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URGENTISSIMO Roma 20 maggio 2003
a tutte le strutture Cgi
VI INVIAMO IL TESTO DEFINITIVO DEL VOLANTONE DA UTILIZZARE PER LA CAMPAGNA REFERENDARIA 1 Il Dipartimento Organizzazione Il
15 e il 16 giugno la Cgil per il sì Domenica 15 e lunedì 16 giugno si vota per il referendum indetto per estendere larticolo 18 ai lavoratori e alle lavoratrici delle imprese con meno di 16 dipendenti. La Cgil invita tutti - lavoratori, pensionati, cittadini, giovani - a votare sì. Un sì per le riforme e per i diritti. La Cgil ha
espresso, già dal momento della raccolta delle firme, un giudizio critico sullutilizzo
del referendum come strumento per allargare i diritti, privilegiando la strada delle
riforme. Ma oggi il referendum cè e bisogna farci i conti, anche se non è il
referendum della Cgil. E
importante votare, per dare forza a unidea di partecipazione che oggi è in crisi.
Ed è importante votare sì. Perché il referendum estende i diritti di chi lavora nelle
imprese più piccole. Perché la vittoria del sì avrebbe effetti positivi e diretti sulla
difesa dellarticolo 18 dallattacco di governo e Confindustria. Perché la
vittoria del no chiuderebbe ogni spazio alla battaglia per estendere i diritti: la
battaglia della Cgil. Una battaglia
che non si esaurisce il 15 giugno. La Cgil,
che è in campo da subito in modo autonomo sulle sue quattro proposte di legge di
iniziativa popolare che sono state supportate da oltre 5 milioni di firme, continuerà la
sua iniziativa fin dal giorno successivo al referendum. Sì
sulla strada delle riforme
Per
la Cgil la strada è quella delle riforme
La Cgil ha
espresso un giudizio critico sulla scelta di indire questo referendum già un anno fa. La
via referendaria, efficace per abrogare norme ingiuste, non è quella migliore per
battaglie di carattere propositivo. In più, la scelta del referendum può creare problemi
alla tenuta di un fronte sociale più articolato e vasto, come quello che si è
consolidato sulle lotte del 2002 e del 2003, sulle parole dordine, lanciate dalla
Cgil, dellestensione di diritti e tutele. L'istituto
referendario, come dimostrano gli esiti delle ultime votazioni, attraversa una crisi di
partecipazione evidente e deve essere riformato. Abbiamo
sempre detto che la via maestra sono e restano le leggi. Il contenuto delle riforme
legislative, quelle sostenute dagli oltre 5 milioni di firme e approdate in Parlamento, ha
per la Cgil valore strategico. Il paese ha
bisogno che si arrivi in tempi rapidi alla riforma degli ammortizzatori sociali, allestensione
dei diritti all'universo delle collaborazioni coordinate e continuative e ai lavoratori
dellimpresa minore e a una riforma del processo del lavoro. Tanto più oggi che la
crisi rende sempre più incerto il futuro di milioni di persone. Quella della
Cgil non era né è una scelta tattica e resta, perciò, la scelta primaria e
fondamentale. La campagna per il referendum dovrà essere loccasione per fare
conoscere sempre meglio i contenuti delle nostre proposte e per far crescere attorno ad
esse il consenso dei lavoratori e dei cittadini Ma
adesso il referendum cè
D'altra parte
oggi non ha più senso discutere in astratto e ci si deve confrontare con la realtà di un
referendum i cui risultati riguarderanno
anche la Cgil, la sua strategia e le persone
che essa rappresenta. Quello del 15
giugno è un appuntamento importante per dare un segnale contro lattacco del governo
ai diritti del lavoro: la legge 30 sul mercato del lavoro apre varchi alla riduzione di
fatto dei diritti fondamentali, compreso l'articolo 18. La vittoria del sì
rappresenterebbe una battuta darresto importante. Va anche detto
che, se dalle urne il 15 giugno uscisse un risultato negativo, si ridurrebbero
oggettivamente gli spazi per quella politica di espansione dei diritti e delle tutele che
la Cgil vuole perseguire con coerenza e con decisione. E
importante votare Quello della
partecipazione è un valore forte nella cultura della Cgil. Che, come organizzazione, non
ha mai invitato a disertare le urne. Neppure quando, come nei referendum indetti nel 2000
dal Partito radicale, fare mancare il quorum sarebbe stata la difesa tatticamente più
efficace. E invece venne scelta la strada del confronto aperto e della battaglia delle
idee. Daltro canto, unastensione collettiva e organizzata potrebbe togliere
efficacia alla scelta di quei cittadini che si recheranno alle urne per esercitare il loro
diritto. Il referendum
è uno strumento di democrazia diretta, di partecipazione. In questo momento di sofferenza
democratica, si deve levare forte la voce di chi difende le istituzioni. Per questo è
importante votare, anche il 15 giugno. Per questo la Cgil ha deciso di stare in campo con
le sue idee e con le sue proposte. Quattro
ragioni per votare sì
La Cgil sta al
merito e guarda al futuro. - Il referendum
rafforza il diritto a non essere licenziati senza giusta causa. E lavoratori, donne,
giovani meno ricattabili possono rivendicare condizioni di lavoro più sicure, con più
qualità, per sé e per tutti. - La vittoria
del sì avrebbe effetti positivi anche sulla difesa dei diritti attuali, rendendo ad
esempio più difficile la modifica dellarticolo 18 voluta da governo e Confindustria
con il Patto per lItalia. -
La battaglia della Cgil ha bisogno delle persone in carne e ossa che voteranno sì a
questo referendum: non si può non tener conto di quello che sentono e vogliono le persone
che chiedono di essere rappresentate dalla Cgil. - La vittoria
del no complicherebbe enormemente per il futuro ogni battaglia per estendere tutele e
diritti. La
battaglia per i diritti e le riforme continua
La Cgil è in campo per un sì per i diritti e
per le riforme. Perché, proprio per la parzialità delle risposte che lo strumento
referendario può dare, la battaglia sulla quale la Confederazione ha raccolto oltre 5
milioni di firme non si esaurisce il 15 giugno. Sappiamo che è un impegno di lungo
periodo e che deve scontare atteggiamenti ostili da parte delle forze imprenditoriali e
dellattuale maggioranza di governo. Ma il nostro
paese ha bisogno di una vera riforma degli ammortizzatori sociali, che aiuti chi lavora
attraverso un sostegno adeguato al reddito, nei momenti di crisi aziendale, e con processi
veri di formazione lungo tutto larco della vita. E ha bisogno anche di estendere
diritti e tutele a chi oggi ne è privo. Ai
tanti giovani, ragazzi e ragazze, collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori
delle piccole e piccolissime imprese che
sono stati con la Cgil nelle battaglie dellultimo anno, vogliamo lanciare un
messaggio forte: la Cgil condivide le vostre aspirazioni e i vostri sentimenti e vuol fare
insieme a voi un percorso che
consenta, con lapprovazione delle proposte di legge presentate dalla Cgil, di dare
gli stessi diritti del lavoro dipendente a chi oggi ne è escluso. Insieme si può. |