| AL REFERENDUM ART.18 VOTIAMO SI' - STESSO LAVORO STESSI
DIRITTI PER UNA SOCIETA PIU GIUSTA A Giugno
2003 gli italiani saranno chiamati a decidere (con il loro voto) se le tutele contro i
licenziamenti senza giusta causa e senza giustificato motivo debbono essere estese a tutte
le lavoratrici e lavoratori dipendenti. La vittoria del SI al Referendum
produrrà lestensione del diritto alla reintegrazione sul posto di lavoro in caso di
licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo con sentenza del giudice, che oggi
la legge riconosce soltanto alle lavoratrici ed ai lavoratori delle aziende con più di 15
dipendenti. Oggi
questa tutela riguarda solo una minoranza di lavoratrici e lavoratori dipendenti, il 64 %
dei lavoratori ne sono privi anche per effetto delle nuove forme di assunzione: co.co.co.,
interinale, ecc.ecc.- e questo determina una condizione evidente di disparità e di
ingiustizia. Estendere
larticolo 18 vuol dire estendere la nostra Costituzione e larticolo 30 della
Carta europea dei diritti fondamentali su una questione che tocca dignità, sicurezza sul
posto di lavoro e libertà dei lavoratori. Nonostante le straordinarie mobilitazioni
contro lattacco allarticolo 18, per i diritti, per la giustizia che hanno
segnato il 2002, il Governo non ha abbandonato i suoi obiettivi: il Parlamento ha
approvato le deleghe della legge 848 che rendono definitiva la precarietà del lavoro. Il
mercato globale ha reso strutturale il ricorso alla dequalificazione sociale del lavoro
come strumento fondamentale della competizione e questo processo si fonda essenzialmente
sul radicale stravolgimento dellimpianto di diritti e tutele costruito in un secolo
di conflitto sociale. Cè quindi un nesso tra neoliberismo e guerra preventiva: la
flessibilità del lavoro, la riduzione dei diritti sociali non è solo il costo ma è
anche una delle due gambe su cui cammina il processo di globalizzazione del mercato e di
controllo delle risorse. La
libertà di licenziamento è un tratto di barbarie sociale, perché fonda i rapporti
sociali sullarbitrio e nega i principi costituzionali di difesa dei soggetti più
deboli e ha ricadute sostanziali su diritti fondamentali quali la libertà di pensiero, di
espressione, di adesione a partiti politici, a formazioni sindacali, su ogni altra forma
di tutela e su ogni altro diritto di fonte contrattuale e legale. I sottoscritti delegati e delegate e della RSU Italtractor ITM, nel condividere le ragioni dei promotori di questo Referendum, costituiscono allinterno dellAzienda un COMITATO PER LA PROMOZIONE DEL SI al referendum per lestensione dellart.18 della Legge 300 (Statuto dei lavoratori). I Promotori: Errichiello Gerardo, Maria Tempesta, Fethi Ben Dhifallah, Vanni Cancello, Guido Cavicchi,
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