Dieci giorni di sospensione a Fabrizio Acanfora, l’unico RSU dell’impianto che ha denunciato attraverso i media le responsabilità della dirigenza tenitaliota nei gravi disservizi che si stanno da mesi verificando a bordo treno. Fabrizio ha difeso la professionalità e l’operato di tutto il personale viaggiante e l’ingegner Rolando lo ha punito. Punirne uno per educarne cento sembra essere il motto di questa illuminata dirigenza.Educare al silenzio ed all’accettazione passiva di qualsivoglia diktat aziendale.

 

Ricordate  la lettera “Parla un ferroviere” pubblicata sul secolo XIX in data 16 luglio?

Molti di voi l’avranno certamente conservata, molti di voi hanno manifestato a Fabrizio la propria approvazione e soddisfazione per essere stati difesi e riabilitati dopo mesi di insulti continui nei confronti del personale viaggiante sulla stampa e soprattutto sui treni.

Le testimonianze raccolte tra i colleghi sono allucinanti ; personale di scorta beffeggiato da gruppi interi di viaggiatori, colleghe aggredite da pesanti offese verbali, volti sconvolti ed occhi fuori dalle orbite in discesa dai convogli incriminati.

Questi treni li conosciamo bene: 345 Basilea – Nizza, 623 Venezia – Milano; a questi pezzi unici si aggiungono l’IC notte 785, molti IC in partenza da Torino P.N.

Numerose relazioni scritte ed innumerevoli lamentele verbali invadono le scrivanie dei tutor ma forse non sono mai giunte sulla scrivania dell’ingegnere.

È provato però che in sede di trattativa le RSU abbiano paventato la possibilità di informare i media delle pesanti responsabilità in capo alla dirigenza trenitaliota rispetto alle gravi carenze del servizio in termini di sicurezza ( dotazione telefoni cellulari a tutta la squadra, gallerie attrezzate con il cavo fessurato) e comfort (aria condizionata spessissimo guasta anche su carrozze prive di finestrini). La dirigenza ha fatto spallucce di fronte alla prospettiva di finire sui giornali. Non ha fornito alcuna prova documentata rispetto all’aver avviato provvedimenti concreti. Neppure verbalmente si è assunta alcun impegno. Dell’ultima trattativa non c’è neppure uno straccio di verbale come a voler mascherare l’evidente rottura con la controparte sindacale.

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Fabrizio affronta con impegno, serietà e senso di responsabilità il ruolo di RSU; non è un figurante; c’è una vertenza aperta da quasi un anno ormai su queste problematiche, ci sono state 32 ore di sciopero, c’è l’attacco frontale al personale viaggiante su treni e giornali; e la dirigenza tace, tira un sospiro di sollievo perché il fango lo gettano su capitreno e cst non sugli ingegneri che possono continuare a godersi l’estate, le scampagnate la domenica, le grigliate al tramonto mentre nelle stesse ore il personale di bordo – in splendida solitudine lo ribadiamo – gronda di sudore insieme ai viaggiatori su vetture con l’aria condizionata guasta, prende servizio su convogli affollati all’inverosimile, si sente rispondere dai CTP territoriali che deve comunque partire per non correre il rischio di essere denunciato per interruzione di pubblico servizio. Sul treno i viaggiatori minacciano denunce se il capotreno fa partire il treno. Tra questi due fuochi il personale di scorta trova faticosamente soluzioni di compromesso, complice anche un pizzico di fortuna. Ma fino a quando ci assisterà la dea bendata? Chi cercherebbero se un attacco d’asma dovesse colpire un viaggiatore a bordo di una vettura con l’aria condizionata guasta, noi o l’ingegner Rolando?

 

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La lettera alla rubrica della signora Forti non è piaciuta perché attribuisce le responsabilità in capo ai soggetti preposti, perché dice pane al pane e vino al vino, perché dice la verità.

Nella contestazione, vergognosa ed azzardata, si nega l’evidenza e si negano i problemi che nel corso di tutta l’estate abbiamo sollevato; in particolare l’ingegner Rolando smentisce che il personale di scorta si assuma in proprio delle responsabilità.Chi altro le condivide? Non ci risulta che sul treno operino altri soggetti con le mansioni, gli obblighi e le competenze del PdB.

Gridare che il re è nudo piuttosto che ammantato di una preziosa pelliccia di ermellino, ha provocato questa reazione scomposta.Una punizione esemplare quanto ad arroganza.

Dieci giorni di sospensione come un rimprovero verbale del resto, ledono il diritto di espressione costituzionalmente garantito ed evidenziano le intenzioni di questa dirigenza. Non risolvere i problemi e scaricare tutti gli oneri sul personale viaggiante.

Nei prossimi giorni ASSEMBLEA del PERSONALE per decidere le azioni di lotta volte a sostenere Fabrizio e le nostre ragioni.

 

Collettivo Personale Viaggiante Genova

 

Genova, 18 agosto 2003