| Caro
Gianpaolo, abbiamo
letto con una certa meraviglia la tua nota del 14 maggio nella quale comunicavi, al
Segretario generale della CGIL e al Presidente del Comitato nazionale per il Sì, luscita
della nostra area da questultimo Comitato. Si tratta di una decisione di grande
rilievo della quale però ci risultano fortemente oscure le motivazioni. Certamente la nostra uscita dai comitati per il Sì non può basarsi su una assunzione da parte nostra delle critiche riconfermate da Guglielmo Epifani alla promozione del referendum; si tratta infatti di critiche certamente legittime ma altrettanto certamente da te e da tutte/i noi non condivise. Né può trattarsi di una assunzione della campagna che la CGIL avvierà a favore del Sì come di una iniziativa sostitutiva di quella dei Comitati. Al contrario, la decisione del Direttivo confederale del 6-7 maggio va vista come uno straordinario valore aggiunto che, pur nella autonomia della campagna che la nostra Confederazione farà (come peraltro è autonoma la campagna di tutte le altre organizzazioni e associazioni che pure partecipano al Comitato), deve rafforzare e non dividere il fronte del Sì. Anzi, la presenza nostra e della Fiom nei Comitati poteva e doveva svolgere un preziosissimo ruolo di collegamento tra la campagna autonoma della CGIL e quella unitaria dei Comitati. Questo tanto più nel momento in cui la scesa in campo della CGIL, ma anche il parallelo rafforzamento dello schieramento astensionista, rendono cruciale la battaglia per il raggiungimento del quorum. Inoltre
ci sembra che questa scelta potrebbe rischiare di lasciare da sola, anche su questo
terreno, la Fiom. Questa
decisione, proprio perché esporrà il nostro quadro diffuso, che è presente nei comitati
unitari per il Sì, dai luoghi di lavoro ai territori ai Comitati regionali, a numerose
critiche (fondate o strumentali che siano), avrebbe dovuto perlomeno essere presa dopo un
attento esame collettivo di area. Ti
chiediamo perciò di sospendere tale decisione di uscita dai Comitati che, non solo
personalmente ma anche collettivamente come compagne/i impegnati nellarea da te
coordinata, non ci sentiamo né di condividere né di praticare. Claudio
Avvisati (Filcea - Direttivo CGIL Roma e Lazio) Fabrizio
Burattini (Direttivo CGIL Roma e Lazio) Fiorella
Fiordelli (coordinatrice area Lavoro Società Roma Sud) Bianca
Gennaro (segretaria regionale CGIL Scuola Roma e Lazio) Raffaele
Miglietta (segretario generale della CGIL Scuola di Frosinone) Stefano
Paglia (Fisac - ispettore CGIL Roma e Lazio) Barbara
Pettine (segretaria Fiom CGIL Roma Sud) Luciano
Piperno (Comm. Garanzia CGIL Roma e Lazio) Angela
Ronga (segretaria regionale FP CGIL Roma e Lazio) Gennaro
Spigola (segretario regionale Filt CGIL Roma e Lazio) Massimo
Terracciano (coordinatore provinciale area LS Frosinone) Rosy
Tomassi (coordinatrice area Lavoro Società Roma Est) Cesare
Ventrone (Filcams - Direttivo CGIL Roma e Lazio) |