del 21 Maggio 2002
Menaboi Fulvio - RSU Unicoop Buongiorno a tutte le compagne ed i compagni, mi chiamo Fulvio Menaboi e sono una R.S.U del Gruppo unicoop, ho lonore di far parte di questo comitato direttivo CGIL, la massima espressione della nostra organizzazione a livello regionale. In questo breve intervento cercherò di dare un contributo alla discussione di stamattina attraverso quel grado di rappresentatività che mi è stato attribuito dopo il congresso. Con le elezioni Francesi è chiaro che in tutta Europa siamo di fronte ad una preoccupante tendenza politica verso lestrema destra. Una situazione politica Italiana che è ambigua e in netta involuzione sociale, culturale e democratica volta a smantellare regole generali per la tutela dei cittadini e dei lavoratori. Un esecutivo di governo che usa la delega a scapito del confronto democratico espropriando, di fatto, il parlamento con atteggiamenti di liberismo primitivo ed involutivo. Non è usata solo la delega per larticolo 18, ma anche per riscrivere tutto il diritto sul mercato del lavoro: Fisco, scuola, sanità e i lesivi cambiamenti previdenziali che con la decontribuzione, prevista per i nuovi assunti, vogliono sabotare il sistema pensionistico del nostro paese togliendo certezze al mondo del lavoro.
I disegni delega sul patrimonio artistico e demaniale determineranno espropri del bene pubblico a beneficio di pochi con una destrutturazione e frammentazione delle regole con gravi ricadute ambientali e sulla salute individuale. La falsa valorizzazione dell'individuo, non rappresenta un avanzamento nelle condizioni di vita e di lavoro delle persone, ma condanna ad una gravosa solitudine i soggetti che più hanno bisogno dinterventi, con politiche collettive di solidarietà e di sostegno. Il forte individualismo toglie risorse e possibilità anche ai lavoratori più professionalizzati e consapevoli. Un governo subalterno a confindustria che considera il lavoro come semplice merce. Un governo che ha deciso di dialogare con le parti sociali, ma preannunciando in caso di mancato accordo di andare avanti per la propria strada decidendo da solo in barba al confronto democratico teso a migliorare le proposte nellinteresse comune. Dopo la gran manifestazione del 23 di Marzo e successivamente
dello sciopero generale del 16 Aprile, sicuramente la lotta sindacale non dovrà esaurirsi
ma dobbiamo studiare forme per ostacolare questo governo fazioso che opera con scelte
fondamentali e chiare a favore dei padroni e contro gli interessi generali e dei più
deboli. Simpone uno scontro generalizzato, senza la concertazione, che obbliga tutta la CGIL a rivedere gli atteggiamenti sindacali in maniera più rivendicativa e conflittuale comè stato negli anni settanta. E inevitabile un grande rigore sindacale per linee di difesa più incisive per il lavoro e per il mantenimento dei diritti nella società. Dotarsi di un percorso visibilmente propositivo per i diritti, coinvolgendo quelle figure professionali emergenti come i parasubordinati estendendo a loro i diritti. Il lavoro a tempo pieno indeterminato deve essere considerato situazione sociale e condizione lavorativa prioritaria, diminuendo le forme di lavoro precario. Ovviamente per contrastare questo fronte avremo bisogno di raccogliere tutte le nostre forze con chiari messaggi unificanti tra i lavoratori. Purtroppo care compagne e compagni devo constatare che nel percorso dunificazione della nostra organizzazione dopo il congresso, permangono soprattutto nella Camera del Lavoro Territoriale di Prato atteggiamenti tendenti ad escludere lopportunità di un governo unitario confederale, considerando il pluralismo (per alcuni) non una risorsa ma lesatto contrario. Segreterie di categorie sotto linsegna dellunità ma che in realtà non vengono identificati i compiti effettivi dei compagni e delle compagne, come ad esempio nella Filcams territoriale di Prato, anziché perseguire lesempio di altre categorie dove il governo unitario avviene in sintonia e con buoni risultati. Dopo i documenti unitari provinciale, regionale e nazionale CGIL non notiamo nel territorio Pratese quella particolare coerenza e attenzione rispetto alle conclusioni congressuali. Non vediamo neppure la consapevolezza che la CGIL è pienamente convinta del valore e della forza che deriva dallazione unitaria dellorganizzazione, come ribadito nel documento di Rimini, e non si lavora per confermare e rafforzare questa condizione. |