| Comunicato-stampa
Altro che stipendio europeo: mentre si attua, o si prepara, il taglio di decine di
migliaia di posti di lavoro, il contratto-scuola, firmato oggi da Cgil, Cisl, Uil e Snals,
offre una miserabile mancia a quei docenti ed Ata che avranno la "fortuna" di
conservare il posto.
In attesa di verificare le modifiche (in genere
peggiorative) della parte normativa, è già chiaro che le promesse sbandierate ai quattro
venti di un "contratto di svolta", che avrebbe dato ai lavoratori/trici della
scuola uno "stipendio europeo" si sono rivelate una truffa colossale.
Gli aumenti per la categoria, in paga-base, medi e a
regime, sono, al netto di tasse e trattenute, intorno ai 60 euro, pari a poco più del 5%
biennale: dunque, viene a malapena coperta linflazione "ufficiale", che
però è notoriamente ben più bassa di quella reale.
Una parte degli aumenti dei docenti verrà inserita nella
"retribuzione professionale docente", unindennità fuori dalla paga-base,
non pensionabile e non presente nella tredicesima; unaltra parte finirà nel
calderone del "fondo dellistituzione" (cioè del fondo delle singole
scuole) che verrà ampliato per ingigantire "lincentivazione", ossia la
concorrenza tra lavoratori/trici nella logica della scuola-azienda.
Tutto questo accade mentre nelle scuole il governo sta
realizzando, o preparando, il più selvaggio massacro di sempre di posti di lavoro, con
migliaia di colleghi/e che in questi giorni perdono posto a causa dellapplicazione
"violenta" della Finanziaria, con il passaggio, nelle superiori, di tutte le
cattedre a 18 ore frontali e con leliminazione dellorganico funzionale; mentre
Moratti cerca di avviare la controriforma nelle elementari e nelle medie già dal prossimo
settembre, cancellando tempo pieno e prolungato e riducendo del 10% lorario
generale: il che provocherebbe l'eliminazione di circa 56 mila posti di lavoro in due
anni.
Dunque, il governo, mentre con una mano impone, attraverso
il taglio della scolarità pubblica e dei posti di lavoro, un risparmio colossale sulla
pelle di decine di migliaia di docenti ed Ata e dei diritti dei cittadini ad avere una
buona scuola pubblica, con laltra mano elargisce una mancia insultante, in
sostituzione dello stipendio europeo, a chi resterà nella scuola.
I firmatari del contratto-miseria devono almeno avere il
coraggio di sottoporre il contratto stesso allapprovazione referendaria di docenti
ed Ata. In particolare la Cgil, che in questi ultimi mesi, a partire dalla rottura con
Cisl e Uil sul Patto per lItalia e sul contratto dei metalmeccanici, ha
ripetutamente avanzato la richiesta di referendum vincolanti per validare i contratti e i
"patti", dovrebbe coerentemente concordare con noi sulla proposta di un
referendum anche per la scuola, che consenta a tutti/e di verificare se docenti ed Ata
ritengono accettabile o meno il contratto-miseria appena firmato.
Piero Bernocchi portavoce nazionale Cobas scuola
Roma, 16 maggio 2003 |