| Referendum art.18
G.P.Patta: la cultura dei diritti è radicata. 11 milioni di cittadini sono una grande
risorsa di progresso per il Paese.
Il segretario confederale della Cgil,
Gian Paolo Patta, commenta l'esito referendario: " Il referendum non è riuscito a
raggiungere il quorum anche per una politica di delegittimazione che ormai viene portata
avanti su questo istituto da più consultazioni.
In questo referendum abbiamo sommato una notevolissima disinformazione ed una indicazione
alla diserzione del voto che ha coinvolto il 90 % dei partiti politici e la maggioranza
delle organizzazioni sociali.
Nonostante questo,11 milioni di cittadini si sono recati alle urne per votare a favore di
una cultura dei diritti valida per tutto il mondo del lavoro."
Patta prosegue: "E' il risultato migliore raggiunto dai referendum sociali, superiore
anche ai no che bloccarono nel 2000 il tentativo di abrogazione dell'articolo 18.
Il dato conferma che esiste un blocco sociale favorevole ai diritti che prescinde dalle
indicazioni delle proprie organizzazioni sociali e politiche.
Questi 11 milioni di cittadini sono una risorsa per qualsiasi politica di progresso in
questo Paese. Da questi occorre partire per continuare la battaglia contro la politica di
riduzione dei diritti portata avanti da Confindustria e dal Governo e per proseguire la
battaglia contro la legge 30 e le modifiche all'articolo 18."
Infine Patta conclude: "Nonostante il mancato raggiungimento del quorum, il risultato
del referendum ci dice che 11 milioni di cittadini condividono le battaglie per la difesa
dei diritti portate avanti dalla Cgil. In particolare, non hanno ascoltato le indicazioni
per l'astensione, i cittadini di regioni come Toscana, Emilia, Umbria, maggiormente
orientate a sinistra."
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