Intervento, a nome del coordinamento RSU e gruppo ZASTAVA Trieste, svolto da Gilberto Vlaic di ZASTAVA Trieste all’assemblea dei lavoratori della Zastava di Kragujevac il 11 ottobre 2002 in occasione della consegna delle adozioni a distanza raccolte a favore delle famiglie dei lavoratori tutt’ora senza lavoro e senza salario a causa dei bombardamenti delle fabbriche della Jugoslavia.

 

Cari lavoratori della Zastava, porto a voi,  alle vostre famiglie, ai vostri figli il piu’ fraterno e caloroso saluto del coordinamento RSU, del gruppo ZASTAVA di Trieste e di quelle lavoratrici e quei  lavoratori italiani che con la loro solidarieta’ materiale hanno permesso che si svolgesse questo viaggio.

Oggi portiamo con noi piu’ di 40 adozioni; 7 sono nuove, le altre sono dei rinnovi.

Provengono dalle citta’ di Trieste, Lodi, Milano, Padova, Firenze, Venezia, Pistoia, Roma, Udine e Siena.

Ad agosto siamo riusciti a mandare un camion di detersivi e medicinali, frutto del lavoro dei delegati RSU della Unilever di Lodi, di Monza e di ZASTAVA Trieste.

Verso la fine di ottobre e’ previsto l’arrivo di un camion con un forno per preparare il pane (puo’ produrne fino a 20 quintali al giorno), dono dell’associazione “Il nido del cuculo” di Rimini.

Tre anni e mezzo fa la NATO bombardava il vostro Paese; dopo quell’aggressione, ed in parte come sua conseguenza, vi e’ stata in Europa una netta avanzata dei governi di destra.

Alcune settimane fa in Germania ci sono state le elezioni, con la vittoria di una coalizione di centro-sinistra. Ma non dobbiamo farci trarre in inganno: ricordo che Joshka Ficher, uno dei vincitori delle elezioni in Germania, era in prima linea nello spargere vergognose menzogne sul vostro popolo per giustificare quella aggressione.

E in Italia abbiamo forse il peggior governo di destra di tutta Europa, nel quale sono presenti forze ultra-liberiste, razziste ed addirittura fasciste.

Questo governo sta cercando di determinare la sconfitta dei lavoratori italiani e la distruzione dei nostri diritti: il diritto al lavoro, ad una scuola e ad una sanita’ pubbliche dignitose, il diritto ad una giusta pensione.

E tutto questo con l’appoggio di frange sindacali che non hanno il concetto di uguaglianza, solidarieta’ e fratellanza tra i lavoratori come primo fondamentale punto della loro azione.

Proprio in questo periodo la FIAT ha avviato lo smantellamento di interi settori di produzione, con la chiusura di diversi stabilimenti; ci sono almeno 8000 lavoratori che saranno espulsi dalla produzione, senza contare l’indotto.

Noi continuiamo a lottare; il 18 ottobre prossimo ci sara’ in Italia un grande sciopero generale; siate vicini a noi nella nostra lotta, cosi’ come noi siamo stati e saremo vicini alle vostre.

Negli ultimi 10 anni il mondo ha subito molte guerre imperialiste: nel 1991 la guerra all’Irak, nel 1999 l’aggressione alla Jugoslavia, poi l’Afghanistan nel 2001, senza dimenticare il popolo palestinese massacrato da decenni dall’imperialismo israeliano.

Ed ogni volta sono state giustificate come guerre necessarie per sconfiggere i governi non graditi (invariabilmente paragonati a Hitler) o il terrorismo, mentre noi sappiamo bene che sono sempre state guerre per la sottomissione di popoli non ancora allineati economicamente, politicamente e culturalmente, guerre per la conquista di nuove fonti di energia e di materie prime, guerre per il controllo di territori strategici. E tutto questo viene pagato da popoli innocenti con lutti e devastazioni.

Voglio citare una frase di Gino Strada, un medico italiano che ha fondato l’associazione Emergency, attiva in molte situazioni di guerra e di sofferenza:

“Le guerre non sono mai una necessita’, le guerre sono sempre una scelta.”

Ricordo la frase che disse il segretario di stato americano Madeleine Albright a commento dei bambini morti in Irak a causa dell’embargo; essa disse: “Ne e’ valso il prezzo”. Parole ignobili e disumane.

E dopo la giustificazione della “ingerenza umanitaria” usata per aggredire il vostro Paese, si giunge all’assurdo di invocare la guerra preventiva contro il popolo irakeno, per “liberarlo” dal suo presidente, ma in realta’ per appropriarsi del petrolio.

In Italia il movimento contro la guerra si sta estendendo, e noi siamo in prima fila in questo movimento; sabato scorso 5 ottobre molte decine di migliaia di persone hanno preso parte a manifestazioni in tante di citta’; altre manifestazioni sono indette per il 26 di ottobre.

Vi sono anche forze politiche che, dopo essersi  schierate in buona o cattiva fede (io penso in cattiva fede) con la NATO nel 1999 contro il vostro Paese, sotto la pressione popolare stanno finalmente cambiando posizione si dichiarano contro la follia di questa nuova guerra imperialista degli Stati Uniti d’America. E queste forze politiche dovranno chiedere perdono al popolo jugoslavo.

Dobbiamo tutti lottare con tutte le nostre forze contro questa possibile nuova guerra, ne va del destino di tutti i popoli.

Non mi stanchero’ mai di ricordare il vero senso dell’internazionalismo dei lavoratori: il mondo non si divide in Italiani, Jugoslavi ecc., ma si divide in lavoratori e padroni, in chi rivendica la giustizia sociale e chi pone il profitto capitalista sopra tutto.

E questi nostri incontri periodici sono secondo me uno degli esempi piu’ belli e significativi della solidarieta’ e dell’amicizia tra lavoratori di paesi diversi.

Termino questo breve intervento rivolgendomi alle ragazze e ai ragazzi che tra poco riceveranno le quote dei loro amici italiani; mi raccomando, scrivete a queste famiglie. Una sola vostra parola serve piu’ di mille discorsi.

Un abbraccio a tutti voi.

                                                                        Kragujevac, 13 ottobre 2002