Ordine del giorno assunto dalla Presidenza dell’Assemblea dei quadri e dei delegati della CGIL Lombardia il 3 febbraio 2003

 

Ordine del giorno

I diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori

 

La Cgil è impegnata nella conquista di equilibri sociali più avanzati capaci di rendere esigibili i diritti fondamentali della persona; per questo la pace, la solidarietà e l’estensione dei diritti del lavoro sono una condizione necessaria per realizzare l’uguaglianza e la libertà di tutte le lavoratrici e di tutti lavoratori.

 

Le battaglie intraprese dalla Cgil nel corso del 2002 sono la “manifestazione” più alta di attenzione ai valori e alla dignità delle persone, per contrastare l’offensiva del Governo e delle associazioni datoriali che mirano a disegnare un modello economico e sociale fondato sulla riduzione dei diritti sul lavoro e dei diritti di cittadinanza che inevitabilmente svuoteranno lo stato sociale.

 

La storia del nostro Paese insegna che mettere in discussione i diritti sul lavoro comporta automaticamente la manomissione dei diritti di cittadinanza e dunque della prima parte della Costituzione. Infatti il XIV° Congresso della Cgil ha ribadito la necessità di estendere lo statuto dei lavoratori a quelle aree che oggi ne sono prive e si è impegnato, con la campagna di raccolta di più di 5 milioni di firme, a promuovere una iniziativa di legge popolare, per garantire l’estensione delle tutele dell’art. 18 dello Statuto a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici delle imprese  che non superano i 15 addetti, a tutti i luoghi di lavoro e   ai  lavoratori e alle lavoratrici con contratti atipici ( come i più di due milioni di co. co.co. ).

 

               La Cgil coerentemente si impegna a percorrere tutte le strade utili per realizzare l’obiettivo di una  propria iniziativa di legge, ma bisogna essere consapevoli che il Governo e la Confindustria sono determinati con le leggi deleghe 848 e 848 bis in discussione in Palamento a destrutturate il mercato del lavoro riducendone drasticamente i diritti e a modificare sino alla cancellazione lo stesso articolo 18. Il Padronato inoltre i perfetta sintonia con il Governo Berlusconi si sta già attivando a promuovere i comitati per il no al referendum. Tutto questo renderà improbabile la realizzazione di una legge coerente con il quesito referendario.

 

                Per queste ragioni  la CGIL deve assumere una posizione in grado di mantenere la sua coesione sul merito dei problemi nell’interesse di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici, anche impegnandosi in tempi utili e certi per avviare la campagna referendaria, realizzando tutte le iniziative necessarie a sostegno del SI al quesito referendario.

 

 

Milano, 3 febbraio 2003