CONTRATTO
SCUOLA
VISTO
CHE CONFEDERALI E SNALS SOSTENGONO CHE E COSI BUONO PERCHE NON VOGLIONO
SOTTOPORLO AL VOTO DI DOCENTI E ATA?
A oltre 16 mesi
dalla scadenza dello scorso contratto e dopo numerosi scioperi finalmente il contratto.
Tutto bene? Niente affatto.
Gli aumenti contrattuali recuperano solo parte dellerosione salariale subita in
questi anni dalle lavoratrici e dai lavoratori della scuola e per giunta questi aumenti
sono finanziati con i tagli agli organici e quindi con il passaggio di migliaia di precari
dallincertezza della condizione lavorativa alla certezza della disoccupazione. Le
trionfanti dichiarazioni dei firmatari che parlano di scelte contrattuali innovative non
sono che il solito fumo negli occhi. GLI
AUMENTI Le
cifre di aumento medio sparate dalle agenzie di stampa non significano nulla. Cosa può
valere la media di 147 euro lordi di aumento, che già sono poca cosa, per
un collaboratore scolastico che, tabelle alla mano, prenderà in realtà 61 euro lordi in
più alla fine della vigenza del contratto? In pratica al netto circa 40 euro! LA PARTE NORMATIVAMentre
i docenti dovranno vedersela con listituzione di una commissione che, qualora
sussistano le risorse, elaborerà non ben precisati meccanismi di carriera
professionale che evocano una riedizione del concorsone, per gli ATA nessuna risposta su
questioni di cui da tempo si attendeva una definizione: percorsi di carriera certi
attraverso il riconoscimento delle mansioni di maggiore contenuto professionale che già
stanno svolgendo, mensa, indennità di turno, riconoscimento ai fini economici dellanzianità
di servizio per il personale proveniente dagli enti locali che si vedrà costretto ancora
a frequentare le aule dei tribunali per ottenere ciò che, in barba alla legge, viene loro
negato dal famigerato accordo sindacale del luglio 2002. Cosa dire poi
dello stravolgimento delle mansioni del personale ATA con la creazione delle Aree? Lesempio
dei collaboratori scolastici è illuminante al riguardo. LA PAROLA ALLE
ASSEMBLEE, DOVE CI SARANNO. MA IL VOTO? Il
direttivo nazionale della CGIL scuola ha approvato un documento in cui dichiara che,
siccome non è stato trovato un accordo a livello di vertice tra i vari sindacati
che hanno firmato il contratto su come consultare il personale cui verrà applicato, la
CGIL farà votare i propri iscritti. Un vero colpo di reni che farà trasalire
CISL, UIL e SNALS che questa tesi stanno
sostenendo da anni e che nel tempo si è contratta nella nuova formula: basta il
pronunciamento degli organismi dirigenti. Cosa
potranno pensare i metalmeccanici della FIOM e del SinCobas
che proprio in queste settimane hanno proclamato numerose ore di sciopero per affermare
il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a votare sugli accordi sottoscritti dai
vertici nazionali? Il
SINCOBAS ritiene indecente la decisione della CGIL SCUOLA
che finge di adeguarsi alle posizioni di CISL, UIL e SNALS che, in realtà, ha fatto
proprie da tempo: da quanto, al di là dei proclami formali, le lavoratrici e i lavoratori
della scuola non decidono cosa chiedere nelle piattaforme per il rinnovo contrattuale
oltre che sugli accordi siglati? La decisione, oggi esplicitamente assunta, in un colpo
solo si finisce per tagliare le gambe ai metalmeccanici e affermare il principio
autoritario per cui sui contratti non sono le lavoratrici e i lavoratori tutti
a decidere. E tutto ciò proprio nella scuola, luogo per eccellenza dove democrazia e
partecipazione dovrebbe essere il pane quotidiano. Ma allipocrisia non cè
limite. Sentite
cosa è riuscita a dichiarare a questo proposito Daniela Colturani (Segreteria nazionale
CISL scuola): con
la firma di questo contratto il
personale della scuola vede legittimamente riconosciuti quegli spazi di
democrazia partecipata che deve continuare a connotare la vita della scuola
dell'autonomia. Ma
che idea ha della democrazia e della partecipazione questa signora?
S.in.Cobas
Milano, 24 maggio 2003
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