| Nessun passo avanti tra Federmeccanica e sindacati sulla trattativa per
il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Anzi, le lancette dell'orologio sembrano aver
innestato una vigorosa marcia indietro. Non solo le posizioni sul salario restano quelle
di partenza, ma Fim e Uilm hanno unificato le loro piattaforme sottraendone alcuni
elementi importanti e aprendo di fatto la prospettiva dell'accordo separato. «Non c'è
stato nessun avvicinamento, nessuna apertura», spiega al termine dell'incontro che si è
svolto ieri il direttore generale di Federmeccanica Roberto Biglieri, che però sottolinea
come elemento «di semplificazione» il fatto che Fim e Uilm si siano presentate con
controproposte unitarie. In realtà, si è detto, si va spediti verso l'accordo separato.
A pensarla così è anche il segretario generale della Fiom. Per Gianni Rinaldini
l'accordo separato sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici sembra decisamente più
vicino. E la riprova è proprio l'unificazione delle proposte tra Fim e Uilm. «L'incontro
ha trasformato - dice Rinaldini - quella che, fino a ieri, sembrava solo una eventualità
in una possibilità concreta. Ne parla ormai apertamente la Fiom, lo giudica, in sostanza,
come il risultato di una semplice lettura dei fatti, la Uilm».
In sostanza, nella cosiddetta "proposta unificata" c'è una richiesta
salariale di 92 euro ma non c'è più la quota integrativa per le aziende che non
effettuano la contrattazione aziendale. Al suo posto un "avviso comune" a Cgil,
Cisl e Uil a ripensare l'accordo del 23 di luglio depotenziando il contratto nazionale
"a favore" di quello aziendale. «Immagino quale dolore per Federmeccanica -
ironizza Giorgio Cremaschi, della segreteria della Fiom - nel sottoscrivere questo
testo». «La verità è che al posto di Fim e Uilm mi vergognerei. Federmeccanica ha
avuto sorrisi e zuccherini per loro e le solite asprezze per la Fiom.
Precarietà, salario, orari, contratto nazionale ed enti bilaterali: la Fiom ha
ribadito punto per punto gli elementi della piattaforma e i giudizi sulle proposte di
Federmeccanica e di Fim e Uilm.
La Fiom ha annunciato che per la prossima riunione intende porre al tavolo delle
trattative la questione delle regole democratiche, della rappresentanza e della
rappresentatività nel negoziato. Il pericolo evidente è quello di arrivare a un accordo
separato «non sottoposto alla consultazione formale e democratica dei lavoratori».
L'accordo separato «non solo rappresenterebbe un danno sul piano dei contenuti, ma
metterebbe in discussione lo stesso valore dell'istituto. E questo proprio nel momento in
cui le imprese e il Governo annunciano di voler ridimensionare o addirittura eliminare il
contratto nazionale».
Nei prossimi giorni l'organizzazione di Rinaldini ha deciso di indire una campagna di
assemblee in tutti i luoghi di lavoro per illustrare lo stato della vertenza, compresi i
rischi di accordo separato.
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