PER IL LAVORO
SI ALLART.18
PER TUTTE/I - NO ALLA GUERRA
Cittadine/i,
lavoratrici e lavoratori di Torre del Greco, Venerdì 14 Marzo 2003 le lavoratrici ed i lavoratori marittimi, aderenti al SinCobas, organizzano una manifestazione con corteo che si snoderà per le vie cittadine. Ciò per sensibilizzare la comunità di Torre del Greco sui gravi problemi che affliggono il mondo del lavoro e non solo. Il 22 Gennaio 2003 i sindacati confederali, senza consultare nessuno, senza alcuna delega da parte dei lavoratori, non contenti della svendita operata l8 Ottobre 2000, quando insieme alla Tirrenia stabilirono che lequipaggio delle navi fosse formato sulla base dei passeggeri da trasportare, hanno ridotto ancora di più i posti di lavoro. I ritmi imposti dalle
compagnie di navigazione aumentano giorno dopo giorno. La sicurezza per i passeggeri e per
gli operatori del settore regredisce quotidianamente con gravi pericoli per tutti. La
legge 271 del 1998 fissa in 72 ore settimanali lorario massimo che ogni marittimo
può effettuare per ogni giorno di lavoro sulle navi. Di recente la Commissione Europea ha
attivato una procedura dinfrazione contro Francia, Lussemburgo, Belgio, Italia
e Portogallo per il mancato recepimento nel diritto internazionale delle normative europee
sulla durata del lavoro dei marittimi a bordo delle navi. Attualmente in media ogni
marittimo lavora circa 100 ore la settimana. Il lavoro a
chiamata, che tanto scalpore ha suscitato tra i lavoratori delle altre categorie
allorquando il Governo lha introdotto tra i cosiddetti lavori atipici, è una
costante da anni nel settore dei marittimi. Gli
equipaggi ormai vengono formati,
prevalentemente con lavoratori assunti a viaggio. Non più tardi di dieci
giorni or sono circa 50 compagni di lavoro hanno manifestato nel porto di Napoli, con un
sit in sotto la nave Vincenzo Florio della Tirrenia Navigazione, per
denunciare il loro stato precario. Anche le più elementari norme contrattuali come, per esempio, il controllo sul vitto giornaliero divengono una conquista, tanto è vero che di recente i marittimi imbarcati sulla nave Flaminia della Tirrenia in funzione sulla tratta Genova-Olbia, nel silenzio assoluto di Cgil-Cisl-Uil, hanno dovuto manifestare ed adire le vie legali per poter usufruire di tale norma fissata appunto dal CCNL vigente (Art.45). In questo quadro di
estrema deregolamentazione, il Governo si accinge a privatizzare quello che resta della
vecchia Iri. Gruppi nazionali ed esteri, nel nome del profitto e della speculazione,
intendono aggiudicarsi la flotta della
Tirrenia, riducendo al massimo il numero dei lavoratori. Ma la specificità dei problemi dei marittimi non è dissimile da quelli che interessano e coinvolgono il mondo del lavoro e del non lavoro. Lattacco ai diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori, come labrogazione dellart.18 della legge 300/70, quello nei confronti delle pensioni, con la delega che il Governo si appresta a chiedere per labrogazione delletà pensionabile, drammatizza ulteriormente il futuro dei giovani. A queste devastazioni si aggiungono i tagli decisi con la finanziaria del 2003 alla sanità, alla scuola, ai trasporti pubblici. La lotta dei marittimi quindi si unisce e si integra con quelle di tutte le lavoratrici ed i lavoratori del Paese ad incominciare con le dipendenti ed i dipendenti della Fiat, sui quali pende il pericolo del posto del lavoro. E quindi anche nostra la lotta per lestensione a tutte ed a tutti i lavoratori dellart.18 dello Statuto dei Lavoratori. Il SI dei marittimi sarà netto e senza alcun ripensamento al prossimo referendum. Il fondamento del lavoro è la pace. Di qui a qualche giorno governanti ottusi, sordi agli appelli della maggioranza dei popoli di tutto il mondo, simulacri della democrazia si apprestano forse a bombardare, invadere e radere al suolo lIraq per cacciare si dice un despota, che essi stessi tuttavia collocarono al governo di quel martoriato paese, ma che viceversa è connesso allo sfruttamento del petrolio. Non cè nesso di complementarietà tra lottare contro la guerra e lottare per il lavoro, perché la guerra è la negazione del lavoro. Per questi motivi i marittimi, insieme a tante lavoratrici e lavoratori, al di la di ogni credo e di ogni fede politica e religiosa sono per il NO alle guerra senza se e senza ma. Cittadine e
Cittadini, Lavoratrici e Lavoratori aderite alla manifestazione. S.in.CobasCoordinamento
Marittimi Torre del Greco, 3
marzo 2003 Via C. Battisti 57 |