
temi del lavoro può essere contrastato innanzi tutto con iniziative politiche e
sindacali generali. Portare tre milioni di
persone in piazza a tutela dei diritti è difficile. Ancora più difficile è fare in modo
che queste stesse persone adottino nuove e coerenti pratiche vertenziali. Ci vuole tempo e
lavoro per passare dall'acquisizione concettuale di un obiettivo generale alle pratiche
concrete quotidiane vertenziali per realizzarlo. Il piano dell'iniziativa confederale non
può essere fatto coincidere automaticamente con quello contrattuale di categoria, ma non
può neanche essere considerato non interrelato. E' necessario adottare nella
contrattazione aziendale e nazionale una linea, realistica ma coerente con quella
confederale, di resistenza attiva, sui temi su cui si concentrano le
attenzioni del governo: mercato del lavoro, orari, diritti, ecc.
Tutto un giro di parole per dire Si dovrebbe .. ma, delegando ogni responsabilità al piano Confederale come se larticolazione delliniziativa categoriale non faccia parte integrante del piano confederale. Tutto ovviamente spiegato con un bel giro di parole degno del peggior realismo sindacale, giusto per giustificare il perchè si è valutato in categoria di non esporsi troppo sulla materia. Così, anche le richieste della Fiom sul lavoro precario non vengono ricondotte a quello che dovrebbe essere un impegno generale delle categorie a sostegno delliniziativa confederale ma, cone al solito, vengono ridotte a puro velleitarismo. Anche sulla contrattazione
di 2° livello non abbiamo bisogno di particolari innovazioni di linea (resta
sostanzialmente condivisibile il Documento degli Esecutivi Fulc del 28 marzo 2000 in
materia). Fa parte del patrimonio Fulc che l'unica eccezione al contratto aziendale sia la
contrattazione territoriale nei distretti di settori industriali omogenei o suppletiva
(premi sostitutivi stabiliti nel CCNL per le aziende dove non si effettua la
contrattazione aziendale). Fa parte della linea Fulc l'orientamento per il consolidamento
del salario, per indicatori del Premio di partecipazione coerenti con il concetto di
modello di sviluppo qualificato (es. no alla presenza), ecc. In realtà quello che serve e
che, quindi, dobbiamo perseguire, anche in questo caso, riguarda: in generale, le pratiche conseguenti con la
linea dichiarata e una organizzazione che le supporti e promuova (se ci fosse
l'abitudine di rendere più puntualmente conto di quanto si fa, si scoprirebbero coerenze
e incoerenze più o meno giustificabili, a tutti i livelli); in particolare, le pratiche (ma anche una adeguata
definizione di linea) sui temi del mercato del lavoro e dell'organizzazione del
lavoro.
Tutto bene quindi.
Basta stare nel solco FULC. Per il resto, tutta la questione del cosa propone larea
sul merito è ridotta solo ad alcune considerzioni di metodo. IL METODO In mancanza di una legge
sulla rappresentanza (che il Governo di centro-sinistra non ha saputo approvare) non
c'è nulla che possa garantirci da accordi separati. Ciò non toglie che sia utile cercare
di definire con le altre organizzazioni sindacali regole o procedure (come i 45 gg di
moratoria nel commercio) pur sapendo che non reggerebbero nei casi di grave divergenza. Con Cisl e Uil abbiamo
divergenze strategiche, quindi il rischio di rotture è sempre possibile, anche nella
nostra categoria. D'altra parte sarebbe stupido misurare la bontà della nostra iniziativa
semplicemente con il grado di convergenza o divergenza con Cisl e Uil. La nostra
iniziativa è buona se realizziamo i nostri obiettivi strategici, meglio ancora se
unitariamente. Mentre occorre una estrema
cautela nell'indicare, valutare e comparare il merito nelle vertenze contrattuali, perché bisogna
sempre tenere conto delle specifiche condizioni concrete, oggettive (lo stato dell'azienda
/ settore) e soggettive (i rapporti di forza, ecc.), per il metodo ciò vale solo
in parte. Le recenti esperienze
effettuate riguardo a regole, democrazia, partecipazione dei delegati e delle strutture territoriali,
possono essere utilizzate anche in altri settori. Con pratiche conseguenti si
rafforzerebbero e migliorerebbero consuetudini
virtuose che in futuro potrebbero consentire anche una ridefinizione formale (oggi
impraticabile) delle regole Fulc.
Sul metodo il coordinatore nazionale da il meglio di se stesso perchè gli permette di valorizzare il realismo del suo punto di vista. Un attegiamento che sembra lassunto di avanti piano, quasi fermi". In realtà il metodo partecipativo e democratico a cui ci si riferisce non è assolutamente praticato nè in Fulc nè all'interno dell'area programmatica di categoria. In altri termini, si tratterebbe
di definire, condividere e generalizzare pratiche standard (sia nella Fulc che nella Filcea) che per i
rinnovi dei CCNL potrebbero essere, in modo sintetico e incompleto, così esemplificate: definizione preventiva di linee guida Filcea (con
gruppi di lavoro, seminari nazionali di settore, ecc.); identificazione (formale e sostanziale) di un
gruppo dirigente allargato costituito dai delegati e funzionari che comporranno la
delegazione trattante; sull'ipotesi di piattaforma da questi definita,
ampia consultazione dei lavoratori; gestione delle trattative trasparente, con ampia
partecipazione della delegazione trattante (coinvolgimento anche tramite apposite
commissioni e gruppi di lavoro, distribuzione delle bozze di lavoro fornite dalla
controparte, riunioni frequenti); assemblee di mandato; dopo l'ipotesi di accordo, validazione con voto
certificato e pubblicizzazione del dettaglio dei risultati; se positivi, lettera alla controparte di
scioglimento della riserva sull'accordo; seminario nazionale Fulc (o Filcea) per la gestione
del CCNL firmato e per la definizione delle linee guida per la contrattazione aziendale,
con la delegazione trattante che resta operativa e titolare, per le questioni in sospeso o
che dovessero presentarsi, per i 4 anni successivi.
Molte cose ovvie, ma si
dimentica che anche la piattaforma va approvata dai lavoratori con voto certificato e
verificabile. L'ORGANIZZAZIONE DI LS FILCEA Dicevamo sopra che abbiamo
ulteriormente caratterizzato LSFilcea sulle pratiche e iniziato a costruire un gruppo
dirigente dell'area più partecipato e coeso. Dobbiamo continuare su questa strada
attuando (pur con gli impegni straordinari che abbiamo affrontato e che affronteremo) gli
orientamenti dell'Assemblea nazionale di LSFilcea del 2002: per conquistare una maggiore credibilità etica,
per realizzare una dialettica senza rotture, per attuare verifiche per tutti; per costruire un gruppo dirigente allargato e
partecipato di LSFilcea.
Della serie, chi vuole criticare il
coordinatore sta in realtà complottando qualcosa. Per il resto non si propone nulla di
veramente operativo per lorganizzazione Filcea, lasciando quindi le cose come sono,
ossia un'area programmatica di categoria allo sfascio.
|