| COMUNICATO STAMPA
Contratto metalmeccanici. Fiom: i pre-contratti sono già 27. Oltre 1.000 le vertenze aperte o in corso di preparazione. Cremaschi Lintesa separata del 7 maggio non ha alcun consenso tra i lavoratori e comincia a entrare in crisi nelle imprese
LUfficio sindacale della Fiom-Cgil, in un suo comunicato, ha reso noto un primo quadro di sintesi sullo stato delle vertenze aziendali pre-contrattuali finalizzate al rinnovo del Contratto nazionale dei metalmeccanici. Lo pubblichiamo qui di seguito corredato da una dichiarazione di Giorgio Cremaschi, il Segretario nazionale della Fiom responsabile dellUfficio. Comunicato dellUfficio sindacale Fiom-CgilLa Fiom ha assunto la decisione di proseguire la vertenza per il rinnovo del Contratto nazionale dei metalmeccanici, nelle imprese Federmeccanica e Confapi, anche con lapertura di vertenze pre-contrattuali aziendali. Tali vertenze hanno lo scopo di raggiungere accordi funzionali alla riapertura del tavolo nazionale e si sviluppano a partire da una serie di proposte - sul salario, sui diritti, sulla continuità delle parti normative del Contratto del luglio 1999 - che vengono presentate allo stesso modo in tutte le aziende interessate dalliniziativa. Accanto a questi temi, si chiede alle aziende un impegno per un accordo nazionale sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali. Infine, in diverse imprese ai temi di carattere nazionale si aggiungono problemi aziendali sulloccupazione e sulle condizioni di lavoro. Questi sono i primi dati riassuntivi sullo stato delle vertenze pre-contrattuali. Finora risulta alla Fiom che siano già stati sottoscritti 27 accordi. Essi toccano complessivamente 6.500 lavoratori metalmeccanici. Questi accordi sono stati raggiunti in aziende della cantieristica, della meccanica strumentale, della metallurgia e dellimpiantistica. Da un punto di vista territoriale, tali aziende sono collocate in Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Marche. In totale sono state finora presentate, o sono in via di presentazione, da qui ai primi di settembre, 1.003 piattaforme per altrettante vertenze pre-contrattuali. Esse riguardano complessivamente oltre 200.000 metalmeccanici. Finora, sono state coinvolte soprattutto medie aziende, ma è in fase di avvio anche la vertenzialità nei grandi gruppi. Sono già avviate le vertenze in Fincantieri, alla Marcegaglia, alla Candy, alla Europa Metalli e alla Lamborghini. Le consultazioni dei lavoratori sono già avviate alla Whirlpool e alla Zanussi e sono in preparazione alla Ferrari, in tutto il gruppo Fiat e in tutto il settore del motociclo. Si può prevedere che, entro il mese di settembre, gran parte della categoria e tutte le principali aziende saranno coinvolte nelle vertenze pre-contrattuali. La presentazione delle piattaforme avviene attraverso una capillare consultazione dei lavoratori che si esprimono con un voto, in generale di tipo referendario. Al voto partecipa, i media, la netta maggioranza dei lavoratori presenti in fabbrica mentre i Sì alle aperture dei pre-contratti si collocano tra l80 e il 90%. Così è avvenuto alla Fincantieri, dove ha partecipato al voto la maggioranza assoluta degli aventi diritto (59,21%) e dove i Sì hanno raggiunto l86,83%. Alla Fiat di Mirafiori, in particolare, la consultazione, avvenuta in preparazione delliniziativa di gruppo, ha visto ben 8.172 lavoratori partecipare al voto. I Sì sono stati 7.210, pari al 91,43% (attualmente, a Mirafiori sono presenti al lavoro circa 14.000 addetti). E veniamo adesso ai contenuti principali degli accordi realizzati. - Una premessa politica nella quale lazienda firmataria si dichiara interessata a far sì che si realizzi un Contratto nazionale firmato da tutte le organizzazioni sindacali. - Aumenti salariali che portano lincremento complessivo delle buste paga a una cifra tra i 115 e i 120 euro mensili, senza considerare alcuna quota degli aumenti come anticipo sul biennio 2005-2006. - Una una tantum più consistente di quella dellaccordo separato, fino ad un massimo, in alcuni casi, di 500 euro. - Una esplicita clausola di ultrattività del Contratto collettivo nazionale di lavoro del luglio 1999 per tutte le parti normative che non siano state esplicitamente trattate tra le parti. Ciò a tutela dei diritti dei lavoratori, in particolare rispetto alle nuove normative di legge sul mercato del lavoro e sugli orari di lavoro. - Impegni delle aziende per lassunzione dei lavoratori precari dopo un tempo massimo di permanenza nei contratti a tempo determinato o interinali. A ciò si aggiunge limpegno a una verifica, almeno tre mesi prima della scadenza, per tutti i contratti a causa mista (contratti di formazione e lavoro e apprendistato). - La conservazione dellattuale sistema di orari settimanali e, in alcuni casi, il suo miglioramento. - Ulteriori intese migliorative sullinquadramento e sulla formazione. Nelle aziende ove si stipulano le intese vengono sospesi gli scioperi articolati e il blocco dello straordinario e della flessibilità. I lavoratori di queste imprese parteciperanno invece agli scioperi nazionali della categoria come, ad esempio, a quello previsto per il 17 ottobre.
Dichiarazione di Giorgio Cremaschi,
segretario nazionale Fiom-Cgil
Sulla base dei primi dati giunti alla conoscenza del nostro Ufficio sindacale è evidente come la strategia contrattuale della Fiom non solo raccolga vasti consensi tra i lavoratori, superiori alle più ottimistiche previsioni, ma cominci anche a ottenere risultati nelle aziende. Infatti, sono diverse le imprese che si dichiarano interessate a intese pre-contrattuali e che chiedono, però, riservatezza per non subire pressioni esterne. I primi risultati e il consenso registrato nelle consultazioni dei lavoratori hanno anche determinato una crescita degli scioperi, con una diffusione di forme di lotta articolate allinterno degli stabilimenti. Da questi primi dati emerge con chiarezza come i lavoratori metalmeccanici esprimano un netto rifiuto dellintesa separata del 7 maggio e considerino sempre aperta la loro vertenza contrattuale. Dalle fabbriche ci viene un segnale preciso circa la volontà dei lavoratori di conseguire, a partire dalle aziende, risultati migliori di quelli derivanti dallintesa separata sia sul terreno salariale che su quello dei diritti. Roma, 10 luglio 2003 |