Si complica la trattativa per il
rinnovo del contratto del settore alimentare, in scadenza a fine maggio 2003. I sindacati
riferiscono che, nella riunione odierna, la Federalimentare ha rifiutato tutte le
richieste contenute nella piattaforma unitaria, a partire da quella salariale.
Per il rinnovo, che riguarda circa 400 mila lavoratori, Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil
hanno chiesto un aumento salariale medio di 100 euro (il 7,8%). Tuttavia l'associazione
delle imprese ha opposto a tali richieste uno schema di negoziato analogo a quello
adottato da Federmeccanica per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici: ossia la
disponibilità a negoziare solo all'interno del perimetro dell'inflazione programmata,
fissando nel 4,9% (meno di 65 euro) la percentuale massima di aumento.
"La Federmeccanica non è più sola - ha dichiarato il segretario generale della
Flai-Cgil, Franco Chiriaco, al termine dell'incontro -. Le imprese dell'industria
alimentare ci hanno detto che sono impraticabili tutte le nostre richieste. C'é una forte
delusione e un giudizio negativo sull'andamento della trattativa". Chiriaco si é
detto preoccupato anche per la richiesta delle aziende di inserire nel contratto la nuova
normativa sul mercato del lavoro. "Così di fatto il contratto nazionale - ha detto -
perde sostanza". Il segretario generale aggiunto della Fai-Cisl Uliano Stendardi ha
parlato di Federalimentare ancora "molto abbottonata" ma ha detto che la
piattaforma sarà sostenuta unitariamente. "Rimarremo uniti - ha avvertito - un
aumento sulla base dell'inflazione programmata è inaccettabile. Così non si tutela il
salario reale".
Da parte sua la Federalimentare ha comunicato in una nota di essere
disponibile a un dialogo "a tutto campo" con i sindacati e che partiranno già
dalla prossima settimana riunioni tecniche. La prima delle quali è prevista per
mercoledì 16 aprile
(10 aprile 2003) |