Sindacato intercategoriale dei comitati di base                                                                   

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comunicato stampa

 

REFERENDUM ART.18:

 

D’AMATO INSULTA CHI SI E’ RECATO ALLE URNE

E IL CENTRODESTRA ORA VUOLE TUTTO

 

Dichiarazione di

LUCIANO MUHLBAUER (segr. naz. SinCobas)

 

 

Al cattivo gusto e all’arroganza non c’è proprio limite. Il presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, ritiene che l’esito del referendum sull’articolo 18 abbia fatto “giustizia” di due anni di lotte dei lavoratori italiani in difesa dei propri diritti e incolpa quei milioni di cittadini e cittadine di essere corresponsabili dell’omicidio di Marco Biagi.

 

Evidentemente, per Confindustria e Centrodestra la democrazia è un optional. Non importa che i cittadini non abbiano potuto avere informazioni serie e complete sul referendum, non importa che i sostenitori del No si siano negati ad un confronto democratico sui contenuti del quesito, preferendo la strada del non voto. Per loro la giornata odierna rappresenta il via libera per fare quello che vogliono, quando vogliono e come vogliono. E vogliono dei lavoratori senza voce e senza diritti, così come preannunciato dalla legge delega 30 e dal ddl 848bis.

 

Emerge qui in tutta chiarezza il politicismo dei dirigenti del Centrosinistra e la deriva corporativa di Cisl e Uil che avevano invocato il boicotaggio delle urne perché “nulla sarebbe cambiato”.

 

Il referendum non ha raggiunto il quorum, che anzi è lontano. Quasi il 90% degli italiani che si sono recati alle urne hanno espresso parere postivo al quesito referendario. Milioni di cittadini e cittadine, al di là dei confini dei sostenitori del Sì, hanno detto che la libertà di licenziamento è incivile. E lo hanno fatto nonostante l’oscuramento informativo e gli ordini di scuderia.

 

Questi milioni non possono essere ingnorati e non possono essere ignorati quegli altri milioni che non hanno votato, senza aver avuto la possibilità di sapere quello che era in gioco veramente. Non si illuda D’Amato, oggi noi abbiamo perso una battaglia, ma lui non ha comprato un paese intero come se fosse una scatoletta di tonno.

  

 

Milano, 16 giugno 2003 

ore 19.30

 

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