AUTUNNO DEI DIRITTI ANCHE PER GLI OPERATORI SOCIALI

Nelle lotte della primavera 2002 in difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che hanno registrato una nuova ondata di partecipazione sociale da parte di lavoratrici e lavoratori precarie/i e disoccupate/i è stato ancora più assordante il silenzio degli operatori sociali (a parte qualche significativa presenza di piazza), un comparto lavorativo di addetti ai servizi di cura e assistenza a persone disabili e anziane in condizioni di disagio e minori a rischio.

Si tratta di lavoratrici e lavoratori che da sempre sono soggette/i a condizioni di particolare sfruttamento e mancanza di tutele e diritti (malattie, ferie, tredicesima, maternità, diritto allo studio, rappresentanza sindacale) ossia di qualunque inquadramento contrattuale; un comparto strutturalmente escluso dai diritti sindacali: per loro l’articolo 18 non è mai esistito e perfino la recente Legge 142/01 sul "socio lavoratore di cooperativa" dichiara inapplicabile l’art. 18 ai soci di cooperativa.

Il c.d. fenomeno del terzo settore è andato a tamponare la distruzione del servizio pubblico in maniera qualitativamente discutibile dal lato del servizio erogato e a discapito dei diritti e dei salari dei lavoratori. Nella città di Roma tutto questo riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori e di utenti dei servizi e l’amministrazione comunale a tutt’oggi non ha dato risposte se non peggiorando la situazione, come accaduto con l’introduzione del c.d. accreditamento ( che ha generato confusione, ha istituzionalizzato la competitività tra cooperative e ha svilito e ulteriormente diviso i lavoratori e le lavoratrici operanti nei differenti municipi).

OPERATRICI E OPERATORI SOCIALI ASPETTANO ANCORA:

  1. la piena applicazione della Delibera 135/2000 del consiglio comunale di Roma che obbliga gli organismi affidatari di servizi pubblici per conto del comune al rispetto dei contratti collettivi nazionali e inoltre impone all’ente locale di vigilare e sanzionare gli organismi inadempienti;
  2. l’attuazione degli impegni presi nel consiglio straordinario del 6 maggio scorso sia rispetto alla Delibera 135, sia rispetto alla situazione del lavoro precario a Roma in gran parte riconducibile allo stesso Comune di Roma;
  3. l’applicazione da parte delle cooperative delle norme della Legge 142/2001 che equiparano a pieno titolo il lavoro in cooperativa al lavoro dipendente;
  4. la libertà di discutere, organizzarsi, scioperare senza subire intimidazioni e licenziamenti.

I prossimi mesi preannunciano la ripresa del conflitto sociale e un nuovo sciopero generale per l’estensione dei diritti a tutte e a tutti. In questo percorso non può mancare la voce dei lavoratori dei servizi alla persona. Per questo proponiamo un forte momento di discussione degli operatori sociali da tenersi in una assemblea cittadina SABATO 12 OTTOBRE 2002 ALLE ORE 10,30 PRESSO L’AULA DELLA FACOLTA’ DI LETTERE DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA".

CONTRO LA PRECARIETÀ DEI LAVORI E DELLA VITA, PER LA DIGNITÀ DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI, PER INFORMARE, COORDINARCI E ORGANIZZARCI!!

Camera del lavoro e del non lavoro; COBAS; Coord. cittadino operatori sociali; Coord. delegate/i RSU Roma e Lazio; Corrispondenze Metropolitane; Coordinamenti operatori sociali e sociosanitari; Coord. studenti Roma Tre; Forum diritti e giustizia; RDB servizi sociali; USI.