La legge finanziaria è stata
approvata a pochi giorni dalle stime Ref secondo cui il 2002 si chiude con una contrazione
della produzione del 2,3% rispetto al 2001 (a sua volta in calo rispetto al 2000
dell1,3%) e mentre dallindagine Isae emerge un brusco calo della fiducia delle
imprese. In questo quadro la crescita delloccupazione registrata dallIstat
appare come un dato effimero, come già segnala laumento della disoccupazione nelle
regioni del Nord, che guidano la dinamica del mercato del lavoro italiano.
Come ci ha ricordato il Censis, il paese ha le pile
scariche e la Finanziaria 2003 non solo non ha provato a ricaricarle ma le depotenzia
ulteriormente. Il nostro modello di specializzazione produttiva non regge più ma la
struttura del nostro capitalismo, troppo sbilanciata verso le piccole e piccolissime
imprese, non è in grado di innovare nei prodotti, di competere nei mercati globalizzati.
Occorrerebbe concentrare tutti gli sforzi sugli investimenti soprattutto nella ricerca,
nellinnovazione, nel capitale umano. Il governo non ha fatto nulla di tutto questo
anzi ha ridotto i fondi per listruzione e per la ricerca.
La riduzione dimposte sulle imprese e sulle
famiglie non riuscirà a migliorare le nostro prospettive. Non solo perché è da
dimostrare che il taglio delle imposte generi crescita in ogni contesto ma perché gli
effetti delle modeste riduzioni delle imposte statali saranno annullati dalle altre
decisioni della Finanziaria. Le riduzioni sullIrpef saranno infatti assorbite
dallaumento delle imposte e delle tariffe locali, dallaumento dei ticket e
delle compartecipazioni, dal taglio dei servizi locali. Quelle su Irpeg e Irap saranno
cancellate dalla radicale contrazione degli incentivi per i nuovi investimenti e per
loccupazione.
Ma cè di più: gli spazi per i bonus fiscali
sono stati ottenuti con una selva di sanatorie e di condoni, cioè con entrate una tantum
destinate non solo ad esaurirsi ma a provocare danni incalcolabili in termini di minor
gettito futuro. Alle incertezze derivanti dai condoni si sommano poi quelle delle
cartolarizzazioni che nei casi migliori sono lanticipo di futuri introiti, mentre in
quelli peggiori sono misure di finanza creativa che generano nuove forme di debito
occulto.
È quindi linaffidabilità la vera cifra di
questa manovra di finanza pubblica che si fonda su presupposti macroeconomici (tasso di
crescita, inflazione) del tutto arbitrari.
Anche per effetto della reinterpretazione del Patto
di stabilità, che rende più stringente il rientro su un livello di indebitamento non
superiore al 60% del Pil, la prospettiva è quella di una o più manovre correttive in
corso danno e delluso reiterato di decreti blocca-spese che rendono del tutto
rituali i livelli di spesa decisi dal Parlamento. Del resto mentre la Camera licenziava la
Finanziaria il governo ha approvato un ennesimo decreto tappabuchi.
Ma veniamo in modo più analitico ai principali
capitoli della Finanziaria.
Condoni
Sono ben quindici le opportunità di sanatoria offerte ai contribuenti. Si va dal
concordato per gli anni pregressi al condono tombale, alla sanatoria delle scritture
contabili, alla possibilità di regolarizzare le scorte. Viene riaperta la possibilità di
utilizzare la scudo fiscale per regolarizzare la propria posizione se si ha un
accertamento in corso, chiudere le controversie precedenti con il fisco presso le
commissioni tributarie, con cifre distanti anni luce da quelle regolarmente versate dai
cittadini onesti. Ma non è tutto, si potranno sanare in via agevolata Invim e imposte di
registro, successione e donazioni, canone tv e affissioni illegali. Per non far torto ad
evasore alcuno viene concessa a Regioni, Province e Comuni la possibilità di prevedere
condoni relativi ai propri tributi. Malgrado la correzione imposta dal Quirinale in sede
di approvazione rimane ampia la copertura penale. È esclusa così la punibilità per
molti reati, compreso il falso in bilancio.
Irpef
La riduzione annunciata è di 5,5 miliardi di euro. In realtà, se si tiene conto
delle riduzioni previste dalla Finanziaria Amato-Visco e della mancata restituzione del
drenaggio fiscale, il beneficio aggiuntivo è di soli 700-800 milioni di euro. Tale
riduzione è completamente riassorbita dai tagli al welfare locale che ammontano a 1,7
miliardi di euro. Alcuni nuclei familiari che non potranno più usufruire di asili nido,
assistenza domiciliare, trasporto scolastico ecc., subiranno una drastica contrazione del
reddito disponibile. La Finanziaria non prevede nulla per gli incapienti, cioè per i più
poveri, i quali non potranno più sperare neanche nella futura estensione del reddito
minimo di inserimento a tutto il territorio nazionale. Questa politica, su sui era avviata
una significativa sperimentazione, viene infatti cancellata.
Cumulo pensione lavoro
Viene ampliata la platea dei titolari di pensione di anzianità che possono cumulare
totalmente pensione e retribuzioni o altri redditi da lavoro: basteranno dora in
avanti 58 anni di età e 37 anni di contributi. Chi è già in pensione potrà ottenere un
analogo beneficio pagando una somma di denaro. In compenso i pensionati che lavorano come
collaboratori si vedranno aumentare il contributo del 5%. Anche in questo caso il segno è
chiaro: vengono favoriti i lavoratori autonomi: l80% delle entrate Inps da cumulo
riguardano infatti commercianti e artigiani. A questi minori introiti faranno fronte
i maggiori contributi pagati dai lavoratori dipendenti i quali, normalmente, se continuano
a lavorare, lo fanno come collaboratori.
Regioni, Comuni, Province
La manovra non si fa minimamente carico delle sofferenze finanziarie delle Regioni.
Mancano le risorse per lapplicazione del decentramento amministrativo mentre si
manifestano problemi di cassa per trasporti, assetto del territorio, edilizia residenziale
pubblica. Alla vigilia di nuove tensioni legate ai ritardi nellapplicazione del
nuovo Titolo V della Costituzione e alle forzature sulla devolution, è in atto un vero e
proprio scontro istituzionale tra Regioni e governo centrale di cui i ricorsi al Tar
contro il decreto taglia-spese di Tremonti è il segnale più eclatante. Quanto a Province
e Comuni, le modifiche introdotte dal Parlamento al testo originario della
Finanziaria non hanno alleggerito la situazione: blocco alle entrate tributarie, taglio ai
trasferimenti erariali e mancata soluzione del ristorno dellIva
sullesternalizzazione dei servizi pesano come macigni sui bilanci degli enti locali.
Sanita
In un clima di scontro totale sulla sanità tra Regioni e governo, è stato operato un
ulteriore giro di vite negli acquisti di beni e servizi, introdotta una franchigia di 50
euro per le cure termali e confermati i ticket per diagnostica e specialistica. Ma il
piatto forte della linea del governo in questo campo non è rappresentato da queste
misure, né dalla creazione di un nuovo organismo che dovrà organizzare in classi e
sottoclassi, con relativi prezzi di riferimento, le attrezzature utilizzate dalle Asl e
dagli ospedali. Tremonti ha approfittato delle difficoltà riscontrate da alcune Regioni a
rispettare laccordo sulla Sanità dell8 agosto 2001 per ritardare i
trasferimenti dovuti. Le Regioni, infatti, sono ancora in credito dei fondi loro spettanti
per la gestione 2002. È ormai palese il tentativo di nascondere in questo modo
unevidente crisi di liquidità del governo Berlusconi. Questo spiega la pesante
invasione di campo operata con il decreto taglia-spese che riduce retroattivamente del 15%
i costi delle Asl per mense, lavanderie, manutenzione, riscaldamento ecc. Le Regioni,
giustamente, hanno reagito con estrema decisione a difesa del servizio sanitario.
Occupazione e investimenti nel Mezzogiorno
La disciplina del credito di imposta sugli investimenti nel Sud, dissestata negli
scorsi mesi con una selva di modifiche normative, viene riscritta dalla
Finanziaria che prevede ben quattro regimi diversi a seconda dei diritti materiali sulla
base delle precedenti normative. Per ognuna di queste fattispecie vengono fissati limiti
ad hoc di utilizzazione dei bonus. Lo sconto resta indefinito per le imprese che hanno
già beneficiato della legge Visco per il Sud. Soltanto nei prossimi mesi il ministero
dellEconomia e delle Finanze definirà lampiezza del bonus loro spettante.
Lincentivo, una volta automatico, diventa così sempre più aleatorio e per questo
stesso motivo cesserà di essere tale.
Da segnalare anche lestensione nei limiti di
30 milioni di euro, e previo parere positivo della Unione europea, del contributo alle
aree depresse del Centro-Nord. Il credito dimposta per i nuovi assunti viene
prorogato al 2006. La misura è però fortemente ridotta: da 413 euro si passa a 100, nel
Sud da 619 euro a 400. Anche questo bonus non sarà più automatico. I datori di lavoro
dovranno fare domanda e, in caso di mancata risposta positiva da parte delle agenzie delle
entrate, varrà il principio del silenzio-diniego. La Finanziaria prevede la confluenza
nel nuovo Fondo per le aree sottoutilizzate di tutte le risorse destinate alle aree
depresse. Il Cipe in tal modo avrà la possibilità di modificare in corso danno
lallocazione dei diversi stanziamenti.
Pubblica amministrazione
Per il 2003 è previsto, salvo alcune deroghe, il blocco del turn-over mentre per il
2004 e il 2005 le amministrazioni con più di 200 addetti sono tenute a ridurre
dell1% il proprio personale. La parte più consistente dei risparmi è affidata al
rafforzamento del meccanismo delle aste online. Si tratta di ben 3,7 miliardi di euro,
cifra di pura fantasia che non mancherà di produrre un consistente buco nella finanza
pubblica. Restano del tutto insufficienti gli stanziamenti per i rinnovi dei contratti
pubblici. Allart. 34 della Finanziaria, che tratta di organici e razionalizzazioni,
ricompare la norma che porta da 72 a 75 anni letà di pensionamento.
Unalleanza trasversale laveva cancellata in sede di commissione Bilancio,
laula del Senato lha disciplinatamente ripristinata: serve al presidente del
Consiglio per il buon andamento delle sue vicende giudiziarie.
Scuola
È confermata sia la riconduzione delle cattedre a 18 ore settimanali con il taglio degli
«spezzoni», sia la drastica riduzione delle dotazioni organiche dei collaboratori
scolastici. La Finanziaria mentre trova 90 milioni di euro per le famiglie che mandano i
figli nelle scuole private, rinvia la messa in sicurezza degli edifici scolastici al
programma per le infrastrutture strategiche e a un fondo rotativo presso la Cassa depositi
e prestiti.
Universita e ricerca
Un noto quotidiano economico ha titolato: la ricerca si affida al fumo. Non si è
trovato di meglio per dare una risposta alle clamorose dimissioni di massa dei rettori
delle Università italiane. Limposta di consumo sulle sigarette sarà aumentata per
assicurare un maggiore gettito di 435 milioni di euro. AllUniversità andranno 195
milioni, in questo modo le risorse resteranno al livello del 2002, insufficienti per
evitare il blocco delle assunzioni anche di docenti e ricercatori e il taglio dei
contratti a termine. Alla ricerca andranno 225 milioni, insufficienti a compensare i tagli
agli enti di ricerca, a partire dal Cnr. È disarmante che Confindustria abbia giudicato
positivamente questa misura.
(Rassegna sindacale, n. 1, 14 gennaio 2003)
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