Firmato il CCNL del Vetro - Un contratto che interessa circa 35.000 lavoratori.

 

- il testo dell'accordo (in formato Tif zippato)
- il comunicato Fulc
- L'articolo di Rassegna Sindacale

 

Valutazioni sull'accordo

Molto entusiasmo in casa FULC per la firma del contratto del Vetro.  Un entusiasmo che deriva dall'avere firmato un accordo unitario nonostante le profonde divergenze di merito che oggi dividono Cgil Cisl e Uil a livello Confederale (senza che nessuna delle organizzazioni abbia dovuto contraddire se stessa, come si dice nel comunicato. Ma proprio così non è come vedremo).

L'elemento che la Fulc pone sul piatto è l'aver concordato con l'Assovetro un incremento salariale che considera come riferimento l'inflazione programmata Europea anzichè quella programmata dal Governo.

L'accordo prevede il recupero del differenziale tra inflazione reale e programmata (l’1,9 per cento) per il biennio luglio 2000-agosto 2002, ed una copertura del 4,1 (tasso programmato dell'inflazione a livello Europeo) per il periodo 2002-2004, al posto del 2,6 (tasso programmato dell'inflazione a livello nazionale). Da ciò deriva un aumento salariale complessivo pari al 6 per cento nominale, per un totale di 78 euro medie riparametrate al livello D1 (da percepire in tre ratei da 26 euro l'una).

Il risultato salariale è' quindi una difesa (più o meno riuscita) del solo potere d'acquisto del salario che comunque lascia nelle tasche delle aziende i costi della redistribuzione della ricchezza e della produttività di settore. Cosa questa neppure contemplata nell'accordo. Il salario dei lavoratori del vetro quindi realizza un recupero (più o meno efficace) dell'aumento del costo della vita, ma non si incrementa rispetto alla maggiore ricchezza prodotta. Cosa questa che il congresso Cgil aveva indicato come obiettivo prioritario della contrattazione.

Ma attenzione a mistificare i risultati salariali. Il 4,1 di inflazione attesa a livello europeo è un riferimento nominale che deve avere riscontro nel risultato concreto derivante dal montante salariale percepito a fine corsa. Se si considera la divisione in trance e le scadenze di queste trance, noteremo che la somma complessiva percepita dal lavoratore non è differente dal risultato salariale ottenuto nel rinnovo chimico-farmaceutico che è stato costruito sull'inflazione programmata Italiana. (ma di questo forniremo una tabella esemplificatica appena pronta).

La Fulc vanta il fatto di aver salvato l'impianto del 23 luglio, affermandone una interpretazione avanzata rispetto all'esperienza precedente (vedi articolo di rassegna sindacale).

A ben guardare il merito e la sostanza delle valutazione entusiatiche della Fulc, è questo. Dove si concerta bene (da sinistra, potrebbe dire qualcuno) i risultati ci sono. Così i segretari della Fulc possono affermare come il risultato sul CCNL vetro possa risultare un "Utile" precedente anche per le altre categorie (leggi meccanici, i quali, a differenza dei chimici hanno espressamente indicato con la loro piattaforma la necessità di superare il modello della concertazione e non solo sul salario). In sintesi il messaggio è che la Concertazione rimane l'unica strada da perseguire, magari perfezionandola un poco prendendo a riferimento l'inflazione europea anzichè quella Italiana.

Ma non è tutto oro ciò che luccica, ed i Padroni non sono fessi (sopratutto se firmano un CCNL senza un'ora di sciopero). La concertazione prevede sostanziosi scambi politici ed una evidente compatibilità con le disponibilità e le necessità aziendali, non già con i bisogni dei lavoratori.

La Filcea-Cgil (più preoccupata di salvare la propria unità con Cisl e Uil che non a rimodulare la contrattazione sulla base delle attuali condizioni di scontro) dovrebbe, per esempio spiegare come mai, non certo in coerenza con la più generale battaglia di tutta la Cgil, ha accettato l'introduzione nel CCNL dei contenuti della legge sul lavoro determinato che la Cgil nazionale ha invece contrastato e si è rifiutata di firmare. Cosa non nuova per la Filcea. Vedi il recente rinnovo del CCNL Chimico farmaceutico che la sinistra sindacale interna aveva bocciato anche per questo motivo.

A parte il fatto che le aziende potranno ora ritenere esigibile tutta la flessibilità occupazionale che la legge sul lavoro a tempo determinato prevede, la questione del lavoro precaio, del suo controllo e della sua riduzione, del ruolo e dei poteri delle Rsu in materia, è demandato unicamente al capitolo "informazioni", "Osservatorio" ecc. In sostanza, su questo importante capitolo chi ha portato a casa qualcosa sono solo le aziende.

Che l'accordo sia tutto interno alla logica delle disponibilità concertative lo dimostra anche un cedimento non secondario, di fatto e di principio (che la Fulc non nomina neppure nei suoi comunicati), quando si afferma in materia di classificazioni che un lavoratore può subire un dimensionamento professionale (essere cioè adibito a mansioni previste in una posizione organizzativa inferiore) pur mantenendo la differenza salariale.  Praticamente l'azienda può bloccare in qualsiasi momento il percorso di carriera del lavoratore, arretrandolo nella posizione professionale, utilizzando ciò come ulteriore strumento di mobilità e flessibilità della prestazione, o anche come intervento punitivo verso il lavoratore.

Si potrebbe affermare che il passaggio da una PO (posizione organizzativa) all'altra non inficia l'appartenenza di un lavoratore ad un'area professionale. Ma ciò non fa che dimostrare l'assurdità della scelta Fulc di introdurre le PO nella scala classificatoria (a ogni area professionale corrispondono dalle 2 alle 3 PO) che si sapeva sarebbero state usate come strumenti di flessibilità e mobilità del lavoro più o meno incentivate dall'assegnazione di IPO (indennità di posizione). Ma tant'è, proprio allora la Filcea rispondeva a queste obiezioni fatte dalla sinistra sindacale interna, che mai e poi mai sarebbe stata possibile una retrocessione ad una PO inferiore da quella acquisita o conquistata. Ora siamo al dunque, il dimensionamento di PO è possibile, e non c'è sa stupirsi se, grazie al precedente del vetro, questa concessione sindacale verrà ora estesa ad altri contratti, a partire dal rinnovo in corso per la Ceramica, o in sede di "osservatorio nazionale sulle classificazioni" previsto dal CCNL Chimico-farmaceutico..

Inoltre: Il risultato sui cicli continui (riduzione di una giornata di lavoro sull'anno) è rimandato come costo alla scadenza del CCNL (quindi alla fine del 2006). Una cosa che assomiglia molto a quanto avvenuto nel biennio metalmeccanico (che la Fiom non ha firmato) con le famose 18.000 lire, e che fa pensare in realtà ad un anticipo sui costi contrattuali del prossimo rinnovo. Cosa che non viene detta ma che risulta però esplicita. Quando nel 2007 si presentarà la nuova piattaforma sarà evidente che l'Assovetro conteggerà nei costi contrattuali anche l'applicazione della riduzione di orario che si concretizzerà, quarda caso, proprio nel 2007. In fondo è quello che è già successo ora con la piattaforma dei meccanici, dove Fim e Uilm, in coerenza con l'accordo sul biennio economico precedente, hanno scalato le richieste dalla quota di 18.000 lire anticipate allora sui futuri costi contrattuali.

Il Contratto del Vetro non porta quindi un grande contributo a quella svolta contrattuale su cui ad esempio sono oggi impegnati i Metalmeccanici della Fiom, anzi. La scelta concertativa della Fulc e della Filcea in particolare rimane tutta confermata e non dà alcun contributo alla battaglia che altri in Cgil stanno facendo per liberare la contrattazione dalle subordinazioni a cui questa è soggetta da anni.

 

14 dicembre 2002

Il Coordinamento Rsu