| Dal forum dei parenti dei
giovani israeliani che rifiutano la leva arriva la lettera di Matan Kaminer, attualmente
sotto processo davanti alla corte marziale, a Stephen Funk che si trova in una situazione
assai simile per aver rifiutato di dimenticare la propria coscienza e di andare a servire
nei Marines in Iraq. Commenti o domande possono
essere inviate al forum al seguente indirizzo: snehab@netvision.net.il
Dalla detenzione aperta nel campo di Tel Hashomer, Israele 12 agosto 2003 Caro Stephen, È questo quello che chiamano globalizzazione? Viviamo a distanza di mezzo mondo luno dallaltro, abbiamo vissuto vite diverse, eppure siamo entrambi nella stessa situazione: obiettori di coscienza contro guerra imperiale e occupazione, tutti e due processati questestate dalle autorità militari. Leggendo le tue affermazioni non ho potuto evitare di sorridere della sostanziale somiglianza tra le logiche militari in tutto il mondo compresa lincapacità di capire come qualcuno possa essere contrario ad una guerra al punto di rifiutare di prendervi parte uccidendo e morendo in essa. Ma ho dato per scontato che tu conosca la mia situazione. Nel caso tu non ne sappia nulla, lascia che la descriva brevemente. Sono stato richiamato per il servizio di leva nellesercito israeliano nel dicembre 2002. Dopo un anno di lavoro volontario in un movimento giovanile ebraico-arabo, avevo deciso di rifiutare di arruolarmi. Insieme ad altri giovani nella mia stessa situazione firmai la lettera dei maturandi al primo ministro Sharon e per fugare ogni ulteriore dubbio, inviai una lettera personale alle autorità militari per notificare la mia intenzione di rifiutare. Mi fecero sapere che non mi avrebbero lasciato andare: lesercito esenta solo pacifisti (almeno questo è quanto affermano) ed io non rientravo nella loro definizione di pacifista. Così allinizio di dicembre sono stato condannato tramite provvedimenti disciplinari (anche nei Marines hanno questi istituti ridicoli?) a 28 giorni in un carcere militare per tre volte consecutive. Dopo il terzo periodo di detenzione, chiesi di raggiungere il mio amico Haggai Matar che sta affrontando la corte marziale ed entro poche settimane a noi si sono aggiunti tre nostri amici Noam, Shimri e Adam. Ora siamo sotto processo e rischiamo fino a tre anni di carcere per il rifiuto di rispondere al richiamo alle armi. Conosci la storia eh? Ma non è solo quello che stanno facendo a noi ad essere simile, è quello che stanno facendo agli altri: occupare un Paese straniero e opprimere un altro popolo con la scusa di prevenire il terrorismo. Persone come te e come me sanno che questa è solo una scusa per portare avanti gli interessi economici e politici dellelite al potere. Ma non è lelite a pagarne il prezzo. La gente che paga il prezzo è a Jenin e Fallujah, a Ramallah e Baghdad, a Tikrit e Hebron. Sono i bambini iracheni e palestinesi, legati e buttati a terra faccia in giù, sotto il tiro dei fucili mentre vanno a scuola. Ma sono anche i soldati israeliani ed americani, trattati come cibo per cannoni da generali dentro ai loro uffici con laria condizionata, il cui solo modo di affrontare la situazione è la disumanizzazione prima degli stranieri dallaspetto inconsueto che li vogliono tutti morti, poi di loro stessi. Puoi chiedere ai veterani del Vietnam o anche ai nostri. Stephen, gente della nostra età dovrebbe studiare, lavorare, trasformare il mondo. Gente della nostra età dovrebbe andare alle feste ed alle manifestazioni, incontrare gente, innamorarsi e discutere di come dovrebbe essere il nostro mondo. Gente della nostra età non dovrebbe fare il bersaglio mobile, privato dei propri diritti umani e civili; non dovrebbe grugnire comandi militari, esposta a danni fisici e mentali, trascinandosi dietro M16 e coscienze sporche; non dovrebbe essere buttata dietro le sbarre per non essere disposta ad uccidere e morire. Il tuo processo inizierà presto. Il mio è già in corso e così forse posso darti qualche dritta. Guarda i giudici negli occhi. Usa ogni possibilità per spiegare perché ti trovi in quel posto. Sono umani proprio come te, ma cercano di negarlo anche a se stessi. Non lasciare che lo facciano. La guerra è merda e loro lo sanno. Dovrebbero lasciarti andare e loro lo sanno. È probabile che quando tutto questo sarà finito, noi saremo tutti e due buttati in carcere. Ci saranno momenti bui nel carcere, momenti nei quali sembrerà che il mondo fuori si sia dimenticato di noi, che quello che abbiamo fatto e rifiutato di fare è stato vano. Bene, io so cosa farò in quei momenti: penserò a te Stephen, e saprò che nulla di ciò che facciamo per lumanità sarà mai vano. Con la massima solidarietà, Matan Kaminer Dal forum dei parenti dei
giovani israeliani che rifiutano la leva arriva la lettera di Matan Kaminer, attualmente
sotto processo davanti alla corte marziale, a Stephen Funk che si trova in una situazione
assai simile per aver rifiutato di dimenticare la propria coscienza e di andare a servire
nei Marines in Iraq. Commenti o domande possono
essere inviate al forum al seguente indirizzo: snehab@netvision.net.il
Dalla detenzione aperta nel campo di Tel Hashomer, Israele 12 agosto 2003 Caro Stephen, È questo quello che chiamano globalizzazione? Viviamo a distanza di mezzo mondo luno dallaltro, abbiamo vissuto vite diverse, eppure siamo entrambi nella stessa situazione: obiettori di coscienza contro guerra imperiale e occupazione, tutti e due processati questestate dalle autorità militari. Leggendo le tue affermazioni non ho potuto evitare di sorridere della sostanziale somiglianza tra le logiche militari in tutto il mondo compresa lincapacità di capire come qualcuno possa essere contrario ad una guerra al punto di rifiutare di prendervi parte uccidendo e morendo in essa. Ma ho dato per scontato che tu conosca la mia situazione. Nel caso tu non ne sappia nulla, lascia che la descriva brevemente. Sono stato richiamato per il servizio di leva nellesercito israeliano nel dicembre 2002. Dopo un anno di lavoro volontario in un movimento giovanile ebraico-arabo, avevo deciso di rifiutare di arruolarmi. Insieme ad altri giovani nella mia stessa situazione firmai la lettera dei maturandi al primo ministro Sharon e per fugare ogni ulteriore dubbio, inviai una lettera personale alle autorità militari per notificare la mia intenzione di rifiutare. Mi fecero sapere che non mi avrebbero lasciato andare: lesercito esenta solo pacifisti (almeno questo è quanto affermano) ed io non rientravo nella loro definizione di pacifista. Così allinizio di dicembre sono stato condannato tramite provvedimenti disciplinari (anche nei Marines hanno questi istituti ridicoli?) a 28 giorni in un carcere militare per tre volte consecutive. Dopo il terzo periodo di detenzione, chiesi di raggiungere il mio amico Haggai Matar che sta affrontando la corte marziale ed entro poche settimane a noi si sono aggiunti tre nostri amici Noam, Shimri e Adam. Ora siamo sotto processo e rischiamo fino a tre anni di carcere per il rifiuto di rispondere al richiamo alle armi. Conosci la storia eh? Ma non è solo quello che stanno facendo a noi ad essere simile, è quello che stanno facendo agli altri: occupare un Paese straniero e opprimere un altro popolo con la scusa di prevenire il terrorismo. Persone come te e come me sanno che questa è solo una scusa per portare avanti gli interessi economici e politici dellelite al potere. Ma non è lelite a pagarne il prezzo. La gente che paga il prezzo è a Jenin e Fallujah, a Ramallah e Baghdad, a Tikrit e Hebron. Sono i bambini iracheni e palestinesi, legati e buttati a terra faccia in giù, sotto il tiro dei fucili mentre vanno a scuola. Ma sono anche i soldati israeliani ed americani, trattati come cibo per cannoni da generali dentro ai loro uffici con laria condizionata, il cui solo modo di affrontare la situazione è la disumanizzazione prima degli stranieri dallaspetto inconsueto che li vogliono tutti morti, poi di loro stessi. Puoi chiedere ai veterani del Vietnam o anche ai nostri. Stephen, gente della nostra età dovrebbe studiare, lavorare, trasformare il mondo. Gente della nostra età dovrebbe andare alle feste ed alle manifestazioni, incontrare gente, innamorarsi e discutere di come dovrebbe essere il nostro mondo. Gente della nostra età non dovrebbe fare il bersaglio mobile, privato dei propri diritti umani e civili; non dovrebbe grugnire comandi militari, esposta a danni fisici e mentali, trascinandosi dietro M16 e coscienze sporche; non dovrebbe essere buttata dietro le sbarre per non essere disposta ad uccidere e morire. Il tuo processo inizierà presto. Il mio è già in corso e così forse posso darti qualche dritta. Guarda i giudici negli occhi. Usa ogni possibilità per spiegare perché ti trovi in quel posto. Sono umani proprio come te, ma cercano di negarlo anche a se stessi. Non lasciare che lo facciano. La guerra è merda e loro lo sanno. Dovrebbero lasciarti andare e loro lo sanno. È probabile che quando tutto questo sarà finito, noi saremo tutti e due buttati in carcere. Ci saranno momenti bui nel carcere, momenti nei quali sembrerà che il mondo fuori si sia dimenticato di noi, che quello che abbiamo fatto e rifiutato di fare è stato vano. Bene, io so cosa farò in quei momenti: penserò a te Stephen, e saprò che nulla di ciò che facciamo per lumanità sarà mai vano. Con la massima solidarietà, Matan Kaminer |