Medicina Democratica -Movimento di lotta per la salute 25-1-2003Il Presidente Nazionale: Dr.dAngelo Fernando Antonio e mail: toninodangelo@libero.it Fax 0882 221599,Tel.329 2921273 Via Cantatore 32 71016 S.Severo ( Fg )
27 gennaio 2003
RIAPRE
IL PROCESSO A MANFREDONIA contro lENICHEM ..ma come si fa a parlare dei morti ,a
essere parte civile in questo processo legato al passato,mentre il presente appare ancora
più devastante???
mentre
litigano Comune,Regione,gli imprenditori della reindustrializzazione,
Ministeri, tutti contro tutti(??)
.poi tutti insieme
per rivendicare procedure più snelle ,limiti inferiori per la Bonifica, per eliminare i
vincoli
derivanti da siti di importanza comunitaria, zone di protezione spe-ciale, che
impediscono di costruire industrie
.mentre Manfredonia Vetro,
industria ad alto rischio,
insediatasi senza neanche la valutazione di impatto ambientale, con il beneplacito di un
fronte trasversale, sta già facendo sentire la
sua tossicità,
essendo a poche centinaia
di metri dal centro abitato.. Chi
ha inquinato sta pagando?..tuttaltro! Addirittura
la bonifica e i miliardi relativi sono stati appaltati a chi ha inquinato,ovvero alla Società Agricoltura S.P.A. ora incorporata
in EniChem Insieme al Coordinamento per la
valorizzazione e salvaguardia del territorio di Manfredonia ho partecipato ad alcune
Conferenze di servizio a Roma presso il Ministero dellAmbiente sulla
questione della Bonifica
dei siti di Manfredonia ex Enichem e in quella sede,allibiti, abbiamo potuto
ascoltare,anche da
parte di chi oggi scende in piazza per la legalità (penso ad alcuni esponenti sindacali e
politici), dure
critiche alla Magistratura Foggiana ,rea di essersi arrogata
funzioni non proprie, di fatto impartendo disposizioni tecniche e di pertinenza di
soggetti istituzionali preposti,avendo provveduto a sequestrare
alcune aree,come era dobbligo
a tutela degli interessi della collettività, così rallentando (questa è la
colpa dei magistrati) il processo di industrializzazione (selvaggia) del territorio. Il blocco consociativo ha
detto NO alle nostre richieste,con
la conseguenza che è stato come AFFIDARE ALLASSASSINO LE INDAGINI,LA
BONIFICA DEL LUOGO DEL DELITTO,PERALTRO PAGANDOLE COI SOLDI DEI PARENTI DELLE
VITTIME..,in quanto lEnichem prende i miliardi della bonifica dopo aver
inquinato e seminato morte a Manfredonia - contravvenendo al principio europeo di
chi inquina paghi
e LA VICENDA PRIOLO LA DICE LUNGA
SULLA FIDUCIA DA RIPORRE VERSO LENICHEM.. Che
dire del Contratto dArea,uno
strumento di politica economica ,voluto dal governo di centro
sinistra,che ha portato a Manfredonia oltre 1500 miliardi (soldi dei cittadini),invero regalati a imprenditori senza
scrupoli,asservendo
in modo oltremodo precario lavoratori in attività,alcune delle quali rischiose per gli
stessi come per i cittadini,a cui invece del risarcimento,si donano impianti
come quello della
vetreria Sangalli,della Centrale-inceneritore a biomasse dellEta-Marcegaglia? Il mondo politico e sindacale non si è mai preoccupato seriamente di chiedere
la V.I.A. (valutazione di impatto ambientale)per la Sangalli e la
valutazione di impatto strategico-complessivo per le industrie insediatesi, né
che si sfruttino i lavoratori con contratti agevolati per gli imprenditori (salario
flessibile e contratti a termine). Il Comune di Manfredonia aderisce allAgenda 21,che ha
come presupposto la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali,in primo luogo su
scelte di tutela ambientale e sullo sviluppo
sostenibile
.e cosa fà ? Sulla testa dei cittadini da via ad un processo di
industrializzazione rispetto al quale la vicenda del Petrolchimico impallidisce per la
gravità del futuro che si prospetta
Contratto dArea:a fronte delle
centinaia di miliardi investiti ( 2/3 REGALATI DALLO STATO-ovvero
soldi nostri-agli imprenditori-padroni) il risultato è che qualche
decina di disoccupati ha trovato lavo-ro,molti non sono neanche di Manfredonia,addirittura
di fuori Regione e paradossalmente dal Nord,tutti in modo prevalen-temente
precario,ovvero con la cosiddetta flessibilità-premio dei governi passati e
presenti ad una popolazione che si è già tante volte dovuta piegare a piangere i suoi
morti e che merita di dover rendersi ancora flessibile agli
interessi dei nuovi padroni e potentati politici e economici-vero Sindaco Campo ?. ANCORA SULLA
QUESTIONE BONIFICA il Coordinamento ha fatto notare agli
organi competenti,ma sempre inascoltato,quanto segue: a)-
che si è provveduto,allinsaputa dei cittadini,alle operazioni di trasporto di
terreno inquinato rimosso dalle isole 5 e 16 utilizzando i camion
e non la
ferrovia, come richiesto dal Coordinamento a tutela dei cittadini ,ovvero per evitare i
rischi sempre più frequenti legati al trasporto su camions,ancor più in assenza di un
piano di sicurezza e di informazione alla popolazione,
altro supplemento
di rischio
oltre ai drammi già vissuti a seguito dello scoppio della colonna di arsenico nel 1976. Il Coordinamento ha pertanto
ribadito il proprio NO al trasporto di arsenico tramite camion; b)-Gravissima risulta anche la mancanza
di informazione sulla tutela dei lavoratori
impegnati nelle atti-vità di bonifica e laffidamento ad un istituto
privato delle attività di monitoraggio,senza alcun controllo pub-blico ( i CTU dellautorità
giudiziaria certamente non sostituiscono lARPA
e i competenti servizi della ASL). c)-
larea ENEL-SEI è
stata acquistata dallEnichem e FATTO ANCOR PIÙ GRAVE
,si è
deciso,con
la sola opposizione del Coordinamento,di ELIMINARE,su richiesta della
Ditta,LE PRESCRIZIONI date
precedentemente dal Ministero dellAmbiente circa i PRELIEVI connessi alla caratterizzazione
da farsi sino allo strato di roccia,che vengono così
invece LIMITATI AI PRIMI STRATI MOLLI del
suolo e tutto ciò per
risparmiare soldi (che invero deve sborsare chi ha inquinato..) e tempo
al
fine di una industrializzazione
selvaggia
legata al contratto darea,passando sulla testa dei cittadini e dei lavoratori in
ordine alle garanzie di effettiva bonifica dei suoli inquinati Il Coordinamento ha altresì
ribadito quanto già segnalato nella precedente Conferenza del 19-2,ovvero: Ø mancata attivazione del CANALE
DI INFORMAZIONE CON I CITTADINI,rimarcando
anche la particolare gravità del
comportamento del Comune di Manfredonia peraltro aderente ad Agenda 21; Ø Esigenza
di acquisire un PIANO DI BONIFICA COMPLESSIVO,NECESSARIO E
PROPEDEUTICO A QUALSIASI ALTRA AZIONE, sia sul piano tecnico che su quello della
tutela complessiva del territorio, della salute di cittadini e lavoratori e dellambiente.
LA BONIFICA A STRALCI, NON RISPONDE NE AL DM 471/99, NE ALLESIGENZA DI
EVITARE INTERVENTI CHE RISULTANO POTENZIALMENTE IN CONTRADDIZIONE CON I TEMPI E I MODI
DELLA BONIFICA COMPLESSIVA,pregiudica ulteriormente il territorio.La falsa
bonifica a stralci significa solo voler accelerare i tempi per unindustrializzazione
selvaggia su siti già inquinati. Peraltro gli impegni assunti nel 2000 dalla società
Enichem sulle attività in corso sono stati quasi tutti disattesi, sia per i tempi che per
i modi, e ciò non per colpa della Magistratura. Ø SI CHIEDE IL BLOCCO DI
MANFREDONIA VETRO FINO ALLESPLETAMENTO DELLA V.A.S.,(valutazione ambientale
strategica) per tutte le attività del
Contratto dArea
e le stesse attività di
bonifica,
che
consentano di avere un quadro complessivo ambientale e dello scenario riveniente da decine
di nuovi insediamenti, il cui impatto non può vedere valutazione a stralci, per ovvie
ragioni scientifiche e di tutela dei cittadini e dei lavoratori, della salute, dellambiente
e delle prospettive di sviluppo del territorio. Ø Necessità di CONTROLLI
INDIPENDENTI sulle attività di messa in sicurezza svolte dallEnichem,
informando costantemente i cittadini sui risultati; ad oggi, infatti,
le attività di bonifica vengono svolte dallEnichem senza alcun
controllo reale né nella fase di prelievo né a valle, poiché la Provincia e la Asl
dichiarano di non avere i mezzi e la Regione non ha attivato lARPA:
è come affidare allassassino
le indagini sul delitto. Sogno ,insieme a Nicola Lovecchio,operaio deceduto a
causa dellEnichem e a tanti altri amici,un grande movimento di persone impegnate
a restituire ai disoccupati, ai lavoratori, ai
giovani di Mandredonia il tesoro di
oltre 1500 mld di lire del Contratto dArea che, se si fanno bene i conti, rappresenterebbe una dote per ognuno dei 10.000 disoccupati
inventariati, di oltre 150 milioni luno, mentre col Contratto dArea si
darà lavoro precario solo per mille..forse e per qualche stagione..il resto nelle tasche degli avventurieri.. E ora che la città si
riappropri del risarcimento, imponendo un uso autogestito del territorio e non
delegato a imprenditori e multinazionali, che vengono e compromettono
ambiente, salute e prospettive. CERTAMENTE AVREBBE IRRITATO NICOLA
Lovecchio LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO, IN QUALITÀ DI PARTI LESE, NELLA VESTE cioè di
soggetti che chiedono di essere risarciti, DI QUEGLI ENTI ED ORGANISMI PUBBLICI (Regione
Puglia, Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio, Ministero del Lavoro,
della Salute e delle Politiche Sociali, Provincia di Foggia, Comune di Manfredonia etc.),
che negli anni avevano assunto posizioni deboli e rinunciatarie rispetto alla continua
aggressione allecosistema e alle condizioni di lavoro in fabbrica. Diceva nel 1997 Nicola Lovecchio:..Il senso della mia vita è quello di continuare a
lottare: voglio vivere , non voglio andarmene così.Non posso stare seduto ad
aspettare la fine che questa malattia mi consuma del tut-to e senza aver fatto nulla per
riacquistare la mia dignità di uomo.Dirò ai miei
tre figli: vedete nella mia sfor-tuna lotto
perché ho un debito nei vostri e nei miei confronti.Se sentite di stare nel giusto andate avanti senza
alcun timore. Caro Nicola,ci sentiamo tutti figli e
fratelli tuoi e siamo convinti che la tua era ed è una lotta giusta e che bisogna
portarla avanti, PERCHÉ NON ACCADA PIÙ che i mercanti del tempio del profitto
devastino,-con il contratto dArea,come a tuttoggi portato avanti,ulteriormente
la tua e nostra città,il nostro ambiente,le prospettive di lavoro e il futuro delle nuove
generazioni.
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