| Iraq: la prova generale.
Ramachandran: Laggressione allIraq rappresenta una continuazione o una svolta nella linea di condotta degli Stati Uniti degli ultimi anni? Chomsky:
Rappresenta una nuova fase significativa. Nonostante non sia senza precedenti, rappresenta
ugualmente una novità. Deve essere vista come una prova generale. LIraq viene visto
come obiettivo estremamente facile e senza difese. Hanno previsto, forse a ragione, che la
società crollerà, che i soldati passeranno e che gli Stati Uniti avranno il controllo e
vi stabiliranno basi militari e un regime di loro gradimento. In seguito si dedicheranno
ai "casi" più difficili. Il prossimo potrebbe essere nella regione andina, in
Iran o in altri paesi.
Ramachandran: Anche il fatto che gli Stati Uniti non siano riusciti a trascinare altri con loro, rappresenta una nuova fase? Chomsky: No, questa non è una novità. Nel caso della guerra in Vietnam, per esempio, gli Stati Uniti non tentarono nemmeno di avere lappoggio internazionale. Ciò nonostante hai ragione a sottolineare la particolarità di questo caso: si tratta di un caso nel quale gli Stati Uniti erano costretti, per ragioni politiche, e a tentare di convincere il mondo ad accettare la loro posizione e non ne sono stati capaci. Questo rappresenta una novità, perché, in altri casi il mondo è capitolato.
Ramachandran: Questo rappresenta anche un "fallimento diplomatico" o la ridefinizione stessa del significato di diplomazia? Chomsky:
Non la definirei diplomazia per niente, semmai un fallimento nellopera di
coercizione. Raffrontiamola con la prima Guerra del Golfo. In quel caso gli Stati Uniti
obbligarono il Consiglio di sicurezza ad accettare la loro posizione, anche se buona parte
del mondo si opponeva. La Nato andò avanti e lunico Paese che si oppose
allinterno del Consiglio, lo Yemen, venne severamente punito. In ogni sistema legale
legittimo, le imposizioni coercitive non sono considerate valide, ma negli affari
internazionali regolati dalla potenza le imposizioni coercitive vengono chiamate
diplomazia. Ma in questo caso è interessante notare come la coercizione non abbia avuto
successo. Ci sono stati Paesi, la maggioranza, che hanno mantenuto caparbiamente la loro
posizione che peraltro rappresentava quella della maggioranza delle loro popolazioni. Il
caso più drammatico è quello della Turchia, un Paese vulnerabile alle ritorsioni
americane. Nonostante questo il nuovo governo, con la sorpresa di tutti e ha mantenuto il
diniego alluso delle basi appoggiata nella sua scelta dal 90% della sua popolazione.
Ramachandran: Lidea che lIraq rappresenti un pericolo immediato non ha nessun fondamento Chomsky: Nessuno da credito a queste accuse, fatta eccezione per il popolo americano. Negli ultimi mesi cè stata una spettacolare escalation nella propaganda dei media governativi il cui effetto non ha tardato a pesare nei sondaggi dopinione. I sondaggi dimostrano come lappoggio alla guerra sia più alto negli Stati Uniti rispetto a qualunque altro paese, ma questo è fuorviante, se non si tiene conto che la situazione negli Stati Uniti è uneccezione allinterno del mondo. Dal settembre 2002 gli Stati Uniti sono lunico Paese nel quale il 60% della popolazione sia convinta che lIraq rappresenti un pericolo immediato, qualcosa che nemmeno in Kuwait o in Iran viene creduto. Inoltre circa il 50% della popolazione americana è ora convinta che lIraq sia responsabile dellattacco al World Trade Center. Questo dal settembre 2002. In fatti, dopo lattacco dell11 settembre la cifra non superava il 3%. La propaganda dei media di governo ha fatto il resto. Ora se la gente è ingenuamente convinta che lIraq sia il responsabile del più grande attacco agli Stati Uniti e trama per ripetere azioni di questo tipo, è ovvio che la essa appoggi lattacco. Questo, come ho detto, è successo dopo il settembre 2002, quando la campagna dei media governativi ha avuto inizio, guarda caso in occasione della campagna elettorale di metà mandato. Lamministrazione Bush sarebbe stata schiacciata nelle elezioni se si fossero messe in discussione le questioni sociali e politiche, si è invece preferito trattare i temi della sicurezza così gente si è affollata sotto lombrello del potere. Questo è lo stesso modo con il quale venne condotto il Paese negli anni Ottanta. Ricordiamoci che si tratta degli stessi personaggi presenti nelle amministrazioni Reagan e Bush senior. Negli anni Ottanta praticarono politiche interne dannose al popolo, che come dimostravano i sondaggi, erano fortemente contestate. Ma hanno fatto in modo di mantenere il controllo facendo leva sulle paure della gente. Così si cominciò a fare credere che lesercito del Nicaragua era a due giorni di marcia dal Texas e pronto a invadere gli Stati Uniti e che le basi aeree di Granada sarebbero state quelle da cui i russi ci avrebbero bombardato. Sommersi da ridicolaggini in continuazione. Lamministrazione Reagan dichiarò un allarme nazionale nel 1985 per ragioni di sicurezza a causa del pericolo che poteva rappresentare il Nicaragua. Se qualcuno ci avesse da Marte si sarebbe messo a ridere o forse a piangere. Stanno facendo esattamente la stesa cosa oggi, e faranno probabilmente qualcosa di simile durante la prossima campagna elettorale. Ci sarà un altro "drago da combattere", perché se lammnistrazione lasciasse spazio alle vicende interne si troverebbe in grossi guai.
Ramachandran: Hai scritto che questa guerra di aggressione avrà gravi ripercussioni sul terrorismo internazionale e sulla paura di una guerra nucleare. Chomsky: Non posso rivendicare loriginalità di quellopinione. Cito semplicemente fonti CIA e altri servizi servizi e quelle di qualunque specialista di politica internazionale e terrorismo. Il Ministero degli esteri, quello degli interni, lAmerican Academy of Arts and Science, e lHart-Rudman Commision che si occupa di possibili attacchi terroristici verso gli Stati Uniti, sono tutti daccordo nel ritenere che tutto questo aumenterà il terrorismo e la proliferazione armi di distruzione di massa. Per due semplici ragioni: per vendetta e per difesa. Non cè altro modo per proteggersi dagli attacchi americani. Gli Stati Uniti stanno mettendo le cose in chiaro insegnando al mondo una orribile lezione. Facciamo un raffronto tra Corea del Nord e Iraq. LIraq è senza difese e debole, il regime militarmente più debole della regione e anche se è governato da un mostro, non fa paura a nessuno. La Corea del Nord invece fa paura e non viene attaccata per una semplice ragione: ha i propri cannoni puntati su Seul, e se gli Stati Uniti attaccassero è in grado di cancellare metà della Corea del Sud. Dunque gli Stati Uniti stanno nei fatti dicendo al resto del mondo: se siete senza difese, vi attaccheremo quando vogliamo, ma se avete un deterrente, ci terremo lontani, perché attacchiamo solo obiettivi senza difese. In altre parole sta dicendo ai Paesi che è meglio che sviluppino una rete terroristica e armi di distruzione di massa o qualche altro deterrente credibile, altrimenti saranno vulnerabili alla "guerra preventiva". Già solo per questa ragione questa guerra porterà ad un incremento del terrorismo e delle armi di distruzione di massa.
Ramachandran: Come credi che gli Stati Uniti affronteranno le conseguenze umane e umanitarie della guerra? Chomsky: Nessuno può saperlo, naturalmente. Ecco perché la gente onesta e decente non si affida alla violenza, per il semplice fatto che non se ne possono prevedere le conseguenze. Le agenzie internazionali e i gruppi medici che lavorano in Iraq hanno sottolineato che le conseguenze potranno essere molto gravi. Tutti sperano di no, ma potrebbero esserci conseguenze, per milioni di persone, per questo accendere la violenza dove esistono tali pericoli è criminale. Esisteva già in quelle zone, anche prima della guerra, una catastrofe umanitaria in corso. Secondo stime ottimistiche dieci anni di sanzioni hanno causato centinaia di migliaia di morti. Se ci fosse onestà, il governo degli Stati Uniti dovrebbe pagare delle riparazioni solo per le sanzioni applicate. La situazione è simile ai bombardamenti dellAghanistan, dei quali io e te parlammo quando erano agli inizi. Era ovvio che gli Stati Uniti non ne avrebbero mai analizzato con cura le conseguenze.
Ramachandran: O investire i soldi necessari Chomsky: Oh no. Allinizio nessuno si pone il problema, per cui nessuno ha unidea di cosa rappresenti un bombardamento per la maggior parte dei paesi. Poi non arriva quasi niente. Infine, non rappresentando più una notizia da prima pagina nessuno se ne ricorda più. In Iraq gli Stati Uniti faranno della ricostruzione umanitaria uno show e instaureranno un regime che chiameranno democratico, che vuol dire che seguirà gli ordini di Washington. Si dimenticheranno delle conseguenze e procederanno con il prossimo.
Ramachandran: Quanto hanno tenuto fede i media alla loro fama di modelli di propaganda, questa volta? Chomsky: Si comportano come tifosi che fanno il tifo per la squadra di casa. Dai unocchiata alla CNN: è disgustosa ma è lo stesso ovunque. Cè da aspettarselo in tempi di guerra; i media diventano armi del potere. E molto significativo quello che è successo nella fase precedente, quella di preparazione della guerra. Il fatto che la propaganda sia riuscita a convincere la gente che lIraq rappresentasse un pericolo imminente o che fosse responsabile per lattacco dell11 settembre rappresenta una vittoria straordinaria, ottenuta, come dicevo, in soli pochi mesi. Se chiedi alla gente che lavora nei media ti risponderanno di non averlo mai detto, ed è vero; non lhanno mai fatto. Non esiste un documento che affermasse che lIraq fosse pronto a invadere gli Stati Uniti o che fosse responsabile per lattacco al World Trade Center. Veniva semplicemente insinuato, allusione dopo allusione, finché sono riusciti a convincere la gente. Ramachandran: Parliamo della resistenza. Nonostante la propaganda, nonostante il tentativo di delegittimare lOnu, non sono riusciti nel loro scopo. Chomsky: Non possiamo affermarlo. Le Nazioni Unite si trovano in una posizione scomoda, perché gli Stati Uniti potrebbero tentare di smantellarle. Non ci credo fino in fondo, probabilmente tenteranno di ridurne linfluenza. A cosa servono se non obbediscono agli ordini?
Ramanchandran: Da molti anni sei testimone di movimenti di resistenza allimperialismo, dal Vietnam al Centro America fino alla prima Guerra del Golfo. Cosa pensi del carattere della resistenza allattuale aggressione americana? La straordinaria mobilitazione in tutto il mondo ci ha riempito il cuore. Chomsky:
Si è giusto, non ha precedenti. Lopposizione in tutto il mondo è enorme e senza
precedenti storici ed è lo stesso negli Stati Uniti. Ieri, per esempio, mi trovavo ad una
dimostrazione a Boston. Non era la prima volta che mi trovavo in quel posto. La prima fu
una dimostrazione nellottobre del 1965, quattro anni dopo linizio dei
bombardamenti americani sul Vietnam del Sud. Metà del Vietnam del Sud era distrutto e la
guerra si era estesa anche al Vietnam del Nord. Non potemmo tenere la manifestazione
perché venne attaccata, principalmente da studenti, con lappoggio della stampa e
delle radio liberali che denunciavano le persone che avevano il coraggio di protestare
contro quella guerra americana. Al contrario in questa occasione si sono tenute
manifestazioni prima ancora dellinizio della guerra e ancora il giorno
dellinizio con un altissimo numero di adesioni. Questo fatto rappresenta una
radicale differenza rispetto al passato, anche perché se non fosse stato per i motivi di
paura che ho elencato la partecipazione sarebbe stata anche più grande. Il governo sà
che non potrà condurre una guerra di aggressione per molto tempo perché in quel caso la
popolazione non la tollererebbe. Cè un solo modo per fare una guerra oggi. Prima di
tutto scegliersi un nemico debole, uno che non abbia difese. Poi usare la propaganda per
dipingerlo come un aggressore pronto ad attaccarti.
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