| IPOTESI DI PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO
NAZIONALE DI LAVORO DELLINDUSTRIA ALIMENTARE
A. PREMESSA
I processi di globalizzazione, lallargamento dellUnione europea, lattenzione
crescente dei consumatori ai temi della sicurezza alimentare e della qualità dellalimentazione
costituiscono lo scenario dinamico rispetto al quale verificare la congruenza delle
politiche di innovazione e sviluppo dellagroindustria in Europa e in Italia.
Fronteggiare la competizione globale salvaguardando la qualità degli alimenti in
particolare di quelli che compongono i consumi alimentari di massa richiede una
serie di mutamenti e aggiornamenti sul piano delle politiche agroalimentari, aggiornamenti
che devono coinvolgere lautorità politica e amministrativa e, per quel che ci
riguarda, coinvolgono la centralità di un nuovo rapporto fra le parti sociali.
Testimonianza della necessità di questo nuovo rapporto è costituita, in primo luogo,
dallimpegno comune di dar vita ad un Fondo di solidarietà con le popolazioni
sottoalimentate del mondo finanziato dai datori di lavoro e dai lavoratori del nostro
settore. Questo rinnovo contrattuale costituisce la sede nella quale dare seguito concreto
a quellimpegno.
La costituzione dellAutorità europea per la sicurezza alimentare per la
quale auspichiamo la scelta di Parma come sede e limpegno della Commissione
europea sui temi della sicurezza alimentare sono elementi che devono essere sostenuti e
tradotti a partire dalla Revisione di medio termine della Pac in azioni
concrete che diano sostanza a quello che è stato definito il Modello europeo di
alimentazione.
Levoluzione della realtà del settore agroindustriale ci indica, in primo luogo, la
necessità di sostituire ad una situazione di frazionamento e competizione interna alla
filiera alimentare una impostazione e una pratica che assumano invece pienamente unottica
di sistema agroalimentare industriale e commerciale. Da questo punto di vista
appare già obsoleta e inadeguata la Legge di orientamento attualmente in vigore mentre le
recenti polemiche sullinflazione effettiva trainata dai consumi alimentari ci
consegnano lesigenza di monitorare su tutto il percorso di sistema il processo di
formazione dei prezzi.
La positiva esperienza maturata in Italia attraverso il Patto nazionale per la sicurezza e
la qualità alimentare e gli Accordi volontari di filiera sottoscritti in sede Cnel
costituiscono il riferimento sostanziale non solo per le parti sociali - per
favorire levoluzione del rapporto contrattuale nei comparti coinvolti e per definire
i contenuti della nuova responsabilità sociale dellimpresa e del lavoro attraverso
regole condivise, mirate alla difesa del consumatore europeo e allimplementazione
degli elementi specifici di competitività legata alla qualità che devono caratterizzare
sempre di più il sistema alimentare europeo e nazionale.
La struttura del sistema produttivo alimentare del nostro paese - i suoi punti di forza e
di debolezza - costituisce il punto di partenza per reimpostare le politiche contrattuali
in funzione degli obiettivi segnalati. Essa è caratterizzata da una stratificazione
aziendale duale: da un lato le imprese che operano in funzione di consumi di massa per le
quali, oltre alle tematiche della qualità, salubrità e tracciabilità della catena
alimentare si pongono problemi logistici e dimensionali nonché di innovazione. Dallaltro
lato imprese medie,piccole e individuali allinterno delle quali si collocano
in modo variegato in misura della loro specificità merceologica e della loro collocazione
nel mercato nazionale ed internazionale aree e realtà più o meno dinamiche in
rapporto al grado di eccellenza delle produzioni e alla protezione dalla concorrenza.
Lintreccio fra produzioni di massa e produzioni di eccellenza è assolutamente
significativo in termini di immagine presso il consumatore e il mercato nazionale ed
internazionale: si tratta di un rapporto sinergico che garantisce levoluzione
positiva dellagroalimentare italiano solo se lelemento qualitativo del
rapporto fra le due realtà sarà sottratto sempre di più ad unottica meramente
pubblicitaria.
Il secondo gruppo di imprese è, inoltre, caratterizzato, in molti casi, dal legame
inscindibile con il territorio oltre che con materie prime localmente prodotte. La realtà
italiana agroindustriale è caratterizzata dallo sviluppo di distretti e sistemi di
sviluppo locale privi di politiche che ne incrementino la competitività, ne favoriscano
la specializzazione, ne sostengano la crescita e la nascita a partire dal bacino di
potenzialità di produzioni alimentari di qualità di inestimabile valore in particolare
nel nostro Mezzogiorno e nelle zone interne del Paese.
Queste considerazioni sul nostro sistema agroindustriale richiamano direttamente i temi
della professionalità del lavoro, dellorganizzazione del lavoro, della
ricomposizione del lavoro per superarne la stagionalità, dello sviluppo di nuove
professionalità e interprofessionalità legate ad unidea di sviluppo sistemico
fondato sulla qualità e sulla tutela dei diritti dei lavoratori.
In questa direzione occorre ridefinire la strumentazione contrattuale relativa agli
Osservatori avvicinandoli sempre di più alle realtà aziendali e territoriali per
introdurre e sviluppare pratiche contrattuali che:
- individuino in unottica mirata le esigenze di formazione professionale e continua
costruendo una cultura della qualità nella prestazione, nella produzione, verso il
mercato e in relazione al territorio.
- consentano di convenire sulle esigenze di investimento e di servizio da contrattare con
gli enti locali e le responsabilità amministrative coinvolte.
- ricostruiscano le caratteristiche dellorganizzazione del lavoro, dal campo alla
tavola, nei sistemi di sviluppo locale e individuino le esigenze di sviluppo e
investimento nonché i percorsi professionali necessari.
- verifichino le prospettive occupazionali, anche interprofessionali, per rendere sempre
più stabile e qualitativamente adeguata la prestazione lavorativa.
Tutto ciò ha sens se, parallelamente, le singole filiere costituiranno, a livello
nazionale, il terreno su cui sperimentare a livello verticale percorsi formativi,
rivendicativi e contrattuali di sistema.
B. RELAZIONI INDUSTRIALI
Occorre rafforzare il ruolo dellOsservatorio Nazionale articolandolo a livello
regionale e territoriale sulle politiche di settore basate sullo sviluppo, sulla qualità
e sulla sicurezza e per il controllo a livello territoriale della corretta applicazione
delle norme contrattuali e della sicurezza sul lavoro anche attraverso lutilizzo
delletichettatura e di tutte le possibili forme di comunicazione.
In tale ambito riteniamo utile costruire allinterno dellOsservatorio due
sezioni:
a) la Sezione formazione e ricerca per promuovere linee guida di orientamento, progetti
formativi e lidentificazione delle risorse disponibili a livello regionale,
nazionale ed europeo, attraverso la costituzione di una struttura apposita da definire tra
le parti;
b) la Sezione ambiente e sicurezza sui temi della qualità, della tracciabilità, delletichettatura
e della sicurezza applicando quanto già predisposto nel secondo biennio contrattuale sul
risk assessment e quanto sottoscritto presso il Cnel sulla sicurezza e sulla qualità
alimentare, considerando in tale quadro i temi della ricerca e della innovazione
tecnologica e della formazione in materia di sicurezza e qualità alimentare per i
lavoratori, le RSU e gli RLS.
Infine, ai fini della qualità ambientale dei siti produttivi legati alle produzioni
alimentari vanno identificati e valorizzati i distretti industriali agroalimentari in
particolare nel rapporto con le istituzioni.
Nel quadro degli strumenti di relazioni industriali va rafforzato e reso più cogente il
ruolo della Commissione pari opportunità prevedendo appuntamenti annuali di pubblicazione
e rendiconto delle attività svolte nonché, affidando ad essa compiti di promozione di
azioni positive (ex art. 9 l. 53/00), monitoraggio prevenzione molestie sessuali e
mobbing.
LAVORATRICI MADRI FORMAZIONE
Nellambito delle iniziative di formazione continua e permanente sono da prevedere lobbligatorietà
di servizi di riqualificazione professionale al rientro dalla maternità e comunque nei
primi anni di vita del bambino (cfr art .4 comma 3 l. 53/00)
CONGEDI PARENTALI
Riconoscimento della contribuzione e della retribuzione per il genitore che utilizza lastensione
dal lavoro durante le malattie del bambino tra i 3 e gli 8 anni (art. 3 comma 4 l. 53/00)
Anticipazione TFR per congedo e per formazione.
Vanno inoltre effettuati adeguamenti in riferimento alla nuova disciplina della l. 53/00
MOLESTIE SESSUALI E MOBBING
Vanno ridefinite le azioni individuabili come molestie sessuali per le quali
vanno previsti codici di condotta da identificare anche con lapporto della
Commissione pari opportunità e relative sanzioni.
Vanno individuati come mobbing quei lunghi, costanti, incessanti e
duraturi processi di azioni vessatorie di fronte alle quali la vittima non ha più difesa
anche in questo caso vanno definiti codici di condotta a cui lorganizzazione del
lavoro deve far riferimento per prevenire tali forme di persecuzione sui luoghi di lavoro
e relative sanzioni.
C. DIRITTI E AGIBILITA SINDACALI
a) Si richiede di riformulare lart. 7 paragrafo 4 del CCNL modificando la soglia
dimensionale per la determinazione del numero dei componenti la RSU portandone a 4 i
componenti nelle unità da 51 a 200 dipendenti;
b) si richiede di poter esercitare la facoltà di convocazione delle assemblee dei
lavoratori da parte delle OO.SS per 3 ore lanno sia congiuntamente che
disgiuntamente;
c) si richiede che i permessi sindacali vengano calcolati col criterio del Full Time
Equivalent su tutti i/le dipendenti (tutti i mesi di rapporto di lavoro diviso 12),
sia a tempo indeterminato che a tempo determinato;
d) si richiede di modificare (art. 9 CCNL) il calcolo del monte ore dei permessi dei
lavoratori F.T.E. aumentando di 2 ore le quattro fasce per unità produttive da utilizzare
in modo cumulativo.
ART 10 E ART 13
Si richiede che la distribuzione del CCNL venga estesa a tutti i lavoratori assunti sia a
tempo indeterminato che determinato e che copia del CCNL stesso venga consegnata allatto
dellassunzione.
D. MERCATO DEL LAVORO
Si richiede di adeguare il d.l. 368/01 alle specificità dei settori alimentari sia nella
riconferma del diritto di precedenza sia nelle modalità di assunzione dei
lavoratori a tempo determinato e indeterminato.
Andranno rinvenute le soluzioni più opportune che favoriscano la conferma a tempo
indeterminato delle assunzioni a causa mista con percorsi formativi.
Per le aziende, i settori e/o i distretti produttivi, con particolare attenzione a quelli
che operano in vere e proprie filiere produttive, lincentivo dellutilizzo
delle convenzioni di cui al d.l. 147/97 deve stabilizzare la forza lavoro a termine,
garantendo un arco lavorativo annuo sempre più consistente e certo anche su base
interaziendale.
Cancellazione dellart. 16 (donne, fanciulli
)
PART TIME
Si richiede di adeguare le norme contrattuali alle modifiche legislative.
Con riferimento alle eventuali e future modifiche legislative le OO.SS. si riservano di
puntualizzare le proprie posizioni in materia.
E. APPALTI E TERZIARIZZAZIONI
Si ritiene che lart. 4 della parte II del CCNL vada sostanzialmente riformulato sia
per prevenire e rimuovere le più frequenti ragioni del contenzioso sindacale e
soprattutto per armonizzarne il contenuto delle innovazioni legislative intervenute negli
ultimi anni.
In tal senso, è opportuno precisare che il confezionamento del prodotto rientra, al pari
della trasformazione e dellimbottigliamento, fra le attività proprie dellazienda
e, perciò, escluse dallappalto, come altrettanto opportuno pare includere tra i
lavori non appaltabili lintera manutenzione ordinaria, abbandonando limprecisa
e contraddittoria distinzione tra attività manutentive realizzabili nellambito o al
di fuori dei normali turni di lavoro.
Si chiede, inoltre, di chiarire che per manutenzione straordinaria, affidabile in appalto,
devono intendersi le attività manutentive per un verso non realizzabili con i mezzi
tecnici e le risorse professionali esistenti nellimpresa e, per laltro,
comunque destinate a svolgersi ed esaurirsi in un tempo predeterminato e limitato.
Sotto il profilo dellarmonizzazione delle disposizioni contrattuali alla
legislazione vigente, si ritiene utile e necessario precisare che le attività aziendali
affidate in appalto non possono essere subappaltate e devono essere realizzate con mezzi
effettivamente organizzati dallappaltatore ed a concreto rischio di questultimo,
che il rispetto da parte dellappaltatore delle leggi sul lavoro e delle norme
contrattuali del settore merceologico di appartenenza è condizione essenziale per il
consenso delle parti stipulanti il contratto di appalto, che limpresa committente è
tenuta a verificare, nel corso dellesecuzione dellappalto, il pieno rispetto
delle disposizioni di legge e di contratto ora ricordate.
Per quanto riguarda le attività appaltate a cooperative di produzione e lavoro, è bene
chiarire, in particolare, che limpresa committente verificherà, in corso dopera
e per lintera durata dellappalto, il rispetto da parte della cooperativa
appaltante della recente legge a tutela dei soci-lavoratori.
Si chiede, infine, che al fine di prevenire possibili ragioni di contenzioso
sindacale le imprese forniscano alla RSU, oltre alle comunicazioni successive ed
aggregate indicate dal vigente testo contrattuale, anche specifiche informazioni
preventive sulle attività aziendali che intendono affidare in appalto e sulla ragione
sociale, delle imprese appaltatrici.
F. SISTEMA CONTRATTUALE
La struttura della contrattazione è articolata su due livelli: nazionale e decentrato.
La contrattazione decentrata di secondo livello è effettuata a livello aziendale e a
livello territoriale per estenderne lutilizzo.
Per i lavoratori delle aziende per le quali non si esercita alcuna forma di contrattazione
si richiede un incremento della indennità prevista dallart. 55 del CCNL.
G. FORMAZIONE PROFESSIONALE - art. 3 CCNL
La formazione è centrale per la sua funzione in un processo produttivo di qualità in
continua ed accelerata innovazione.
I programmi di formazione vanno esaminati, tenendo conto dei risultati derivanti dalla
Sezione dellOsservatorio Nazionale, dalle direzioni aziendali e dalla RSU in modo
congiunto.
Gli esiti formativi costituiscono la base per una verifica congiunta della congruità dellinquadramento
del lavoratore e della sua professionalità.
Per le modalità operative si potranno utilizzare le risorse esterne (comunitarie,
nazionali e regionali), lutilizzazione dellart. 30bis del CCNL (banca ore), la
partecipazione delle imprese e dei lavoratori ai residui costi di frequenza, la
destinazione di una quota del tempo di lavoro individuale alla formazione.
H. AMBIENTE DI LAVORO, IGIENE E SICUREZZA
Ridisegnare la figura del RLS su procedure ed obiettivi legati alla formazione così come
prevede lart. 18 del d.l. 626/94.
Inoltre, le linee guida sulla sicurezza sul lavoro concordate con lU.N.I. vanno
assunte come modello generale ed integrate con le singole Associazioni.
In tal quadro la formazione finanziata dallINAIL deve divenire un impegno per le
aziende fino a 100 dipendenti
I. CLASSIFICAZIONE DEI LAVORATORI
Le modificazioni intervenute nella odl, nei modelli di impresa e nelle prestazioni
lavorative, i differenziali retributivi tra paga di fatto e contrattuale, hanno reso
rigido ed inadeguato lattuale sistema di inquadramento.
Linquadramento non può più essere determinato sulla base della mansione svolta ma
tendendo anche conto della professionalità, delle competenze sviluppate dal lavoratore,
della formazione e della flessibilità.
Lattuale sistema classificatorio è in linea con una odl dove il lavoro si svolgeva
con compiti ripetitivi e senza variabilità né flessibilità.
Esattamente il contrario di quanto oggi avviene nelle nostre aziende di qualsiasi
dimensione.
In sintesi una struttura organizzativa meno rigida, forme gerarchiche di direzione snelle
e una prestazione lavorativa più flessibile giustificano un nuovo sistema di
inquadramento.
Lattuale sistema di inquadramento, le declaratorie e i relativi profili minimi
andranno ridefiniti seguendo i criteri della responsabilità, della conoscenza e della
autonomia.
Una volta definito nel CCNL il nuovo inquadramento questo dovrà essere applicato a
livello aziendale in un confronto diretto tra impresa e RSU.
La metodologia legata alle modalità e alle gradualità dellapplicazione saranno
definite nelliter negoziale del rinnovo del CCNL.
L. QUADRI
La piena rappresentanza degli interessi di queste figure è condizione perché il
sindacato e i lavoratori siano coerenti promotori di un sistema produttivo basato sulle
qualità, sulla partecipazione, coesione e solidarietà.
Le loro conoscenze sono altresì essenziali per far partecipare linsieme dei
lavoratori allaffermazione della sfida europea sulla responsabilità sociale ed
etica dellimpresa.
Queste stesse caratteristiche devono essere oggetto della tutela contrattuale e salariale
dei quadri, garantendo la formazione continua ed aumentando lindennità di funzione
a 120 euro mensili non riassorbibili.
M. VIAGGIATORI E PIAZZISTI
Occorre attraverso la formazione aumentarne la professionalità e modificare gli
inquadramenti attualmente previsti dal CCNL.
Chiarire che per la valutazioni dellincidenza per malattia infortunio
-permessi, nonché lesercizio dei diritti costituzionali (scioperi), sul criterio
dei 26esimi da adottare anche per lelemento incentivante.
Incrementare i massimali per i rischi macchine invalidità morte di almeno
il 20%.
Lincremento delle agibilità sindacali va previsto anche per i delegati VV.PP.
Occorre istituire a livello aziendale e di osservatorio un vero sistema di informazione
(attraverso lutilizzo dei sistemi informatici) al fine di coinvolgere i lavoratori
VV.PP. in un quadro di corrette relazioni industriali.
N. ORARIO DI LAVORO
Nella riconferma dello schema attuale si richiede con forza il dimensionamento degli
organici alle effettive esigenze della produzione, delle sedi lavorative e della sicurezza
del lavoro, il solo modo per realizzare una rigorosa attuazione dellorario
contrattuale di lavoro, consentendo il godimento delle ferie, delle festività, dei riposi
spettanti anche tenendo conto dellassenteismo medio, per mobilità ed altre assenze.
In tal quadro i lavoratori devono essere messi nella condizione di utilizzare i recuperi
motivati a fronte di prestazioni eccedenti lorario di riferimento già identificato
nel CCNL allart. 30bis (banca delle ore).
Inoltre per i sistemi di turno più gravosi vanno individuati modelli di orario che
consentano orari di fatto ridotti.
Infine non dovrà più essere adottato luso continuativo e programmato delle ore
straordinarie utilizzate come orario comune e non per fatti legati alla straordinarietà,
che di fatto rendono le condizioni di lavoro difficili e deregolamentate in modo
particolare per i lavoratori giornalieri.
O. PREVIDENZA COMPLEMENTARE
Si richiede per questo rinnovo contrattuale la possibilità di incrementare i versamenti a
carico delle imprese e dei lavoratori nella contrattazione di secondo livello.
Inoltre si richiede di abbassare la soglia di accesso per i lavoratori assunti a termine a
4 mesi e prevedere nuove modalità di adesione per i lavoratori stagionali ciclici e/o
stabilizzanti con le convenzioni l. 56/87 o d.l. 146/97
P. FONDO SANITARIO NAZIONALE
Si richiede la costituzione del Fondo nazionale integrativo sanitario universalistico e
aperto allutilizzo del sistema sanitario pubblico.
Il fondo dovrà operare in un regime assicurativo.
Al Fondo aderiranno, salvo disdetta, tutti i lavoratori a cui si applica il CCNL.
Q. SALARIO
Il potere di acquisto delle retribuzioni è stato fortemente eroso dallandamento del
costo della vita, dai prezzi e dalle tariffe pur in un quadro di settore fortemente
contrassegnato dalla qualità e dalla produttività.
Pertanto si richiede un aumento salariale medio di 100 mensili considerando tra gli
altri fattori anche ladeguamento del valore punto.
R. AIUTI E SOLIDARIETA ALIMENTARE
Si richiede la costituzione di un Fondo nazionale di aiuti e solidarietà alimentare
alimentato pariteticamente
da lavoratori (salvo disdetta) e aziende attraverso lutilizzo di ore da parte dei
lavoratori e di prodotti alimentari da parte delle aziende.
S. AREA APPLICAZIONE CCNL
Oltre alle aziende associate estendere lapplicabilità a tutte quelle aziende che
comunque producono elementi essenziali per lalimentazione, aminoacidi, proteine e/o
concorrono operativamente a monte ed a valle in modo prevalente nella produzione
alimentare, nella manutenzione e nella logistica industriale.
T. QUOTA DI ASSISTENZA CONTRATTAULE
Si richiede di istituire una quota di assistenza contrattuale a carico dei lavoratori per
il rinnovo del CCNL.
Gli iscritti alle OO.SS. ne sono esentati.
REGOLAMENTO
1. I direttivi regionali unitariamente convocati, o le Segreterie Regionali e le
Segreterie Territoriali unitariamente convocate, definiscono gli orientamenti per la
gestione della fase di consultazione, i tempi per lo svolgimento della consultazione, la
data per la riunione dei direttivi regionali unitari che deve concludere la fase della
consultazione.
2. Sulla base delle indicazioni regionali, a livello territoriale si definiranno piani e
date delle assemblee aziendali, di reparto, di quelle interaziendali per le piccole
imprese.
Andranno programmate riunioni dei lavoratori delle filiali, dei depositi, e dei
viaggiatori e piazzisti.
3. La responsabilità della gestione della consultazione è affidata alle strutture
sindacali ai vari livelli ed alle RSU.
4. Assemblee: per favorire la massima partecipazione dei lavoratori e il massimo
approfondimento le assemblee vanno organizzate in modo da avere come unico punto allordine
del giorno il tema del rinnovo del CCNL. A tal fine ed in particolare nelle realtà
maggiormente significative, dovranno prevedersi assemblee di reparto, area, uffici, ed
anche in relazione a particolari figure professionali (impiegati, tecnici, quadri,
viaggiatori).
Le assemblee sono convocate congiuntamente dalle segreterie territoriali.
In ogni assemblea viene nominata una Presidenza che ha il compito di garantire lo
svolgimento dei lavori e di redigere il verbale da sottoporre al voto dellassemblea.
Lipotesi di piattaforma va distribuita preventivamente ai lavoratori.
Il verbale dovrà riportare lapprovazione o meno della piattaforma nel suo
complesso. Dovrà riportare inoltre le risultanze del dibattito, le eventuali proposte
integrative, abrogative e/o sostitutive, nonché il numero dei lavoratori dipendenti dallazienda,
il numero dei partecipanti e quello degli intervenuti.
Il verbale finale è posto in votazione per alzata di mano.
Qualora lo richieda il 20% dei lavoratori, si procede al voto segreto. In tal caso, le
Segreterie Territoriali provvederanno a predisporre quanto necessario per le votazioni
(urne, schede, e quanto necessario per lespressione segreta del voto).
Il voto deve essere espresso entro e non oltre le 48 ore dallavvenuta assemblea e si
articolerà come essa si è svolta (unica assemblea, per reparto ecc.).
Copia dei verbali dovrà essere rimessa nella sua completezza alle Segreterie
Territoriali, Regionali e Nazionali.
DIRETTIVI REGIONALI
Al termine delle assemblee di consultazione i Direttivi regionali convocati unitariamente,
o attivi regionali, dove concordato, predisporranno congiuntamente un verbale con la
valutazione politica delle indicazioni emerse dalle assemblee e gli eventuali emendamenti
alla bozza di piattaforma approvati a livello regionale ed eleggeranno unitariamente i
delegati allAssemblea Nazionale (vedi allegato).
Solo gli emendamenti contenuti nei verbali regionali saranno valutati dallapposita
commissione nazionale.
I Direttivi regionali dovranno riunirsi entro il 07 marzo e entro la stessa data i verbali
approvati dovranno essere inviati alle Segreterie Nazionali.
COMMISSIONE NAZIONALE
Una commissione costituita da Fai, Flai e Uila nazionali effettuerà lesame degli
emendamenti presenti nei verbali dei direttivi o attivi regionali come sopra richiamato.
I verbali ed i documenti dei direttivi a attivi regionali dovranno pervenire alle
Segreterie Nazionali entro la data suindicata (7 marzo).
Non verranno esaminati verbali e documenti che pervengano oltre la data prevista.
ASSEMBLEA NAZIONALE PER LAPPROVAZIONE DELLA PIATTAFORMA
Si riunisce nei giorni 12 e 13 marzo 2003 per lapprovazione conclusiva delle
piattaforme.
E composta dagli organismi dirigenti di Fai, Flai e Uila e da 300 delegati eletti
nei Direttivi regionali.
Le Segreterie Nazionali, sulla base del lavoro svolto dalla commissione, formulano la
proposta conclusiva di piattaforma.
AllAssemblea possono essere ripresentati solo gli emendamenti approvati dai
direttivi o attivi regionali, se respinti dalla commissione e se i proponenti non si
ritengono soddisfatti della risposta.
Inoltre lAssemblea potrà essere riconvocata prima del termine della trattativa.
DELEGAZIONE TRATTANTE
La delegazione di trattativa composta dalle Segreterie Nazionali più 45 strutture e 45
delegati ripartiti unitariamente tra Fai, Flai e Uila sarà votata dallAssemblea
Nazionale del 12 e 13 marzo 2003. Nella medesima sede, su proposta delle Segreterie
Nazionali, si procederà allelezione della delegazione trattante per il rinnovo del
CCNL della cooperazione alimentare.
CONSULTAZIONE SULLIPOTESI DI ACCORDO
Lapprovazione complessiva dellipotesi di accordo viene, quindi, sottoposta
alle assemblee dei lavoratori, da effettuarsi con le stesse procedure delle assemblee di
consultazione sulla piattaforma.
SCHEMA DI PARTECIPAZIONE DEI DELEGATI FAI, FLAI, UILA
ALLASSEMBLEA NAZIONALE PER LAPPROVAZIONE DELLA PIATTAFORMA
REGIONI N. DELEGATI
Piemonte 18
Val DAosta 3
Liguria 6
Lombardia 45
Friuli 9
Alto Adige 3
Trentino 6
Veneto 33
Emilia-Romagna 39
Toscana 15
Marche 9
Umbria 9
Lazio 18
Abruzzo 9
Molise 6
Campania 27
Puglia 12
Basilicata 9
Calabria 6
Sicilia 12
Sardegna 6
Totale 300
N.B. Lassemblea nazionale è composta dai comitati direttivi nazionali di FAI, FLAI
e UILA e da 300 delegati suddivisi unitariamente secondo il presente schema. I regionali
dovranno inviare alle segreterie nazionali gli elenchi dei delegati individuati.
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