| Intervento, a nome del coordinamento RSU e gruppo ZASTAVA Trieste, svolto da Gilberto Vlaic di ZASTAVATrieste allassemblea dei lavoratori della Zastava di Kragujevac il 11 maggio 2003 in occasione della consegna delle adozioni a distanza raccolte a favore delle famiglie dei lavoratori tuttora senza lavoro e senza salario a causa dei bombardamenti delle fabbriche della Jugoslavia. Care bambine, cari bambini, a voi, ai
vostri genitori, a tutti i lavoratori della Zastava porto il piu caloroso saluto di
tante famiglie italiane, di tanti lavoratori che si sentono vostri fratelli e che
esprimono, con questa solidarieta materiale, uno degli esempi piu belli e
significativi della solidarieta internazionalista e dellamicizia tra
lavoratori di paesi diversi, uno dei migliori esempi della fraternita tra i popoli. Oggi portiamo con noi piu di 70
adozioni provenienti da tutta Italia: dalla Sicilia al Piemonte, dalla Toscana al Friuli,
dallAbruzzo alla Lombardia; di queste ben 12 sono nuove, a riprova del fatto che
molti lavoratori, molti cittadini italiani non hanno dimenticato e non dimenticheranno mai
che quattro anni fa lItalia, insieme agli altri paesi della NATO, aggrediva
brutalmente la Repubblica Federale di Jugoslavia. Tre di queste adozioni nuove mi sono
state consegnate domenica scorsa, giorno del mio compleanno. Voglio dirvi che non avevo mai
ricevuto regalo piu bello. A questo proposito la breve visita di
Rajka e Milja a Brescia e a Trieste a metaaprile scorso e stata di grandissimo
aiuto. Noi dovevamo venire tra voi alla fine di marzo, ma gli avvenimenti recenti accaduti nel vostro Paese ci hanno obbligato a cambiare la data. Dopo linvenzione dellingerenza umanitaria, nome scelto per coprire la piu classica delle aggressioni imperialiste, e stato usato il nome di guerra preventiva per massacrare un altro popolo. Anche in Iraq la guerra e servita a mettere le mani sulle risorse di un territorio, a determinare il controllo militare su unarea geografica strategica del Medio Oriente. Il movimento di opposizione alla guerra e stato ed e enorme in tutto il mondo. Il 15 febbraio scorso decine di milioni di persone in tutto il mondo hanno partecipato alle piu imponenti manifestazioni di massa che si siano mai tenute; a Roma eravamo in tre milioni, e si e sentita anche la voce dei lavoratori jugoslavi. Probabilmente questo movimento cosi grande e senza confini e riuscito a ritardare linizio dellaggressione e forse a limitare i lutti e le devastazioni sofferte dal popolo iracheno. Ora gli Stati Uniti dichiarano conclusa la guerra e annunciano trionfanti di aver portato liberta e democrazia al popolo iracheno. La liberta di morire per mancanza di cibo, di acqua, di medicine, di lavoro. Questa e la liberta e la democrazia di chi si e dichiarato padrone dei destini del mondo. Non siamo riusciti a fermare questa guerra ma non per questo dobbiamo arrenderci. In Italia, oltre a partecipare alle manifestazioni di piazza, per esprimere il proprio rifiuto della guerra moltissimi cittadini italiani hanno esposto alle finestre delle loro case le bandiere della pace; sono centinaia di migliaia e continuano a essere esposte, segno che nessuno crede che la guerra sia terminata. E del resto gia si fanno i nomi di quei popoli che dovranno essere sottoposti alle amichevoli cure americane e inglesi e degli altri stati che si sono associati a loro in questa terribile guerra infinita. In questo quadro non si collocano soltanto le accuse alla Siria, i duri moniti rivolti allIran affinché desista da qualsiasi interferenza nelle relazioni tra le diverse componenti religiose presenti in Iraq, le ricorrenti minacce alla Corea del Nord, ma anche la campagna di aggressione puntualmente scatenata contro Cuba e contro i paesi dellAmerica latina, senza dimenticare il popolo palestinese, massacrato da decenni dallimperialismo israeliano. Come lavoratori dobbiamo essere assolutamente contrari a queste guerre imperialiste, e dobbiamo opporci con tutte le nostre forze ad esse, non solo perche la guerra porta lutti e distruzioni, ma perche sono assolutamente contro i nostri interessi come classe sociale. Gli interessi di chi vuole un lavoro normale, listruzione e la sanita pubblica per tutti, case riscaldate e decorose, giuste pensioni per gli anziani; una vita dove i giovani possano crescere, istruirsi e lavorare nella propria terra, e non diventare servi o forza lavoro a basso costo del capitale occidentale. Larma piu forte che
abbiamo in mano e la solidarieta internazionalista dei lavoratori. Il nostro mondo non è quello dei ricchi e dei governi, il mondo che vogliamo noi è quello basato sullamicizia dei suoi popoli. Poche parole sulla situazione del mio
Paese. Stiamo assistendo ad una progressiva
fascistizzazione morbida dellItalia, che magari non ha i tratti
quotidiani della brutalita del fascismo classico, ma che mette a serio rischio i
diritti politici e gli interessi materiali dei lavoratori. Ne potrebbe essere
altrimenti, visto che gli eredi diretti del fascismo sono oggi al governo nel nostro
paese, insieme alla destra piu razzista e ultra-liberista. La magistratura e nel mirino
del Governo, visto che ha osato sottoporre a giudizio per corruzione il capo del governo e
alcuni suoi amici, con il rischio reale per la magistratura di perdere la sua
indipendenza. Si tenta inoltre di imbavagliare la stampa e la televisione. I diritti acquisiti dai lavoratori sono sottoposti ad un fortissimo attacco specie per quanto riguarda le tutele contro i licenziamenti senza giusta causa; a questo stiamo rispondendo proponendo lestensione a tutti i lavoratori dei diritti posseduti da quelli che lavorano in aziende con piu di 15 dipendenti. Su questo argomento si terra un referendum popolare il 15 di giugno prossimo. Il rinnovo del contratto di lavoro nazionale dei metalmeccanici e stato firmato due giorni fa, senza la partecipazione della FIOM-CGIL, che e il sindacato assolutamente maggioritario in questa categoria. I due sindacati minoritari che lo hanno firmato si rifiutano di sottoporlo a referendum tra tutti i lavoratori; in questa maniera salta il rapporto democratico tra lavoratori e loro rappresentanti. Torno ora alla nostra assemblea. Nel viaggio dello scorso dicembre vi
avevo parlato delliniziativa Non bombe, ma solo caramelleche abbiamo lanciato tra gli studenti
delle scuole elementari in Italia. Si tratta di un progetto in cui i
bambini sono chiamati a esprimere il loro rifiuto alla guerra, con la loro sensibilita
di bambini, attraverso scritti, disegni canzoni. E chiediamo loro di non fermarsi qui, ma
di stabilire rapporti di gemellaggio con altre classi scolastiche nei Paesi che hanno
purtoppo conosciuto la devastazione dellaggressione imperialista. Ricordo che il titolo di questa
manifestazione e stato tratto da una lettera inviataci da una bambina di Kragujevac. Ebbene,
il progetto e arrivato nella sua fase operativa; il prossimo 16 giugno in un grande
teatro di Roma alcune centinaia di bambini di molte scuole elementari, provenienti da
tutta Italia, daranno vita alla manifestazione finale.
Voi
sarete presenti con un filmato che sara proiettato allinizio.
Termino rivolgendomi come al solito
alle ragazze e ai ragazzi che tra poco riceveranno le quote dei loro amici italiani; vi
rinnovo caldamente linvito a scrivere alle famiglie italiane perche una sola
vostra lettera serve piu di mille dei nostri discorsi. SVE VAS VOLIM
Kragujevac,
11 maggio 2003 |