PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZZI COMUNALI A PISA
QUESTA E' LA STORIA DELLA LOTTA
Lo scontro in atto tra il potere politico e quello gestionale del comune di Pisa, che si
può leggere dalle prese di posizione di un partito politico (DS) attraverso i comunicati
alla stampa di due esponenti di primo piano dello stesso partito, e dalla pronta replica
dei dirigenti del comune, rappresenta solo la punta di un iceberg.
Perché due esponenti politici, con la scusa di individuare le cause dei malesseri dei
dipendenti comunali, si scagliano contro la classe dirigente di un ente, accusandola di
essere superpagata rispetto ai risultati che è riuscita a raggiungere.
E perché quando si dice che i dirigenti del comune sono troppi si va ad
individuare nuove figure pseudo-dirigenziali (posizioni organizzative) da
inserire all'interno dello stesso ente invece di ridistribuire funzioni e
responsabilità ai "troppi" dirigenti già esistenti.
Si scopre che il dipendente comunale ha uno stipendio basso rispetto alle
competenze e alle funzioni che svolge, mentre la classe dirigente è
superpagata.
Ci sarebbe da chiedersi dove erano questi signori prima: sono anni che i
contratti di lavoro dei dipendenti pubblici e privati vengono rinnovati con
sempre minor aumenti di stipendio (non si copre neppure l'inflazione
programmata, figuriamoci quella reale).
Ma esiste un altro filo sottile di lettura in questi interventi: manca solo
un anno alla scadenza del mandato della Giunta Fontanelli, e relativamente
al funzionamento e all'organizzazione della macchina comunale, la politica
portata avanti da questa amministrazione ha creato solo scontenti e
malessere oltre chiaramente al non funzionamento dei servizi comunali .
Se è vero che la gestione amministrativa di un ente è compito della classe
dirigente, è altrettanto vero che il governo locale deve predisporre gli
atti di indirizzo e i criteri per organizzare i servizi.
La strada intrapresa da questa amministrazione è quella, consolidata ormai
da tempo, della dismissione dei servizi, dell'esternalizzazione selvaggia
con una logica che non ha nulla a che vedere con i canoni ed i parametri del
mercato privato (si dismettono servizi che hanno un introito non
indifferente per le casse comunali - leggi: farmacie, cimiteri, servizi
educativi, ecc.), senza considerare la perdita effettiva del ruolo sociale
che il comune dovrebbe ricoprire.
L'organizzazione o la riorganizzazione dei servizi comunali, non solo stenta
a ripartire, ma viene portata avanti in maniera disomogenea, senza il
coinvolgimento dei lavoratori e senza soprattutto un piano di intervento
adeguato.
Complici di questo stato di cose sono le Organizzazioni Sindacali che,
invece di essere antagonisti e propositivi nella difesa dei lavoratori,
trattano su brandelli di salario accessorio per incrementare uno stipendio
non solo insufficiente ma anche indecoroso dei singoli lavoratori, lasciando
mano libera a scelte e provvedimenti che ricadono sulla testa dei lavoratori
e dei cittadini stessi.
Il malessere lamentato dai lavoratori non riguarda solo e unicamente i
salari bassi, ma è dovuto anche provvedimenti che causano disparità di
trattamento attraverso sistemi premianti che sono diventati, lo sono sempre
stati, metodi per distribuire salario accessorio.
Come interpretare le varie progressioni economiche (verticali ed
orizzontali) che si sono svolte e che si stanno svolgendo nel nostro ente,
anche in maniera illegittima, e con una improvvisazione che lascia sgomenti.
Un esempio lo si può ricavare negli ultimi bandi di selezione per funzionari
tecnici ed amministrativi, dove non solo non si tiene di conto dell'
ordinamento professionale vigente in comune che, anche se vecchio e
superato, non è stato ancora sostituito né abrogato, ma hanno una parvenza
di riconoscimento a mansioni svolte che prove selettive. Oppure come leggere
le varie progressioni che hanno interessato le categorie degli ex IV e degli
ex V livelli, dove si bandisce concorsi per titoli ed esami, ma a tutt'oggi
non si conoscono quali sono i titoli valutabili. E ancora come leggere l'
individuazione di 34 posizioni organizzative con funzioni di dirigenza in
un ente dotato di un numero consistente di dirigenti.
Nelle ultime settimane hanno intensificato i processi di esternalizzazione
del cimitero suburbano che fa apripista alla esternalizzazione di tutto il
settore. Una scelta preceduta da mesi tormentati nei quali i lavoratori
hanno costituito un comitato di lotta per dimostrare che la gestione diretta
e pubblica risulta vantaggiosa e conveniente. Nonostante la carenza di
organico i servizi sono stati erogati e la mancata conferma dei precari
è'servita all'Amministrazione per lasciare il cimitero in uno stato di
abbandono, con rifiuti sparsi, erba alta e un degrado funzionale a
presentare poi le privatizzazioni come una scelta positiva e di rilancio sel
servizio. I lavoratori, pochi , rimasti, non sanno ancora la loro futura
destinazione, la esternalizzazione è avvenuta senza alcun confronto con la
Rsu e le Organizzazioni sindacali; la concertazione è morta e sepolta ormai
non solo per il governo di centrodestra ma per le amministrazioni Uliviste.
I lavoratori della ditta esterna percepiranno uno stipendio inferiore
rispetto ai dipendenti comunali che già hanno subito nell'ultimo decennio
una certa perdita del loro ptere di acquisto
Due anni or sono è stato avviato il processo di riorganizzazione dell'Ente
da parte della Direzione generale con indirizzi favorevoli alle
esternalizzazione di interi comparti e servizi con l'inserimento di figure
manageriali note come Superdirigenti
La precedente Rsu è stata disattenta verso i processi in atto scegliendo di
operare solo nei ristretti ambiti della piccola contrattazione decentrata
senza cioè condurre battaglie politiche contro la strategia complessiva
attraverso la quale l'Amministrazione Fontanelli non solo riorganizzava l'
ente ma peggiorava le condizioni di lavoro diminuendo lo stesso potere di
contrattazione. Questa prassi permane nella componente confederale dell'
attuale RSU che vorrebbe contrattare alcune progressioni di carriera
lasciando interi settori in balia delle privatizzazioni e dei sistemi
premianti. In questo modo si presentano le briciole come grandi conquiste
lasciando intendere che non esistono altri margini di trattativa e di lotta
A distanza di due anni possiamo comunque asserire che la tanto decantata
formazione permanente ha considerato solo una minima parte dei dipendenti, i
primi corsi dell'Elea sono avvenuti secondo logiche di subalternità alla
impresa, ma senza offrire agli stessi dipendenti possibilità reali di
crescita della loro professionalità, in cambio di servizi e a costi
accessibili.
La formazione serve non solo a motivare il dipendente ma a favorire il
raggiungimento di alcuni obiettivi , ebbene gli obiettivi sono stati quelli
di costruire una rete di livelli alti che beneficiano delle posizioni
organizzative distribuite secondo criteri non funzionali al servizio e alla
cittadinanza.
La annunciata attivazione del sistema di controlli non avviene sulle ditte
appaltatrici per valutare se queste rispettano le normative contrattuali dei
dipendenti, se i servizi erogati sono convenienti rispetto ad un gestione
diretta, qualitativamente e quantitativamente corrispondenti alle
aspettative.
La verifica di una regolarità di tipo contabile non equivale ad una seria
valutazione dei criteri di spesa con il corretto utilizzo dei fondi
pubblici e in base ad un rapporto tra costi e benefici.
I bisogni formativi del personale non sono mai stati valutati in rapporto al
reale fabbisogno degli organici, del loro utilizzo in mansioni delle quali l
'Ente è carente.
Lo stesso sistema valutativo per il 2001 in apparenza migliore di quello del
2000 è ancora inadatto soprattutto perché questo criterio non può
determinare la distribuzione di quote maggioritarie del salario accessorio
con le note comportamentali e la subalternità alle logiche, di impresa,
dominanti che determinano la votazione.
Si sono spostati uffici senza prima valutare se lo spezzettamento dei
comparti comunali non rappresenti una frammentazione negativa soprattutto
in assenza di una vera informatizzazione degli uffici.
Ci sono poi scelte errate come quelle di esternalizzare il servizio
fotocopie che ha comportato spese crescenti rispetto alla gestione diretta
per non parlare poi della assenza di carta nell'Ente e di un servizio
manutenzione che potrebbe essere garantito, previa specializzazione degli
addetti, dal personale interno dell'area tecnica.
La ristrutturazione del centralino avviene senza che si sia fatta chiarezza
sul futuro di colleghi appartenenti alle categorie protette e con un
servizio già ora diminuito come numero di ore (si vuole offrire maggiori
servizi alla città solo a parole).
La decantata diminuzione del monte ore degli straordinari non è mai avvenuta
, la stessa Amministrazione non ha fornito documentazione necessaria per
stabilire quali settori e in quale livello ricorrono sistematicamente allo
straordinario.
Le assunzioni programmate partono dalla considerazione che alcuni servizi
vengono esternalizzati o venduti , quindi si riorganizza una dotazione di
organico che esclude a priori figure alle quali il Comune vuole fare ricorso
attraverso ditte esterne, cooperative e lavoro interinale (oggetto di
studio ) senza dimostrare se questa opzione sia più o meno conveniente.
Il Comune continua a spendere cifre astronomiche per l'affitto del palazzo
di via Garofani che si è rivelato un autentico pozzo di san Patrizio per le
casse comunali; con gli stessi soldi avremmo potuto acquistare un palazzo,
mentre la sorte del Lanfranchi che ospita da anni mostre non ci è ancora
chiara;dove finirà la Biblioteca dei Ragazzi che quotidianamente assicura un
servizio all'avanguardia per le scuole pisane?
lE NUMEROSE INTERPELLANZE COMUNALI , DI RIFONDAZIONE IN PRIMIS E IN PARTE
DEL CENTRODESTRA, SONO STATE RAGGIRATE DALLA MAGGIORANZA DS ULIVO CON
DELIBERE DI GIUNTA E RISPOSTE EVASIVE TANTO E' VERO CHE SULLE
ESTERNALIZZAZIONI IL CONFRONTO E' INIZIATO A FATTI AVVENUTI
Allo stato attuale non abbiamo alcuna notizia sui monitoraggi più volte
annunciati, la gestione del censimento si è rivelata confusa e fallimentare,
i consumi e le manutenzioni dovrebbero ricevere un'attenzione maggiore e più
seria, come l'analisi dei fabbisogni dovrebbe rispondere non alle esigenze
politiche della Giunta ma ai bisogni della cittadinanza.
FEDERICO GIUSTI
yarince.gifer@tin.it
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