| REFERENDUM
SULLA ESTENSIONE -
Votare SI
al referendum del 15 giugno sullestensione dellArt.18 significa, in un momento
di pericoloso restringimento degli spazi di democrazia,
salvaguardare anzitutto uno strumento prezioso ed unico di partecipazione diretta dei
cittadini alla vita politica che lastensione dal voto inevitabilmente svaluterebbe. -
Votare SI
significa dare a tutti i lavoratori, anche
a quelli delle imprese con meno di 16 dipendenti, un indispensabile strumento di tutela
per rivendicare, senza tema di rappresaglia, il rispetto di eque e legali condizioni di
lavoro ed assicurare loro leffettivo esercizio dei diritti sindacali. -
Significa, ancora, ricondurre il nostro
ordinamento legislativo ad un criterio di coerenza perché il principio già vigente, per
cui un licenziamento deve sempre fondarsi su una causa giustificativa, deve implicare la
lineare conseguenza dellannullamento del licenziamento stesso ove quella causa non
sussista. -
Significa
rifiutare lidea che la reintegrazione nel posto di lavoro sia considerata, nelle
imprese con meno di 16 addetti, una misura sproporzionata e non, invece, unopportunità
di consolidamento e ampliamento delle garanzie del lavoratore. Infatti, lart. 18
rappresenta un forte elemento di dissuasione nei confronti di comportamenti prevaricanti
del datore (già ora la reintegra nel posto di lavoro opera anche nelle piccole aziende in
caso di licenziamento dovuto a discriminazioni politiche, sindacali, sessuali, religiose o
razziali). Ciò non toglie tuttavia che, se il licenziamento sia veramente dovuto a
ragioni economiche o ad un comportamento illegittimo del lavoratore, la cessazione del
rapporto avvenga senza alcun pregiudizio per limpresa. -
Significa
negare in radice il luogo comune secondo cui larticolo 18 costituisce una remora allassunzione
di nuovi lavoratori. Il vero è che le imprese, piccole o grandi che siano, assumono
personale solo se ne hanno bisogno per la loro attività economica. Altre sono le ragioni
di politica economica e industriale per le quali loccupazione ristagna: su di esse,
se mai, dovrebbe svolgersi un serio confronto scientifico e politico. -
Significa
respingere i rinnovati attacchi portati dal Governo di centro- destra, con la Legge n.30/2003 e con il disegno di legge
n.848 bis, alle garanzie già esistenti (non solo allarticolo 18) e così evitare la
complessiva frammentazione e precarizzazione dellintero mondo del lavoro. -
Significa infine aprire la via e dare un forte
impulso ai progetti di riforma, già predisposti dalle forze progressiste. Infatti, il
successo del referendum renderebbe inutili i peggioramenti di istituti (quali il
trasferimento dazienda) previsti dalla legge n. 30/2003 al fine di eludere le
garanzie dellarticolo 18 per le imprese con più di 15 addetti. Il successo del
referendum renderebbe altresì impraticabile il progetto di manomissione contenuto nel
disegno di legge n. 848-bis che prevede che non siano soggette alla tutela dellarticolo
18 le imprese di nuova costituzione o che oltrepassino con nuove assunzioni la soglia dei
15 dipendenti. Risulterebbe quindi aperta la strada affinché il Parlamento predisponga
nuovi disposti legislativi per recepire il risultato referendario in un quadro complessivo
che preveda una nuova ed organica regolazione di tutti i rapporti di lavoro fondata sulluniversalità
e leguaglianza dei diritti fondamentali del lavoro. Giorgio Ghezzi
Università di
Bologna Piergiovanni
Alleva
Università
di Ancona Amos Andreoni
Università di
Roma La Sapienza Giovanni
Naccari
Ufficio
giuridico Cgil |