IL PATTO PER L’ITALIA

L'incoerenza di Cisl e Uil ed il loro voltafaccia di fronte ai lavoratori


Quelli che seguono sono stralci di alcuni punti del pessimo Patto per l’Italia del 5 luglio u.s. che la CGIL non ha firmato, confrontati con i contenuti della Piattaforma unitaria di CGIL CISL UIL su cui era statoha portato allo sciopero generale del 16 aprile.

QUADRO MACRO ECONOMICO

Del Patto
“Le parti prendono atto del quadro economico e di finanza pubblica illustrato dal Governo ai fini della predisposizione del DPEF 2003-2006 e convengono sugli obiettivi di crescita del PIL e del tasso di occupazione”

Il DPEF non era neanche conosciuto. Si è firmato a scatola chiusa il documento che traccia le linee di politica economica del Governo basate su un miracolo economico per il prossimo anno e su un tasso programmato d’inflazione assolutamente irreale. Le ricadute sul piano sociale rischiano di essere disastrose (scuola, sanità, previdenza) e la stagione contrattuale fortemente a rischio. (CISL e UIL stanno sostenendo che anche per loro l’inlazione programmata al 1,4% non è realistica e non può essere la base per i rinnovi contrattual,i ma hanno comunque firmato il testo che sopra riportiamo dove lo accettano)

FISCO

Del Patto
“… la riforma fiscale in esame al Parlamento assume per il Governo il carattere di elemento propulsivo…” “…ricavare nell’ambito della prossima manovra finanziaria a)per il 2003, almeno 5.5 miliardi di Euro…concentrato sui redditi compresi tra 0 e 25 mila Euro…”

Della Piattaforma sindacale
“La legge delega sulla Riforma fiscale presentata dal Governo, oltre a non essere stata oggetto di confronto con le parti sociali...apre uno scenario preoccupante in tema di coesione e giustizia sociale, e di tenuta della politica dei redditi poiché tende a privilegiare in maniera sperequata i ceti più abbienti.”

E’ bene ricordare (sarebbe giusto e doveroso che lo facessero anche i firmatari del patto)  che le risorse per la riduzione delle aliquote fiscali (se verranno realmente stanziate in Finanziaria per il 2003) erano già state destinate dalla Finanziaria 2001 per la restituzione del Fiscal drag e per la riduzione delle aliquote IRPEF (cose che la Finanziaria 2002 aveva negato).

LAVORO

Del Patto
“Governo e parti sociali condividono il testo di delega al Governo allegato al presente documento…” che recita “..a) ai fini dell’applicazione dell’art.18 della Legge 20 maggio 1970 (Statuto dei lavoratori),...non computo delle nuove assunzioni mediante rapporti di lavoro a tempo indeterminato, anche part time, o con contratto di formazione e lavoro, instaurati nell’arco di tre anni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi;”

Della Piattaforma sindacale
“Il Governo con la sua scelta di modifiche all’art.18 dello Statuto dei lavoratori, non solo ha scelto di annullare un diritto fondamentale dei lavoratori…CGIL-CISL-UIL chiedono il ritiro degli articoli che modificano le norme attualmente in vigore sui licenziamenti e quelle sull’arbitrato…”.

 

Su Previdenza, Sanità, Servizi sociali, Scuola il Governo non si è voluto confrontare!