un
contributo di alcuni delegati RSU di Pisa sulla piattaforma di Cgil Cisl Uil sul CCNL enti
locali 2002\2005
Pisa 21 giugno 2002
La piattaforma sindacale accetta le privatizzazioni dei
servizi e assegna le responsabilità dei mancati finanziamenti allultima Legge
Finanziaria dimenticando che lAccordo siglato il 4 Febbraio non solo ne accoglie i
contenuti ma ribadisce le linee della legge 165 del Marzo 2001 che
- Rende più difficile il riconoscimento delle mansioni superiori
- diminuisce i diritti dei lavoratori e le prerogative sindacali
- assegna sempre più potere ai Dirigenti e sempre meno spazio alla contrattazione
decentrata con la quale fino ad oggi era possibile recuperare parte del potere di acquisto
perduto con scellerati accordi nazionali
I FATTI
Non una lira si è vista dei fantomatici soldi promessi con laccordo
del 4 Febbraio, rimandati alla disponibilità economica della prossima Finanziaria. Cgil
Cisl Uil accettano passivamente limpianto delle autonomie locali costruito negli
ultimi anni con aumento delle mansioni spettanti agli enti, riduzione di personale e
sistematico ricorso a precariato, CO.CO.CO e esternalizzazione dei servizi senza
alcun controllo da parte dellente e spese lievitate per la cittadinanza in termini
di bilancio e di costi dei servizi.
Siamo concordi nel ribadire la centralità del CCNL nazionale contro invece ad una
tendenza del Governo e del padronato a distruggere la centralità del contratto
nazionale di categoria, per introdurre invece gabbie e forti differenziazioni
salariali a discapito della forza lavoro nelle ragioni con più disoccupati e
monitor conflitto, tuttavia i CCNL vanno riempiti di contenuti forti e proposte credibili
che non ravvisiamo nelle piattaforme sindacali degli ultimi venti anni grazie
alle quali abbiamo perso sempre più spazi di contrattazione e del potere di acquisto
Impianto
IL CCNl si snoderebbe ancora su due assi quello della vigilanza e del personale educativo
lasciando fuori tutti gli altri settori, di fatto accettando le privatizzazioni dei
servizi che ha ripercussioni negative almeno su maestre di scuola e di asilo nido, sulle
loro mansioni.
Crediamo che i servizi educativi privati debbano essere inquadrati con lo stesso contratto
degli enti locali senza alcuna discriminazione salariale tra personale che opera fianco a
fianco e con medesime mansioni
La frammentazione dei contratti, come avvenuto per gli IACP trasformati in enti pubblici
economici (oggi CCNL Federcasa) e per il settore culturale e turistico (oggi CCNL
Federculture) non è un elemento positivo ma negativo perché frammenta la categoria
indebolendola e facendole perdere potere di contrattazione barattando con poche briciole
la svendita del patrimonio pubblico e i processi di privatizzazione. IL sindacato deve
saper guardare oltre la logica della per altro scarsa monetizzazione soprattutto quando si
perdono diritti e si arretra nelle conquiste fatte nel corso di decenni
IL CCNL se utilizzerà, come auspicano i
sindacati, le risorse dellaccordo del 4 Febbraio introdurrà forti disuguaglianze
tra i settori pubblici penalizzando tra laltro gli enti locali che rappresentano una
parte non secondaria dellintero comparto
E stato siglato mesi fa un contratto
per la Dirigenza che limita fortemente la parte del salario accessorio dipendente
dalla valutazione e dai risultati individuali proprio quando ai lavoratori e alle
lavoratrici si chiede di accettare quote crescenti del salario accessorio dipendenti dalla
valutazione del Dirigente . Si premiano i livelli alti a discapito degli altri, i
privilegi accordati a chi già ora guadagna quattro volte in media lo stipendio medio di
un dipendente pubblico non possono essere accettati soprattutto se pensiamo ai nostri
stipendi fermi come potere di acquisto per tutti gli anni novanta
DIRITTI SINDACALI -
Concordiamo di scaricare sugli enti gli oneri per il pagamento delle posizioni
organizzative ma vogliamo essere ancora più radicali: a cosa servono queste posizioni in
enti dove il rapporto tra dirigente dipendenti è praticamente raddoppiato?
Per quanto riguarda invece i Diritti sindacali la sola proposta credibile è quella di
respingere in toto la normativa che regola i permessi e lagibilità del delegato rsu
facendolo dipendere dalla cosiddetta funzionalità del servizio che poi è a discrezione
del dirigente di settore. Con lattuale normativa non esiste alcuna libertà
sindacale ma solo un uso discrezionale da parte dei Dirigenti di permessi che invece
nascono dalla volontà di lavoratori e di lavoratrici. Si torni quindi non a chiedere ma a
comunicare i permessi Rsu con limpegno scritto delle Amministrazioni a sostituire i
delegati in assemblea (oggi non sono sostituiti al fine di metterli contro colleghi\e!)
Classificazione e nuovi profili
La tendenza delle Amministrazioni è quella di cancellare molti profili per attingere
dallinterinale, da cooperative e ditte esterne, oppure attraverso CO CO CO che
incidono fortemente sui bilanci comunali.
Alcune sentenze della Cassazione e dei Tar gettano ombre sul sistema delle progressioni,
non è chiara la piattaforma sindacale laddove dice che è necessario superare la
divisione nelle categorie B e D e tutti gli elementi di rigidità, una frase
sibillina dai molteplici significati. Si annullano le differenze per esempio tra ex quarti
ed ex quinti livelli assegnando a tutti indistintamente le medesime mansioni e magari con
retribuzione inferiore? Dovè il riconoscimento delle mansioni superiori svolte in
questi anni?
Negli enti si cerca di aumentare le mansioni spettanti ad alcuni livelli senza una
vera riqualificazione e adeguata monetizzazione nellottica solo di ridurre il
costo del personale ed evitare nuove assunzioni. Si disegna un ente dove solo figure di
funzionariato e dirigenziali vengono assunte con una massa di precariato alle loro
dipendenze. La Piattaforma di Cgil Cisl Uil non solo evita di affrontare la situazione ma
crede che il vecchio e contraddittorio strumento concertativo possa aiutare a
salvaguardare profili e stipendi. Una illusione che deride le aspettative di lavoratori e
lavoratrici.
Si dicono ovvietà sulle offerte formative senza entrare nel merito di come queste sono
organizzate a cosa servano nei fatti e a cosa potrebbero essere funzionali in presenza di
reali processi riorganizzativi. Non basta rivendicare l1% delle spese per la
formazione quando avviene solo in termini funzionali allImmagine delle
Amministrazioni e del nuovo e rafforzato connubio tra Dirigenza e classe politica che
operano fianco a fianco nella svendita dei servizi e nellattacco al personale e ai
salari sotto la forma della riqualificazione-valutazione.
Si pensa a nuove figure professionali (per esempio Ufficiali di stato civile, attività di
informazione) senza salvaguardare quelle vecchie che invece la privatizzazione
vorrebbe rimuovere a discapito della qualità e della economicità dei servizi
erogati
Appendice normativa
Sono violati gli accordi sul tetto massimo degli straordinari, esiste un abuso
del lavoro domenicale e sui recuperi, un abuso clientelare della mobilità
dallesterno queste situazioni generalizzate allinterno degli enti necessitano
di norme e di regole che non possono essere demandate alla sola contrattazione decentrata
vista la tendenza della controparte a comunicare le scelte a fatti avvenuti
Siamo infine contrari alla
previdenza complementare e al sacco del TFR che spetta ai lavoratori senza alcuna
speculazione finanziaria o di borsa visto il crack dei Fondi pensione degli ultimi anni
|